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Le BiELLE RECENSIONI
La Lionetta: "Ballate 1978-1996" (antologia vol.1)

La forza dirompente della nostalgia
di Leon Ravasi

C'è stato un momento, attorno alla fine degli anni '70, in cui la musica popolare in Italia, sulla scia di quanto avveniva in contemporanea in Gran Bretagna, ha avuto un impulso improvviso. Uno dopo l'altro sono entrati sulla scena gruppi che avrebbero lasciato uno lunga scia di piacevoli ricordi e un'altrettanto lunga scia di brani indimenticabili e, almeno sul momento, di sicuro emozionante. C'erano già stato i Pentangle, c'erano i Fairport Convention, gli Steeleye Span, i Lindisfarne, gli Amazing Blondel, oppure, un po' spostati sia geograficamente che musicalmente, i Chieftains in Irlanda e Alan Stivell in Francia. E in Italia nascono grandi gruppi come Cantovivo, La Ciapa Rusa, i Lou Dalfin e, per l'appunto, la Lionetta.

In particolare il primo album della Lionetta, con quella miscela in fondo per nulla ardita, di contaminazione tra musica popolare e rock (intendendo per rock tutta la musica venuta dopo gli anni '60), con quell'impeto fecondo che va sotto il nome di folk revival, mi è rimasto nel cuore quasi per intero e il vinile lo conservo religiosamente come una reliquia, graffiato, macchiato, scheggiato, ma sempre brillante.

Quale non può essere stata la gioia di imbattermi quindi in questa riedizione del meglio della produzione della Lionetta dal 1978 al 1996. La Lionetta è gruppo ancora in attività e in effetti questa antologia, porta come sottotitolo la specificazione che si tratta solo del primo volume della serie e che un'altro dovrebbe seguire. Negli ultimi anni, infatti, il gruppo torinese è uscito con "Arzan" nel 2003, con "Ottoni e settimini" nel 2000 e con "Sarazin" nel 1999 (mini cd), oltre che con presenze in numerose raccolte.

Ma il periodo di cui ci stiamo occupando è invece quello compreso tra "Danze e ballate dell'area celtica italiana", il mio adorato "primo disco" del 1978 e "Il gioco del diavolo" del 1981. Seguono anni e anni di crisi, successiva sia al fallimento della prima piccola casa discografica e poi alla svolta elettrica del gruppo, con l'uscita di Roberto Aversa che andò a costituire i Prinsi Raimund (altro glorioso ensemble di musica popolare). Nell'86, come molti gruppi storici della prima ondata, la Lionetta si sciolse. Ma, sempre come molti dei gruppi gloriosi, dieci anni dopo, grazie anche a una ripresa di interesse verso quel tipo di musica, decisero di tornare insieme. I tempi sono intanto cambiati ed è cambiata anche la musica che la Lionetta va a proporre. Il tentativo dura solo un anno, prima del nuovo scioglimento. Dal 1997 c'è tuttavia una nuova Lionetta formata da Michele Salituro, Massimo Lupotti, Luciano Molinari, Ilio Amisano, Fabio Mattea oltre a Roberto Aversa e Maurizio Bertani, unici rimasti del vecchio gruppo.

Dal primo disco, dal nome improbabile (ispirato alle ricerche di Costantino Nigra), ma dal contenuto prezioso, vengono tratti sei brani: Papà deme la bela, Un'eroina, Le viòire, Dòna Bianca, La bergera, Prinsi Raimond. Di questi almeno "La bergera" può aspirare all'appellativo di capolavoro, ma tutti gli altri restano di qualità altissima. Cinque brani derivano da "Il gioco del diavolo" e sono Cecilia / Il sogno di Cecilia, La Lionetta, Moran dell'Inghilterra / Canzone della bella, Leandra e Pòvra mi / Tema della madre, con la caratteristica del doppio titolo che segnala la fusione tra due o più arie popolari o originali. Chiudono due inediti: Amore inevitabile e L'anello (registrato dal vivo).

Non si può non citare i membri dell'organico iniziale che comprendeva Laura Malaterra (voce), attrice con studi di chitarra classica e canto polifonico; Roberto Aversa (voce e chitarra), già “cantautore” nei circuiti della sinistra militante, Vincenzo Gioanola (polistrumentista), giovane promessa (poi ampiamente realizzata) del cinema d’animazione, Marco Ghio (violino) e Maurizio Bertani (voce, mandolino, flauto dolce), già sodale di Roberto Aversa nell’esperienza cantautoriale. La voce di Laura Malaterra era pura poesia. E l'attitudine del gruppo era, per alcuni versi, addirittura superiore ai celebrati colleghi d'oltre Manica. Tanta bellezza non poteva durare e, su disco, non poteva aver storia. Resta la memoria, che ancora tanto fa.

Lionetta
"Ballate 1978-1996. antologia vol.1"

Folkclub Ethnosuoni- 2004
In qualche negozio di dischi

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Ultimo aggiornamento: 25-11-2005

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