| Un
disco che sembra un fiume
di Giorgio Maimone
Un
disco maturo che suona fresco come un’opera d’esordio.
Un disco lungo, fluviale. Un disco che sembra un fiume, perché
sulla corrente, a ogni ansa ti propone un nuovo paesaggio sonoro.
Che musica fanno le Nuove Tribù Zulu? Patchanka? Folk-balcanica?
Tarantelle, jazz-blues o musica d’autore? Un po’ di
tutto, a seconda di come scorre il fiume. Ora lento e sospeso, ora
vigoroso e fracassone quando le rapide si avvicinano.
“L’unione
dei mondi” è un album sfaccettato e in grado
di tenere desta l’attenzione per tutti i 59 minuti del suo
dipanarsi attraverso 15 brani (più una traccia fantasma:
Screensaver) dal differente mood timbrico e armonico. Le Nuove Tribù
Zulu si sono formate nel 1991 e hanno fatto una lunghissima pratica
di musica stradaiola, finché, in capo a 10 anni sono arrivati
alla prima registrazione (“Sulla strada” - ed Il Manifesto
Cd).
Le Nuove Tribù
Zulu (Andrea Camerini, voce; Paolo Camerini, contrabbasso; Emanuele
Giunti, tastiere e fisarmonica; Roberto Berini, batteria e percussioni,
a cui vanno aggiunti una pletora di soci e buoni compagni di strada)
sono una band romana che ha scelto vicoli e piazze come luogo del
suo immaginario, perché è lì che "si è
più vicini alla gente e alla realtà".
"All'inizio
la strada è stata la scelta dovuta alla carenza di spazi
dove suonare - spiega Andrea Camerini - Nella strada poi ci sono
gli altri e gli altri vanno raggiunti, toccati, presi per mano”.
Le tematiche
trattate dalla NTZ sono impregnate di sociale, i testi sono interessanti
e con qualche pretesa (giustificata), mentre la voce di Andrea Camerini,
cantante e autore dei testi, è di grande fascino e spessore.
In questa notte assurda, Dolce pena e Da bocca a orecchio i brani
più interessanti.
Le
nuove tribù Zulu
L'unione dei mondi
Rai Trade - Nuove Tribù Zulu - 2003
Ascolti
collegati
Ultimo
aggiornamento: 19-11-2003 |