| Prendi
i miti greci e mettili in musica. Come funziona? Benino
di Leon Ravasi
Progetto
ambizioso altrochè no. Francesco Camattini, che di mestiere
fa l'avvocato a Parma, dove e' nato nel 1969 ha deciso di tuffarsi
a piedi giunti nella storia della letteratura epica, prendendo i
miti greci e costruendone, prima uno spettacolo e poi un disco.
E anche il disco non si presenta di sicuro come un lavoro tirato
via: copertina cartonata che raccoglie cd e libretto, ma non il
libretto del cd! Un vero e proprio libro di 60 pagine, magnificamente
illustrato da Rossana Capasso, che spiega nell'ordine, i miti a
cui si fa riferimento, gli archetipi, per intenderci, a cui seguono
i testi dello spettacolo, a cui seguono i testi delle canzoni. Peraltro
la spiegazione dei miti e' fatta molto bene e da consigliare come
bigino ai ragazzi dei licei: nell'ordine i miti sono quello di Cassandra,
Icaro, Orfeo e Euridice, Elena, Anna, Ulisse, Antigone.
Come dite?
Una bella mappazza? No, solo in parte. Camattini tratta l'argomento
con sufficiente grazia leggerezza, all'interno di canzoni dall'impostazione
di musica italiana delle radici, con richiami di classica e solo
piccole spruzzate di jazz. D'altra parte l'impostazione con tre
pianoforti, Camattini, Carmarino e Miodini, non poteva portare molto
lontano da qui.
Certo fa un
po' impressione sentire cantare di Poseidone in un brano o di Creonte
o di Ulisse, ma l'effetto di straniamento non dura poi tanto. Dopo
poco l'eleganza del porgere e la delicatezza della trama tenue emergono.
Portando, e' qui il caso di dirlo, a ravvisare nello stesso momento
il pregio e il difetto dell'opera. Che e' si lavoro intelligente
e raffinato, ma contemporaneamente un po' esangue e rarefatto.
E se e' vero
che sugli archetipi greci, soprattutto quelli della tragedia, ci
siamo tutti formati e tutti quanti dobbiamo costanemente farci conto,
viene peraltro anche da chiedersi dove stia l'attualita' di un lavoro
simile o se non corrisponda a una chiusura totale nel confronto
del mondo contemporaneo che, in fondo, non e' da incoraggiare. Perche'.
e qui torniamo a una nota positiva, Camattini pare crederci veramente
in quello che ha scritto e che propone, anche laddove e' piu' lontano
dalla nostra esperienza e il lavoro di scrittura rischi di assomigliare
a un esercizio di stile.
Concludendo:
un lavoro che denota tanto tantissimo impegno, una fede notevole
nelle proprie capacita', la volonta' di andare oltre i recinti piu'
stretti della canzone, ma anche una certa aria da accademia che
non ne facilita la fruizione: si arriva a fine disco, ma non sempre
a fatica, tra brani diseguali come resa, ma forse troppo uguali
come struttura. Insomma: non per tutti.
Francesco
Camattini
" Ormeggi"
Edicta - 2003
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aggiornamento: 01-02-2005 |