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Le BiELLE RECENSIONI
Jovanotti: "Buon sangue"

Un disco che non mente. E che sta spanne sopra altri ...
di Cosimo Pacciani

È rimasta pochissima distanza fra Jovanotti-Lorenzo Cherubini ed il baratro dell'insuccesso commerciale. "il Quinto Mondo" non aveva venduto troppo, il ragazzone osteggiato dalla stampa di regime per certe sue dichiarazioni semplicistiche, magari, ma efficaci. Il figlio più esemplare dell'euforia e dell'edonismo reganiano, improvvisamente caduto da cavallo (della sua moto) come un San Paolo MC. God is a DJ anyway.

Una lenta maturazione, una crescita inesorabile, le vendite a picco, tranne per i concerti sempre festosi e scatenati. L'ho visto dal vivo quattro volte. Sempre agevolmente abile.

E questo disco, senza un singolo facilone, ma un continuo e serio lavoro di suoni, echi, è bello.

Non è un capolavoro. Ma è dieci spanne sopra tutti gli altri nuovi dischi usciti ultimamente.

Lorenzo ha inventato dal niente un suono ed uno stile che si potrebbe definire it-hop. Melodie che rappano o rap che si sdilinquisce. Ma anche di più.

Questo disco è acido, anfetaminico. Nei testi e nei suoni. Anche nelle canzoni facili. D'altronde, se Springsteen fa covers dei Suicide...

Jovanotti è il nostro Carlinhos Brown, eclettico e ruffiano. Ma con la capacità anche di deviare. Complici i musicisti che si è messo attorno.

Anche sul progetto Acau di Maroccolo la sua canzone era una delle migliori.
It takes a nation of millions to hold us back, in salsa di ragu.

Insomma, buon sangue probabilmente mente sulle vere e crude capacità musicali del nostro, ma non mente sul fatto che ora aspetto ogni disco di Lorenzo Cherubini con curiosità. Ed anche stavolta mi ha conquistato alla sua causa.

Jovanotti
"Buon Sangue"

Soleluna - 2005


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Ultimo aggiornamento: 28-05-2005

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