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Le BiELLE RECENSIONI
Mauro Pagani: "Sogno di una notte di estate"

Ovverosia Pagani scrive un musical
di Leon Ravasi

Correvano i primi anni '80 e a Milano c'era uno spettacolo teatrale che spopolava: era il "Sogno di una notte di estate" messo in scena da Gabriele Salvatores al Teatro dell'Elfo. Il cast era stellare per allora e per essere uno spettacolo teatrale: Giuseppe Cederna, Claudio Bisio, Doris Von Thury, Ferdinando Bruni, Ida Marinelli, Elio De Capitani, Luca Barbareschi (ma faceva "il cattivo" già lì), Corinna Augustoni, Cristina Crippa, Luca Torraca, Renato Sarti. E la colonna sonora l'aveva composta un giovane rocker di belle speranze, già front-man di un gruppo che andava per la maggiore, la Pfm: si trattava del trentenne Mauro Pagani che, praticamente alla fine di questo disco, anzi prima ancora della fine, nella fase di missaggio agli Stone Castle di Carimate, incontrerà Fabrizio De André, negli stessi studi per ultimare "L'indiano" e da lì partirà la collaborazione che porterà a "Creuza de ma".

Se non volessimo riconoscere altri meriti a questo disco, potremmo almeno lasciargli questo. Se non fosse esistito "Sogno di una notte d'estate" non ci sarebbe stato l'incontro che avrebbe portato a Creuza, ossia il punto più alto raggiunto dalla musica italiana nel secolo scorso. O magari sì, chi può dirlo? Ma inboccando magari vie traverse, più lunghe e perigliose. Ma non è il solo merito che si può riconoscere al disco in questione. Una colonna sonora, in realtà, non è mai un lavoro autonomo. Deve sottostare a mille e una regola e volontà: quella del regista, degli attori, le necessità degli spettatori che non possono essere distratti per troppo tempo dalla vicenda. Mauro Pagani (e Salvatores, autore dei testi delle canzoni) hanno risolto il problema della colonna sonora mettendo in pratica in scena un musical, dove sono gli stessi attori a cantare (e a ballare).

Il risultato in scena era bellissimo, tanto da fare sì che ancora, a distanza di oltre vent'anni da allora non si riesca ad ascoltare il disco senza che tornino alla mente le scene. Col tempo lo spettacolo (ma tutto allora scorreva a velocità quadrupla di ora) divenne una pietra miliare della controcultura milanese, avendo così tanto successo da riuscire a sbarcare al cinema (ma con un cast rinforzato da Gianna Nannini, Flavio Bucci e Alberto Lionello) ed avviare in pratica la carriera del futuro premio Oscar, Gabriele Salvatores.

Le canzoni del disco sono 10, cinque per facciata (anche se il cd di ristampa ovviamente le allinea inf ila). Nella prima facciata spicca "Cocker spaniel" dal netto incedere prog rock, mentre la seconda facciata è molto più interessante con "Fata", un motivo tradizionale bulgaro rielaborato da Mauro, "Sonno" che vede una semplice voce femminile modulare sopra le note scandite da bouzouki e ottavino da Mauro e infine "Good Morning", una sorta di "Let the sun shine in" in salsa Monforte, scritta da Pagani con Mark Harris.

I musicisti di supporto non sono comunque personaggi di poco conto: si va da Walter Calloni e Ellade Bandini alla batteria, Giorgio Cocilovo e Claudio Bazzarri alle chitarre, Massimo Spinosa e Dino D'Autorio al basso, Maurizio Preti alle percussioni, Claudio Pascoli al sax tenore, Mike Frazer al piano e organo hammond. Oltre a Mark Harris, piano, canto e organo. Mauro Pagani suona una quantità di strumenti: dal bouzouki e l'ottavino già citati, a violino, mandolino, armonica a bocca, Rholand Synth pilotato dal mandolino elettrico.

La domanda che ci può stare è cosa resti 23 anni dopo, usciti dalla magia dello spettacolo e dal bosco incantato shakespeariano, che preesiste alle invenzioni di Salvatores? Non so dirlo: io c'ero. Una, due, tre enne volte ad assistere e partecipare al rito e ancora mi sciolgo quando sento le prime note di "Good morning", che sfido chiunque a capire al volo che non sia tratto da un musical americano coevo. E il piacere si rinnova. Ben ritrovato Mauro, in fondo a quella strada di comune giovinezza!

Mauro Pagani
"Sogno di una notte d'estate"

Fonti Cetra - 1981
Di difficile reperibilità

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Ultimo aggiornamento: 26-10-2004

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