| Buon
Natale anche ai pastori del presepe
di Giorgio Maimone
E'
del tutto diverso dal clima proposto e scelto da Ambrogio Sparagna
e Giovanni Lindo Ferretti, il mood sentimental-strumental-spiritual
identificato dalla coppia di geniacci della tastiere e della parola
che rispondono ai nomi di Stefano Bollani e David Riondino. Dove,
da un lato, c'è profonda adesione e nessun distacco, dall'altro
c'è profondo distacco e limitata adesione. Ma l'intento è
solo in parte dissacrante (anche se con Riondino di mezzo non ci
si può mettere la mano sul fuoco per nulla). David Riondino
si è scelto appropriatamente il tono del narratore-fine dicitore-cantastorie
con chitarra, il viaggiatore attonito attorno al mito del presepe
immobile su cui invece Bollani dipinge a piena tavolozza, dispiegando
tutti i colori del pentagramma.
Quanto "Litania" ti costringe a un ascolto partecipe,
tanto invece suona disincantato e allegro, quasi sempre con un sorriso
in tasca il lavoro di Riondino e Bollani. Basta leggere il titolo!
O anche i titoli dei brani: "Il pastore con la pecora",
"La pecora che guarda il cielo" , "Me stoy enamorando",
"La donna col telefono" (in un presepe?). Ridiamo o sorridiamo
comunque e godiamoci la bravura degli ospiti al canto che non sono
affatto secondari: Paolo Benvegnù, Petra Magoni,
Mauro Mengali e Monica Demuru.
Il cd è accompagnato da un libro e il libro è illustrato
(come già avrete visto) da Sergio Staino,
che si sta un po' specializzando in questo tipo di disegni e di
iniziative (con la moglie Isabella ha illustrato due recenti libri
di Adriano Sofri: "L'impero delle cicale"
nel 2004 e "Gli angeli del cortile" nel 2003). Ma stiamo
divagando: torniamo al tema dei pastori immobili (che cantano a
un certo punto "siamo fermi perchè siam fermi!")
e leggiamo come presenta il progetto Davide Riondino: "Il
6 di gennaio di un anno che non sto a definire, nel giorno detto
dell'Epifania, avendo consumato tutte le scorte natalizie, smaltiti
Santo Stefano e Capodanno, gettato il vecchio e preparato il nuovo
da gettar poi, liberatomi dalle mutande rosse e finalmente svischiatomi
dal vischio, mi avviai risolutamente per la città semivuota
ma fervida d'occasioni verso il Teatro del Talposto, deciso ad iniziare
l'anno, in tempi che volgevano al peggio, con una testimonianza
civile. Sapevo infatti che il Teatro del Talposto aveva in cartellone
l'ultima replica di un'opera testimoniale del famoso Scrittore d'Impegno
Civile, messa in scena da un famoso Regista Civile, sotto forma
di mise en espace agita da famosi Attori Civili che leggevano da
civilissimi Leggii, mentre scorrevano immagini filmate da Registi
Civilmente Impegnati".
L'operina, spiega prima Riondino, si deve a una committenza del
teatro Politeama di Prato del dicembre 2002. "Le limitate
risorse della produzione - prosegue lo spassoso incipit riondinesco
- che implicitamente escludevano piramidi, legioni e cavalli,
suggerirono di concentrate il lavoro proprio sulla sostanza delle
statuine del presepe, che, per l'appunto, è quella di essere
statue. Ne conseguiva che se qualcosa dovevamo cantare era proprio
la loro immobilità".
Cosa ne esce?
Un gustoso, gustosissimo pastiche letterario-musicale con esilaranti
trovate assurde e suonato e cantato molto bene dalla compagnia di
giro messa in piedi per l'occasione. Difficile scegliere un brano
(un disco così lo si ascolta in toto, ma "Il canto del
pastore che canta una canzone incomprensibile" (e peertanto
tradotta da Riondino) secondo me ha una marcia in più.
Inutile dire che il disco si potrebbe gustare anche senza libro,
ma col libro è molto più bello e peraltro è
venduto in modo inscindibile. Non solo per Natale. E mi sembra il
commento migliore e più elogiativo si possa fare per questo
lavoro.
David
Riondino, Stefano Bollani
"Cantata dei pastori immobili"
Libro+ cd Donzelli - 2004 (28 euro)
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aggiornamento: 31-12-2004 |