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Le BiELLE RECENSIONI
Nada: "Live (Brescia 21.03.04)"

Farsi male dal vivo (per non morire)
di Leon Ravasi

Nada soffre. E come soffre bene lei non soffre nessuno. Paradosso. Ma realistico. Il suo "Tutto l'amore che voglio" è stato un disco scabro e disidratato, uno di quelli che toglie tutto lo strato superficiale della pelle, la pelle morta. Sicché dopo ti senti meglio. Sia perché i pori respirano, sia perché non ci sarà mai dato di soffrire come Nada. E al di là del paradosso, questo è un talento, che in questo disco "Live", venduto in allegato al "Mucchio Extra" n.16 - inverno 2005, spicca ancora più nitido.

L'ossatura di fondo del live, registrato quasi in contemporanea con l'uscita del disco prodotto da Cesare Basile e John Parrish, è composta in buona parte dall'ultimo album, da cui vengono ripresi 5 brani su 13, da "L'amore è fortissimo e il corpo no" derivano due brani ("Gesù" e "L'amore è fortissimo", una è la cover di Ciampi (la intensissima "Come faceva freddo"), due vecchi classici come "Ma che freddo fa", stranamente non proposta in successione al brano di Ciampi e "Maremma". "Guardami negli occhi" viene da Sanremo 1999 e, come "Inganno", faceva parte di "Dove sei", cd coevo, mentre "Amore disperato" viene addirittura da una vittoria a un Festivalbar dei primi anni '80.

Cionondimeno il disco è un prodotto di oggi, suonato e interpretato oggi da una matura signora della musica, fresca dei suoi 50 anni e dei tagli dei dolori tatuati sulla pelle. E tutte le canzoni suonano di pietra e sale come in "Tutto l'amore che voglio". Percussioni secche come schiocchi di frusta, affidate a Luca Capitani, il basso di Gianluca Ferrante e le chitarre di Gianluca D'Alessio e Federico Gullo. Tutto qui: una line up essenziale e caricata a molla, a cui la registrazione e il missaggio di Bruce Morrison non tolgono nulla (d'altra parte sarebbe impossibile togliere) e semmai aggiunge.

I "sassi" di Nada comunque volano alti e colpiscono il bersaglio, aiutata da suoni da officina, come nella intro di "Asciuga le tue lacrime", introdotta da una sua (bellissima) poesia (vedi libro: "Le mie madri"): "Nonostante il cielo si spezzi / la notte diventi di ghiacchio / le onde si mettano fuori dal mare / io mi sento tremare soltanto a guardare / gli uccelli più neri / che stanno sul tetto a pensare".

Ma le canzoni di "Tutto l'amore che voglio" le conosciamo molto bene. Sostanzialmente l'approccio non cambia rispetto al disco, anche se la dimensione live consente meno finezze e un approccio più diretto e quindi ancora più traumatico. Quelle che mi colpiscono di più sono alcune delle vecchie canzoni, rifatte e reinterpretate, come "Gesù", intensa e fredda e potente a un tempo, mentre "Ma che freddo fa" in questa veste non sarebbe diventata mai un successo epocale, ma una canzone di culto per pochi ascoltatori dal cuore nero.

Una pausa in più per Piero Ciampi, ricordato commossamente da Nada, prima di partire col brano: "Dunque, molto tempo fa io ho conosciuto una persona molto speciale, un uomo meraviglioso. Lui era un poeta e si è bevuto tutta la vita. Se l'è bevuta tutta! E poi se n'è tornato nel suo pianeta. Io canto le sue storie, le parole che lui ha scritto per me: il suo nome è Piero Ciampi". E "Come faceva freddo" inizia con un urlo, prosegue con un rantolo, si imbizzarrisce in un pianto e ritorna in una mestizia senza uguali. Bella canzone, grande prova d'interprete.

Per il resto, invece, prova d'autore. Nada ha scritto testi e musiche di quasi tutte le canzoni, tranne quella di Ciampi, "Ma che freddo" fa e "Amore disperato" . L'ultima nota è proprio per questo brano, canzone di successo degli anni '80, spogliata e ripresa con rabbia. E quello che era uno slogan diventa vero. Nada ha più brividi che capelli e sa come sollevarli negli altri. Una voce che è un graffio: pietra e sale.

Nada
Live (Brescia 21.03.04)

Allegato al Mucchio Extra Inverno- 2004


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Ultimo aggiornamento: 29-12-2004

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