| Un
magnifico singolo, "Porta Vagnu", e tanta musica leggera
di Giorgio Maimone
Non
è un nome d’arte. E il Segreto non risiede nella sua
musica che, per contrasto, è invece solare, distesa, piacevolmente
ascoltabile. Su Ivan Segreto il mondo della discografia italiana
sta puntando forte. Il suo primo disco è prodotto e commercializzato
dalla Epic, etichetta storica della Sony che sta facendo anche in
modo di garantirgli un sufficiente aiplay radiofonico e un’ottima
distribuzione e visibilità, oltre che un buon sostegno promozionale.
Il fatto è che il ragazzo merita e che il disco “Porta
Vagnu” è un buon disco, non solo, ma la title track,
strano miscuglio di jazz cantato in palermitano, è una delle
più piacevoli canzoni dell’estate.
Cosa
funziona meno? Che il prodotto nel complesso è leggerino
e non va oltre una piacevolissima gradevolezza d’ascolto,
ma “Porta Vagnu” (la canzone) è nettamente lo
meglio fico del bigoncio. Se tutto il disco restasse a livello avremmo
trovato un nome da segnarsi. Così resta qualche dubbio sulla
tenuta di fondo, ma questo non impedisce che il disco si ascolti
con grande piacere (è breve, tra l’altro: 41 minuti)
e funzioni da ideale colonna sonora per l’estate.
Il giovane
Ivan si presenta nella formazione classica di un combo jazz: lui
al pianoforte e tastiere, Alessio Pacifico alla batteria e Mattia
Magatelli al contrabbasso. Man mano che il disco procede trovano
l’appoggio, ma mai invadente di una quartetto d’archi,
l’Edodea Ensamble, diretto da Edoardo De Angelis. A cui si
aggiungono anche Giulio Visibelli: sax soprano, flauti Mauro Negri:
clarinetto Mario Calandrelli: percussioni Antonio Squillante: percussioni
Luca Meneghello: chitarre Christian De Cicco: chitarre Gianluca
Silvestri: chitarre Giuseppe Milici: armonica Pepe Ragonese: tromba
Ruggero Pari: corno francese. La produzione è di Federico
Fiorentino e la registrazione ed i mixaggi di Marty Jane Robertson.
La produzione quindi è di alto livello, il suono ottimo e
anche il libretto, giocato nei toni dell’arancione e del nero,
riportando tutti i testi, non deflette dall’idea di qualità
che il disco vuole e riesce a passare.
La carta che
la Sony vuole giocare è quello di un emulo di Sergio Cammariere,
visto il buon successo ottenuto dal cantautore di Crotone. In un
certo senso Ivan Segreto può essere ritenuto nella scia di
Cammariere dal quale si distacca per una maggior eleganza della
proposta. L’unico rischio resta questo tentativo un po’
troppo insistito di piacere e quest’aria da filodiffusione
discreta, per cui, tolta la bellissima Porta Vagnu che cattura l’attenzione,
il resto del disco può tranquillamente finire sullo sfondo
senza disturbare altre attività.
Un piccola
curiosità su “Porta Vagnu”, il più bel
singolo di questa estate. E’ l’unico brano che non è
stato scritto da Ivan. L’autore è un certo Antonino
Bilello. Che poi risulterà essere lo zio dell’autore,
zio Nino, che inventava canzoni da artista di strada accompagnandosi
con la chitarra. Lo zio Nino compone Porta Vagnu quando Ivan è
ancora ragazzo e dovranno passare gli anni, prima che Ivan, scoperto
l’amore per il jazz, arrangi questa canzone portandola a nuova
vita. Se non è vera è quantomeno ben pensata.
Ivan
Segreto
Porta Vagnu
Epic Sony Music - 2004
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aggiornamento: 25-06-2004 |