
Ascolti collegati

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Musicisti:
Mariuccia Colegni, Maurizio Dehò, Claudia
Gallone, Paolo Oniga, Moni Ovadia, Roberta Zanuso; in seguito
alla Gallone, a Oniga e alla Zanuso si sono sostituiti Piero Milesi,
Silvia Paggi e Marco Ribeca.
Successivamente ancore il Gruppo ha schierato Mario Arcari, Gianfrancesco
Calabrese, Alfredo Lacosegliaz.
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Tracklist
CD 1
1. Orange blossom special
2. Na kone'
3. Main rue platz
4. Brother did you weep?
5. Sentite buona gente
6. Deportee
7. Dona Javiera Carrera
8. The wark of the weavers
9. Ena dilino'
10. La fontanella
11. Santy ano
12. Reel
13. Polesine
14. La petenera
15. Daloy politzei
16. Pod goroi rasli zvietocki
17. Tanac
18. Gasta e' maglia
19. Vrlicko kolo
20. Szeki tancok
21. Stojan na stanka dumase
22. Kolo danza croata
23. Sida ruda
24. Moldava
25. Szerelem - Szerelem
26. Hol jiartal az jiel
CD
2
1. Citta' bianca e azzurra
2. Festa pomposa
3. Morte di Sherazade
4. Danza finale
5. El kolo go bala'
6. Il nonno di Jonni
7. Gavrilka il ferroviere
8. La piccola fiammiferaia
9. La fortezza
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Erano bravissimi. Sono durati solo quattro anni, proprio perché
erano troppo bravi. E soprattutto erano in anticipo sui tempi. Il
Gruppo Folk Internazionale ha mosso i primi passi in anni molto
ricchi da molti punti di vista e molto interessanti ancora da molti
punti di vista: politici, musicali, personali.
Anni di spunti e di polemiche, di corse in avanti e di brusche frenate,
anni ancora non di piombo, ma sostanzialmente rivoluzionari. Negli
stili di vita, nella ricerca, nella cultura a tutto tondo. Anni
di radio libere, di collettivi anche musicali, di amori liberi,
di musica ribelle e di musica bella. Da qualsiasi parte del mondo
la si suonasse. Il Gruppo Folk Internazionale suonava in Italia
e tra le sue fila c'erano Moni Ovadia, il personaggio che in seguito
ha fatto più parlare di sé, ma anche Maurizio Dehò,
Maria Colegni, Roberta Zanuso e altri.
Il Gruppo Folk ha inciso in tutta la sua carriera solo quattro album:
"Festa popolare" nel novembre del 1975, "Daloy Politzei",
forse il suo capolavoro, nel maggio 1977, "Le mille e una notte",
musiche di scena per uno spettacolo teatrale del Teatro dell'Elfo,
nel 1979 e "Il nonno di Jonni" sempre nel 1979. Poi sono
iniziate altre storie: L'ensamble Havadia e tanti singole vicende
personali che hanno avuto altrettanta importanza.
Ma la storia di questo gruppo
seminale (come poi leggerete nelle note di Franco Fabbri, Mauro
Pagani affermò che lo spunto per la svolta di "Creuza
de mà" gli venne ascoltando il Gruppo Folk
Internazionale) resta congelata in questi quattro dischi. Introvabili,
ovviamente. La mia copia su vinile di "Daloy Politzei"
ogni tanto si alzava in piedi e suonava da sola, perché le
puntine dei giradischi me le rompeva tutte da tanto era consumata
e rigata (il disco è pure ondulato, ma non ho mai pensato
di gettarlo).
Ora tutto questo materiale inciso per l'Orchestra, il collettivo
musicale degli Stormy Six torna in vita grazie a questa benemerita
ristampa. "'75-'79) è un cd doppio, gonfio e grondante
di musica. Si va dalle prime "musiche del mondo" in ordine
sparso, alla prima svolta kletzmer e balcanica, con decenni di anticipo
su Bregovic e seguaci. Tappe fondamentali: "Deportee",
ossia la più bella canzone del classico di Woody Guthrie
che conosca, "Daloy Politzei",
"Gasta e magla" e almeno "El
kolo go balà", ma faccio torto a tante,
troppe tracce. Insomma un album indispensabile per capire la storia
della musica popolare e i tempi del suo arrivo nel nostro Paese.
Di seguito, le note scritte dal musicista e musicologo Franco Fabbri
per il libretto di entrambi i cd: "La riedizione su cd degli
album del Gruppo Folk Internazionale (GFI) e dell'Ensemble Havadià
sarebbe giustificata anche solo dall'importanza che ha assunto la
figura di Moni Ovadia, che di entrambi i gruppi fu l'ispiratore
e una delle personalità principali. Chi ha conosciuto Ovadia
come uomo di teatro, come interprete della tradizione ebraica, come
umorista e ideologo, non farà fatica a trovare in questi
dischi le fonti dell¹intensità e della versatilità
che hanno contribuito a determinare il suo grande successo. Chi
lo conosceva da prima non ha mai avuto dubbi che Moni abbia sviluppato
e perfezionato capacità e repertori che erano già
suoi fino dagli anni settanta: questi materiali potrebbero essere
tutti o quasi tutti estratti dagli spettacoli più recenti
di Moni Ovadia.
Ma nel GFI
e nell'Ensemble Havadià non c'era solo Ovadia. Erano gruppi,
calati fino in fondo nell'idea collaborativa che fu imposta prima
ancora che dai Beatles dai collettivi che animarono la scena del
folk revival angloamericano, dagli Almanac Singers e dai Weavers
di Pete Seeger al London Critics Group di Ewan MacColl: quest¹ultima
fu una delle influenze più forti che portarono alla nascita
del GFI. Il contributo di tutti i componenti fu importantissimo:
non solo al lavoro dei due gruppi, ma anche a quello della Cooperativa
l¹Orchestra, che aiutarono a fondare.
È impossibile non citare almeno le voci eccezionali di
Mariuccia Colegni, Silvia Paggi, Roberta Zanuso, il contributo
strumentale e compositivo di Maurizio Dehò, Alfredo Lacosegliaz,
Piero Milesi, Mario Arcari, che sono stati tutti in vari modi
coinvolti nelle fasi successive della carriera di Ovadia. E non
solo: Mauro Pagani ha riconosciuto il suo debito verso il GFI
per la "svolta" che lo ha portato a comporre per De
André le musiche di "Creuza de mä"; Arcari
ha lavorato a lungo con Fossati e De André, per il quale
Milesi è stato arrangiatore e poi produttore negli ultimi
due album: nel materiale del GFI e dell¹Ensemble Havadià
si respira l¹aria della migliore canzone d¹autore italiana
degli ultimi vent¹anni.
Gruppo Folk Internazionale
"'75-'79"
Wsm - 2008
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