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Le BiELLE RECENSIONI
Marian Trapassi: "Marian Trapassi"

Scrive le canzoni che vorrebbe ascoltare per radio
di Cosimo Pacciani

Mi ricordo un disco pop perfetto, "Fontana" o "Butterfly", degli House of Love, uno dei grandi gruppi di losers che stemperarono con i loro suoni gli anni ottanta del vacuo plasticismo. Che conteneva l'assoluto capolavoro di canzone che era "Beatles and Rolling Stones". Ed insieme a loro, gruppi come Fat Lady Sings, Jackie Wilson Said, Milltown Brothers, 29 Palms, 12 Tambourines. Un intero catalogo di manifesti di canzoni romantiche, neurotiche e struggenti. il disco di Marian Trapassi sembra parta da lì.

Emozioni perfettamente, circolarmente pop, nel senso di canzoni formate attorno ad un giro di accordi di chitarra acustica, suoni essenziali (basso, batteria ed una chitarra elettrica che accompagna e raramente spennella e si irrobustisce per il tempo di una strofa. Marian ed i suoi boys non inventano niente, ma, come i gruppi citati, rinfresca la solita struttura delle canzoni che ci accompagnerebbero volentieri in una radio italiana, invece delle mille schifose canzoni da due lire.

"Help e Penny Lane" e' un po' il manifesto di questo disco. Una "struggente nostalgia" che trasuda dalle canzoncine linde. Marian non e' una Norah Jones italiana (Thanks God...), non e' una nuova Carmen Consoli, non e' una nuova Alice (nonostante la pregevole cover di "Per Elisa"). E non e' un'altra Elisa.

E' Marian, ora ragazza del Nord Est che vive a Treviso e, in assenza di meglio, scrive le canzoni che vorrebbe ascoltare in radio.

Marian Trapassi è in realtà palermitana e si è trasferita a Nordest solo di recente, sull'onda di una spinta del cuore (Simone Chivilò); ha all'attivo due dischi (questo è il secondo) e, sempre quest'anno, come Fabrizio Consoli e Marmaja ha ottenuto un premio al Ciampi 2004 (che fa curriculum ma quasi mai significa e vale qualcosa di più di una targa).

Non siamo di fronte alla "next big thing". È piacevole ma non deflagrante ed esegue un pop di buona fattura, all'italiana con un background d'ascolti oltrefrontiera (Jeff Buckley e Coldplay quelli dichiarati). Alle sue spalle il buon supporto di Simone Chivilò alle chitarre, Moreno Marchesin alla batteria e Mauro Lorenzon al Flicorno. Vi venisse curiosità di ricordarvi dove avete già sentito questi nomi, vi risparmio la fatica: nell'entourage di Massimo Bubola.

Nonostante lei non abbia una gran voce e nonostante la musica non dimostri particolari spunti nè gli arrangiamenti punte (insomma, manca la personalità che dà un senso "futuribile"), la sua versione di "Per Elisa", dal vivo, è più che buona. La ragazza è poi simpatica e gentile; cosa che non aggiunge nulla all'ascoltatore, ma a chi capitasse di trovarcisi spesso sul palco e dietro, sì

Marian Trapassi
Marian Trapassi

Self - 2004


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Ultimo aggiornamento: 29-12-2004

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