| Farsi
male dal vivo (per non morire)
di Leon Ravasi
Nada
soffre. E come soffre bene lei non soffre nessuno. Paradosso. Ma
realistico. Il suo "Tutto l'amore che voglio" è
stato un disco scabro e disidratato, uno di quelli che toglie tutto
lo strato superficiale della pelle, la pelle morta. Sicché
dopo ti senti meglio. Sia perché i pori respirano, sia perché
non ci sarà mai dato di soffrire come Nada. E al di là
del paradosso, questo è un talento, che in questo disco "Live",
venduto in allegato al "Mucchio Extra" n.16 - inverno
2005, spicca ancora più nitido.
L'ossatura
di fondo del live, registrato quasi in contemporanea con l'uscita
del disco prodotto da Cesare Basile e John Parrish, è composta
in buona parte dall'ultimo album, da cui vengono ripresi 5 brani
su 13, da "L'amore è fortissimo e il corpo no"
derivano due brani ("Gesù" e "L'amore
è fortissimo", una è la cover di Ciampi
(la intensissima "Come faceva freddo"),
due vecchi classici come "Ma che freddo fa",
stranamente non proposta in successione al brano di Ciampi e "Maremma".
"Guardami negli occhi" viene da Sanremo
1999 e, come "Inganno", faceva parte
di "Dove sei", cd coevo, mentre
"Amore disperato" viene addirittura da una vittoria
a un Festivalbar dei primi anni '80.
Cionondimeno
il disco è un prodotto di oggi, suonato e interpretato oggi
da una matura signora della musica, fresca dei suoi 50 anni e dei
tagli dei dolori tatuati sulla pelle. E tutte le canzoni suonano
di pietra e sale come in "Tutto l'amore che voglio". Percussioni
secche come schiocchi di frusta, affidate a Luca Capitani,
il basso di Gianluca Ferrante e le chitarre di
Gianluca D'Alessio e Federico Gullo. Tutto qui:
una line up essenziale e caricata a molla, a cui la registrazione
e il missaggio di Bruce Morrison non tolgono nulla
(d'altra parte sarebbe impossibile togliere) e semmai aggiunge.
I "sassi"
di Nada comunque volano alti e colpiscono il bersaglio, aiutata
da suoni da officina, come nella intro di "Asciuga le tue lacrime",
introdotta da una sua (bellissima) poesia (vedi libro: "Le
mie madri"): "Nonostante il cielo si spezzi /
la notte diventi di ghiacchio / le onde si mettano fuori dal mare
/ io mi sento tremare soltanto a guardare / gli uccelli più
neri / che stanno sul tetto a pensare".
Ma le canzoni
di "Tutto l'amore che voglio" le conosciamo molto bene.
Sostanzialmente l'approccio non cambia rispetto al disco, anche
se la dimensione live consente meno finezze e un approccio più
diretto e quindi ancora più traumatico. Quelle che mi colpiscono
di più sono alcune delle vecchie canzoni, rifatte e reinterpretate,
come "Gesù", intensa e fredda
e potente a un tempo, mentre "Ma che freddo fa"
in questa veste non sarebbe diventata mai un successo epocale, ma
una canzone di culto per pochi ascoltatori dal cuore nero.
Una pausa in
più per Piero Ciampi, ricordato commossamente
da Nada, prima di partire col brano: "Dunque, molto tempo
fa io ho conosciuto una persona molto speciale, un uomo meraviglioso.
Lui era un poeta e si è bevuto tutta la vita. Se l'è
bevuta tutta! E poi se n'è tornato nel suo pianeta. Io canto
le sue storie, le parole che lui ha scritto per me: il suo nome
è Piero Ciampi". E "Come faceva freddo"
inizia con un urlo, prosegue con un rantolo, si imbizzarrisce in
un pianto e ritorna in una mestizia senza uguali. Bella canzone,
grande prova d'interprete.
Per il resto,
invece, prova d'autore. Nada ha scritto testi e musiche di quasi
tutte le canzoni, tranne quella di Ciampi, "Ma che freddo"
fa e "Amore disperato" . L'ultima nota
è proprio per questo brano, canzone di successo degli anni
'80, spogliata e ripresa con rabbia. E quello che era uno slogan
diventa vero. Nada ha più brividi che capelli e sa come sollevarli
negli altri. Una voce che è un graffio: pietra e sale.
Nada
Live (Brescia 21.03.04)
Allegato al Mucchio Extra Inverno- 2004
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aggiornamento: 29-12-2004 |