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Le
BiELLE RECENSIONI |
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| Ligabue:
"Giro d'Italia" |
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| "..vieni un po' qua, fammi sentire il mare, al centro di questa cittą.." Poi un giorno Ligabue si sveglia con la testa girata dall'altra parte sul cuscino, decide che ha voglia di cantare che si senta la voce e di sedersi mentre lo fa, in teatro il giorno prima del palazzetto, e con un geniaccio che gli suona a fianco "73-74 strumenti diversi a sera". E poi ancora, siccome è uno che alle cose ci pensa e ci tiene, "il tour più figo che potessi fare" lo registra, in un triplo da collezione e in un più comune doppio (e con una delle copertine più belle che ricordi). E -escalationemotiva- per lanciarlo sceglie una canzone che ha la semplice bellezza sghemba di un vetro di scarto - come quelli che da bimbo rotoli d'abitudine fra le dita, se spomeriggi nella città fragilimpida. Il disco è "Giro d'Italia" e il singolo è quello di "Piccola stella senza cielo", il cui video ho visto dopo tanto segnalatomi, con le sue gondole volanti e la bambina che gioca a palla e coi vetri. Diavolo, il regista con la chitarra (acustica) ha beccato
in pieno una che è cresciuta proprio fra palla e vetri proprio
per quegli angoli; son cose cui ci s'affeziona da farci catenaccio, e
qui sorpresa mi ritrovo invece disarmata. Perchè in quel video,
a parte un paio di scontati passaggi sotto il ponte di Rialto e dei Sospiri,
a farla da padrone sono scampoli di Venezia che conosciamo solo noi lagunobestie
protette dal Wwf, son loro diamine! Ne potrei disegnare le irregolarità
cui dovevi stare Come hai fatto, eh Liga!? Dico, come t'è passato
per la testa? Ci son rimasta di sale. Alla fine il sorriso l'ho sentito
sulla pelle proprio come il salso la sera di una giornata in barca. E
gli occhi Gli arrangiamenti han fatto la piega ai ligajeans: gran
bel lavoro, che forse si gusta appieno solo cum cognizione delle versioni
passate. Risultato asciutto, perfin scarno a tratti, ma ancora potente
- mi verrebbe da dire più, potente (come lo è la semplicità).
Niente muri di suono ma un signor live in cui si può riconoscere
tutto: ad ogni giro sul piatto si intravede sotto qualcos'altro. Sono
chitarre lunghe o in punta di plettro, rispettate o lanciate, percussioni
e batteria dense, pelli e piatti messi a pesa, intarsi d'elettronica (guest
D.Rad degli Almamegretta), sonagli a batter le ciglia, Insomma, lo dico: una figata, vera. E non mi faccio problemi
a parlarne bene, in sbrodolio come di rado mi capita; e riconosco la fatica
viscerale nel cercare l'obiettività. Perchè non posso che
condividere la voglia di trovare inquadrature diverse a ciò che
si fa, sperimentando e rimettendosi La musica quando ti becca, ti rapisce senza farti il favore
di riportarti indietro. "..ti mostrerai, ci incanteremo
mentre scoppi in volo Ligabue
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Ultimo
aggiornamento: 29-12-2003 |
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