| La
struggente bellezza dei canti di lotta dei Ramblers e dei loro amici
di Giorgio Maimone
Bellissimo!
Ma non basta: è di più: imprescindibile. Travolgente.
Appetitoso. Appassionato. Politico. Rigoroso. Orgoglioso. Intenso.
Caldo. Necessario. Bene, ho messo tutti gli aggettivi nelle prime
due righe così mi resta spazio per commentare e soprattutto
per ascoltare questo disco che considero un magnifico lavoro. Sono
di parte, è vero, ma mi piace citare la frase del partigiano
Atos che anticipa l'apertura di "I Briganti della montagna":
"Sono partigiano, perciò odio chi non parteggia, odio
chi non parteggia" (Antonio Gramsci - "Scritti giovanili").
Sono partigiano, quindi sono di parte e adoro chi ancora
oggi, soprattutto oggi, nel giorno delle dimissioni del Governo
Berlusconi, ha il coraggio e la forza di fare un disco che un tempo
si sarebbe definito "militante".
Sono quindici canzoni nell'arco delle quali i Modena City Ramblers
ripercorrono, con l'aiuto di una pletora di amici, tutti di gran
nome o grande bravura, l'arco delle canzoni di lotta che vanno dalla
guerra di Resistenza ai giorni nostri: e così ci è
dato riascoltare, con grande piacere, canzoni che fanno parte della
nostra formazione di lotta e politica, come l'intramontabile "Bella
ciao", pur già ascoltata in dozzine di versioni
(memorabile quella dei Les Anarchistes in "Figli
di origine oscura") oppure come "Oltre il
ponte" con il testo di Italo Calvino o i già
citati "Briganti della montagna" o, ancora,
"Pietà l'è morta".
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L'uscita
di "Appunti partigiani" dei Modena City Ramblers,
in occasione del 60esimo anniversario della Resistenza, non
può non portare alla memoria quest'altro lavoro molto
peculiare, uscito nel 1995, per iniziativa dei CSI e che radunava,
sotto un bellissimo titolo ("Materiale resistente",
per l'appunto) il meglio del rock alternativo del periodo o
meglio quell'area diffusa del dissenso sociale che, anche ai
primordi dell'era berlusconiana, non aveva timori a esibire
la propria alterità.
(segue) |
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Un
disco che merita la poca attenzione che riusciamo a raccoglierci
in tasca di 'sti tempi. Un'iniziativa sulla falsariga del "Materiale
Resistente"uscito dieci anni fa per il Consorzio Produttori
Indipendenti in occasione del cinquantenario dalla Liberazione.
I MCR si sono accorti che esiste già una nuova generazione
che di quel progetto non ha traccia, così han pensato
di riprendere il filo quest'anno che scoccano i sessanta.
(segue) |
Ma
l'itinerario non si interrompe lì. Un secondo capitolo è
dedicato ai nuovi classici come "La guerra di Piero"
di Fabrizio De André, "Viva
l'Italia" di Francesco De Gregori e
"Auschwitz" di Francesco Guccini
e, se vogliamo, un terzo capitolo comprende i nuovi autori:
i Gang di "La pianura dei sette fratelli",
gli Africa Unite del "Partigiano John",
i Cccp di "Spara Jurij",
e "Notte di San Severo" della Casa
del Vento. e infine i Modena City Ramblers
stessi di "Al dievel" e dell'inedito
compresi nella raccolta: "Sentieri" ispirato
ai "Sentieri dei nidi di ragno" di Calvino.
Completano la raccolta "All you fascists",
testo di Woody Guthrie messo in musica pochi anni fa da Billy Bragg
e "L'unica superstite" ancora dei Modena
dei tempi de "La grande famiglia", dedicata a Lilli, la
zia di Alberto Cottica (MCR), unica sospravvissuta dell'eccidio
della Bettola, una rappresaglia nazista nell'appennino reggiano,
di cui Fiamma, assieme ai Modena, dà una
grande versione. La canzone però è stata rinnovata
per l'occasione e parzialmente riscritta con il passaggio dalla
terza alla prima persona, in modo da dare a Fiamma (dei Fiamma Fiumana)
la possibilità di regalarci brividi intensi per l'interpretazione
in soggettiva.
Il disco, è meglio fare chiarezza, non è il nuovo
lavoro dei Modena (che uscirà nel 2006, mentre questo verrebbe
tra l'altro a solo un anno di distanza dal precedente "Viva
la vida, muera la muerte"), ma un progetto speciale
ideato e prodotto per celebrare i 60 anni dalla Liberazione "contro
i revisionismi e le strumentalizzazioni della nostra storia -
scrivono i Modena City Ramblers sul loro sito - una risposta
in 15 canzoni resistenti, con aiuti partigiani di prestigio".
"Appunti partigiani" presenta infatti una pletora di ospiti,
di colleghi e amici che, in periodi diversi, hanno condiviso con
i Modena il piacere di cantare e interpretare i brani che sopra
abbiamo ricordato. Goran Bregovic, ad esempio, ha arrangiato la
"Bella ciao" che deriva da una registrazione dal vivo
del Capodanno 2000 a Modena.
Ma la lista dei "pards" dei Ramblers è lunghissima:
da Francesco Guccini che nobilita la versione dell'intramontabile
"Auschwitz", ai Bandabardò, essenziali
e trattenuti nei "Ribelli della montagna" (conosciuta
anche come "Dalle belle città"), a Moni
Ovadia, voce perfetta per "Oltre il ponte", ai
fratelli Severini che danno nuovamente voce ai
fratelli Cervi, a Bunna degli Africa Unite che
colora la propria "Il partigiano John", scritta per "Materiali
resistenti", il progetto forse più vicino nella
memoria a questo, organizzato e coordinato da Giovanni Lindo Ferretti
qualche anno fa (e di cui parleremo ancora, più diffusamente).
Paolo Rossi fa l'ospite in "Spara Jurij"
e Ginevra De Marco conduce la "Pietà
l'è morta" dello scrittore (e alpino) Nuto Revelli.
Piero Pelù fa il Piero della Guerra omonima,
mentre Billy Bragg e la Casa del Vento
sono ospiti delle proprie canzoni.
Infine una corale e conclusiva "Viva l'Italia"
dove cantano tutti gli ospiti, con l'aggiunta di Morgan,
per ribadire la fiducia nella possibilità di riscatto di
un Paese che non vuole cedere, né accontentarsi del "tanto
peggio, tanto meglio" ora in voga. Gli aggettivi li abbiamo
usati tutti sopra, in coda non possiamo che sottoscriverli una volta
in più e poi non resta che la musica e le canzoni: "ORA
E SEMPRE, RESISTENZA!" (anche umana, SVP).
Ma ecco, canzone per canzone, come gli stessi Modena sul
loro sito presentano le singole canzoni:
1-BELLA CIAO, orchestrata e diretta da Goran Bregovic nel magico
concerto tenutosi in Piazza Grande a Modena nel capodanno del 2000,
versione editata e rimasterizzata rispetto a quella già resa
disponibile in download. 2-AUSCHWITZ (Guccini), cantata in duetto
con Francesco Guccini in persona. In evidenza anche la pipe di Massimo
Giuntini e un bell'arrangiamento di fisa di Alberto Cottica. 3-
OLTRE IL PONTE (Calvino/Liberovici), cantata in duetto con Moni
Ovadia. Ballata vecchio stile con un'intro toccante di Finaz della
Bandabardò e il ritornello che echeggia l'irish song "The
blacksmith". 4- I RIBELLI DELLA MONTAGNA (tradizionale), in
duetto con Erriquez della Bandabardò. Versione completamente
arrangiata da noi, molto "irish"... 5 – LA GUERRA
DI PIERO (F. De Andrè), in duetto con Piero Pelù e
con la partecipazione di musicisti palestinesi. Il sound è
assolutamente "bastardo", molto contaminato, con gli strumenti
mediorientali e un'ipnotica ritmica a dominare le strofe. 6 –
AL DIEVEL (MCR), ricantata con le Mondine di Novi. 7 ALL YOU FASCISTS
(Woody Guthrie/Billy Bragg), con Billy Bragg. Molto combat-folk,
con una grande fisarmonica "cajun" suonata da Franco Borghi,
prossimamente dal vivo con noi in aprile. 8- NOTTE DI SAN SEVERO
(Casa del Vento), con Luca Lanzi e Sauro. Una delle più toccanti
ballad dei compagni aretini. 9-IL SENTIERO (MCR) Brano inedito ispirato
al primo romanzo di Italo Calvino ”Il sentiero dei nidi di
ragno”, libro ambientato all’epoca della lotta di Liberazione
partigiana. Sound molto Pogues... 10-IL PARTIGIANO JOHN (Africa
Unite), con Bunna degli Africa. Riarrangiata in stile Patchanka
Celtica, Radio Rebelde-style. 11-L’UNICA SUPERSTITE (MCR),
duetto con Fiamma. Commovente la sua interpretazione cantata in
prima persona... 12-SPARA JURIJ (CCCP), in una veste "klezmer-punk"
e in duetto con Paolino Rossi. Folle, violenta, ironica... mah...
13- LA PIANURA DEI 7 FRATELLI (Gang), con alla chitarra elettrica
Sandro e Marino a duettare alla voce con Cisco. la suonammo per
tutta la tournée Gang City Ramblers, ci commuoverà
sempre! 14-PIETA’ L’E’ MORTA (Nuto Revelli), con
alla voce Ginevra De Marco. Sulla melodia di "The lakes of
Ponchartrain" le tristi e lucide liriche dell'ex partigiano
Revelli, reduce dalla campagna di Russia. 15-VIVA L’ITALIA
(F.De Gregori), versione corale con parte degli ospiti a dividersi
le strofe. Il sound rimanda a Van Morrison e ai Waterboys...
Modena
City Ramblers e Ospiti
"Appunti partigiani"
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aggiornamento: 21-04-2005 |