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Le BiELLE RECENSIONI
Luca Nesti: "Ho cambiato idea"

Io, invece, no! Confermo il primo ascolto: ottimo lavoro
di Giorgio Maimone

Ma Ligabue non doveva uscire a settembre? E' Graziano Romani? O è il disco elettrico che il boss ha fatto con l'altra sua personalità mentre quella acustica era impegnata in "Devils & dust"? No, non ci siamo: è un disco robusto e muscolare, come se ne fanno pochi, soprattutto in Italia, ma è indiscutibilmente un disco in italiano. E' "Ho cambiato idea" di Luca Nesti, un album che suona rock nel profondo, ma che lo mette al servizio di testi interessanti e curati. E quando il rock è fatto bene e ha ancora idee da proporre non c'è dubbio che fornisca una bella scarica di adrenalina. Le canzoni di "Ho cambiato idea" fanno questo effetto. Stimolano e colpiscono. Prima per la grinta e poi inizi ad ascoltare le canzoni.

Luca Nesti non esce dal nulla: autore e cantante toscano - ci informa il suo sito - ha spaziato dall'underground alla musica popolare fino alla realizzazione di colonne sonore per film come Mediterraneo, Ragazzi Fuori, Donne con le Gonne e Occhio Pinocchio. E' stato autore per artisti e produttori quali Anna Oxa, Mina, Peppe Barra, Riccardo Tesi, Giancarlo Bigazzi e molti altri. Il suo primo lavoro discografico è del 2001 con "L'artigiano". Ma soprattutto Luca è l'organizzatore, l'ideatore e l'anima del Moon-Tale Festival, che si svolge in estate a Montale, vicino a Pistoia e svolge l'incarico di direttore artistico anche per "Una casa per Rino", la manifestazione in memoria di Rino Gaetano che si tiene tutti gli anni a inizio giugno a Crotone.

Stanco di stare "dall'altra parte del palco" Luca aveva già deciso di tornare in pista la scorsa estate, esibendosi al Festival di Asti dell'amico Massimo Cotto e quindi chiudendosi in studio di registrazione per produrre questo cd: 13 canzoni più un'intro,a ffidata alla voce di Chiara Buratti e a un testo ispirato a Charles Bukowski, per 53 minuti totali di musica, senza un attimo di cedimento, ben sostenuto dalla chitarra solista di Franco Nardi e dalla sezione ritmica composta da Fabrizio Morganti alla batteria e da Italo Andriani al basso, con un piccolo aiuto dagli amici (oltre a Chiara, anche lo stesso Massimo Cotto nella canzone che chiude il disco, "Congiunzioni", la stessa in cui Riccardo Tesi suona l'organetto, più una citazione dichiarata dal "Disertore" di Fossati)

Dovrei cercare di capire meglio cosa e quanto mi piace di questo disco, ma credo occorrerà tempo. Certo, tutto quanto è a posto: testi, musiche, temi. Ma "il piacere" è qualcosa in più, una sensazione chimica che non sempre si riesce a spiegare con i termini normali delle categorie razionali. Una componente "chimica" è di sicuro la voce e la voce di Luca Nesti è graffiante, scura il giusto, espressiva e calda. Una voce che ti avvolge e ti urtica il giusto, che non ti consente però di startene tranquilla. Una colonna sonora dentro la quale vibra vita vissuta e che dà alle parole pronunciate una maggiore credibilità. Niente a che fare col "bel canto", è una voce eminentemente blues o rock, ma perfettamente in tema con l'ambito musicale: avrebbe detto De André una "voce potente adatta per un vaffanculo".

Dicamo che il personaggio che ci si può costruire ascoltando questo disco è un misto tra il Philip Marlowe di Raymond Chandler e il detective Stanley White interpretato da Mickey Rourke ne "L'anno del dragone": il duro, cinico e smagato, ma dal cuore d'oro e, in fin dei conti, disposto alla tenerezza. Se vogliamo invece virare verso i paragoni letterari contemporanei (e restando in Italia) i personaggi di Luca Nesti ricordano quelli dei libri (molto divertenti) di Lorenzo Licalzi. ("Il privilegio di essere un guru", "Io no", "Non so").

"Il politico perfetto", "Chiara, Mara, Giulia, Alice" e "Lettera dalla fine del mondo"
costituiscono un trittico centrale di grande spessore, che ti spinge ad accogliare a malincuore la fine del disco che di lì a poco arriverà. Molto forte anche il brano iniziale, nonché title track "Ho cambiato idea", un po' più di maniera "Il conduttore", su vizi e vezzi dei personaggi televisivi.

Forse il miglior modo per definire Luca Nesti è quello che usa lui stesso nella sua canzone: un artigiano “che incolla le parole”, che “avvita sulle storie la musica che ha dentro” (da “L’artigiano”). E le storie e le musiche suonano entrambi bene. Molto bene.

Luca Nesti
"Ho cambiato idea"

Camion Records - Lunapark - 2005
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Ultimo aggiornamento: 12-05-2005

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