| Dialogo
tra un negoziante e un ascoltator curioso
di Giorgio Maimone
Cos’è
questo disco? E’ nuovo. Ha una gran bella copertina. E anche
un titolo accattivante: “Le stanza dei giochi”. Ma chi
sono Manini & Barbini?
“Non
ne ho la minima idea. E’ il disco di uno che è venuto
a portarmelo, chiedendomi di tenerglielo in conto vendita. Ma finora
non l’ho ancora ascoltato. Se vuoi lo mettiamo su”.
“E’
un peccato interrompere questi. Chi sono?”
“Widespread
Panic. Ma ci sarà tempo. Ascoltiamo “Le stanze dei
giochi”.
E parte subito
una fisarmonica all’unisono con una chitarra acustica e un’accattivante
macchina ritmica (basso e batteria) che crea un clima da festa di
paese. La voce gioca in parte in contrasto con il clima musicale
che si è instaurato. Più teatrale, leggermente sopra
le righe, spinge il pedale verso il grottesco.
“Non
è male, vero? Intrigante”. “Ok, li prendo. Ma
davvero non ne sai nulla?" "No, credo che siano di Milano
o dintorni e sostanzialmente autoprodotti: Dischi Putiferio, mai
sentiti, numero di catalogo 001. Non è che abbiano fatto
molto finora, eh?”.
Ma Manini &
Barbini mi sembrano un po’ troppo scafati per essere dei semplici
esordienti. I testi sono ironici e graffianti, le musiche bel strutturate,
guidate dalla fisarmonica, ma tuttaltro che scarne (chitarre, violino,
percussioni). Il libretto viene in aiuto? Solo in parte: l’album
è ricco di belle illustrazione provenienti delle matite di
Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti), Luca
Enoch (l’autore della copertina dei Lou Dalfin),
Akab, Michele Calzavara e altri. Troppo grazia! Poi tra gli ospiti
spicca Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di
Liquore. E in un brano c’è anche Piero
Mucilli, sempre dei Mercanti, non solo ma il brano in questione
“L’acaro”, è registrato
presso gli studi Mezzanima di Arcore (sempre Mercanti). Il che fa
supporre perlomeno una vicinanza geografica.
Che c’è.
Santo Internet viene in aiuto dell’ascoltator curioso. Daniele
Manini e Roberto Barbini vengono da Monza e da diversi anni lavorano
a progetti musicali e teatrali. Iniziano a lavorare con i Faded
Image, con cui incidono un disco e poi Manini fonda il Circo
Fantasma, in cui ben presto entra anche Barbini. E i Circo
Fantasma incidono due album molto interessanti: il bellissimo “Ninna
nanna per la classe operaia” nel 1997 (che deve più
che qualcosa nel titolo al gruppo di rock minimalistico americano
Lullaby for the working class) e “Tempi
migliori” nel 1999. In “Ninna nanna per la
classe operaia” spiccano due brrani: una “Canzone
del maggio” molto tesa, in omaggio a Fabrizio De
André, ma in tempi non sospetti (Fabrizio era vivo) e “Factory”,
densa e sugosa cover di Bruce Springsteen che ci
guadagna pure qualcosa diventando “La fabbrica”.
Sia al primo che al secondo disco collaborano gli Yo Yo
Mundi al completo.
Dopo un terzo
disco meno riuscito, “Ad un passo dal vuoto”
(2001), Manini & Barbini escono dal gruppo e iniziano
a lavorare al progetto che si tradurrà ne “Le
stanze dei giochi”. Sono sei “stanze”
che ci tocca attraversare, sei stanze che rappresentano sei stati
nella vita: La stanza dell’amore, quella della famiglia, la
stanza del consumo, quella del lavoro, la stanza dello svago e quella
da bagno. A ogni stanza corrispondono due o tre canzoni. L’impianto,
anche qui come in molte delle cose migliori che abbiamo sentito
negli ultimi tempi, è teatrale e tra le note recuperate su
internet si trova anche scritto che i due stanno preparando un recital
basato su alcune delle canzoni del cd.
Il disco si
ascolta molto volentieri e passeggiare in mezzo a testi intelligenti
e ficcanti è sempre un piacere, ma sembra evidente che manchi
una parte “visuale” per poter gustare al meglio la proposta,
come peraltro mostra adeguatamente il brano multimediale allegato
al cd. Per il resto tanta curiosità.
Manini
& Barbini
"Le stanze dei giochi"
Dischi Putiferio - 2004
In alcuni negozi di dischi o sul
sito
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aggiornamento: 05-09-2004 |