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Le BiELLE RECENSIONI
Gruppo Folk Internazionale: "'75-'79"
Bravissimi. Ma in anticipo sui tempi
di Leon Ravasi


Ascolti collegati


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Musicisti:
Mariuccia Colegni, Maurizio Dehò, Claudia Gallone, Paolo Oniga, Moni Ovadia, Roberta Zanuso; in seguito alla Gallone, a Oniga e alla Zanuso si sono sostituiti Piero Milesi, Silvia Paggi e Marco Ribeca.
Successivamente ancore il Gruppo ha schierato Mario Arcari, Gianfrancesco Calabrese, Alfredo Lacosegliaz.

Tracklist

CD 1
1. Orange blossom special
2. Na kone'
3. Main rue platz
4. Brother did you weep?
5. Sentite buona gente
6. Deportee
7. Dona Javiera Carrera
8. The wark of the weavers
9. Ena dilino'
10. La fontanella
11. Santy ano
12. Reel
13. Polesine
14. La petenera
15. Daloy politzei
16. Pod goroi rasli zvietocki
17. Tanac
18. Gasta e' maglia
19. Vrlicko kolo
20. Szeki tancok
21. Stojan na stanka dumase
22. Kolo danza croata
23. Sida ruda
24. Moldava
25. Szerelem - Szerelem
26. Hol jiartal az jiel

CD 2
1. Citta' bianca e azzurra
2. Festa pomposa
3. Morte di Sherazade
4. Danza finale
5. El kolo go bala'
6. Il nonno di Jonni
7. Gavrilka il ferroviere
8. La piccola fiammiferaia
9. La fortezza



Erano bravissimi. Sono durati solo quattro anni, proprio perché erano troppo bravi. E soprattutto erano in anticipo sui tempi. Il Gruppo Folk Internazionale ha mosso i primi passi in anni molto ricchi da molti punti di vista e molto interessanti ancora da molti punti di vista: politici, musicali, personali.

Anni di spunti e di polemiche, di corse in avanti e di brusche frenate, anni ancora non di piombo, ma sostanzialmente rivoluzionari. Negli stili di vita, nella ricerca, nella cultura a tutto tondo. Anni di radio libere, di collettivi anche musicali, di amori liberi, di musica ribelle e di musica bella. Da qualsiasi parte del mondo la si suonasse. Il Gruppo Folk Internazionale suonava in Italia e tra le sue fila c'erano Moni Ovadia, il personaggio che in seguito ha fatto più parlare di sé, ma anche Maurizio Dehò, Maria Colegni, Roberta Zanuso e altri.

Il Gruppo Folk ha inciso in tutta la sua carriera solo quattro album: "Festa popolare" nel novembre del 1975, "Daloy Politzei", forse il suo capolavoro, nel maggio 1977, "Le mille e una notte", musiche di scena per uno spettacolo teatrale del Teatro dell'Elfo, nel 1979 e "Il nonno di Jonni" sempre nel 1979. Poi sono iniziate altre storie: L'ensamble Havadia e tanti singole vicende personali che hanno avuto altrettanta importanza.

Ma la storia di questo gruppo seminale (come poi leggerete nelle note di Franco Fabbri, Mauro Pagani affermò che lo spunto per la svolta di "Creuza de mà" gli venne ascoltando il Gruppo Folk Internazionale) resta congelata in questi quattro dischi. Introvabili, ovviamente. La mia copia su vinile di "Daloy Politzei" ogni tanto si alzava in piedi e suonava da sola, perché le puntine dei giradischi me le rompeva tutte da tanto era consumata e rigata (il disco è pure ondulato, ma non ho mai pensato di gettarlo).

Ora tutto questo materiale inciso per l'Orchestra, il collettivo musicale degli Stormy Six torna in vita grazie a questa benemerita ristampa. "'75-'79) è un cd doppio, gonfio e grondante di musica. Si va dalle prime "musiche del mondo" in ordine sparso, alla prima svolta kletzmer e balcanica, con decenni di anticipo su Bregovic e seguaci. Tappe fondamentali: "Deportee", ossia la più bella canzone del classico di Woody Guthrie che conosca, "Daloy Politzei", "Gasta e magla" e almeno "El kolo go balà", ma faccio torto a tante, troppe tracce. Insomma un album indispensabile per capire la storia della musica popolare e i tempi del suo arrivo nel nostro Paese.

Di seguito, le note scritte dal musicista e musicologo Franco Fabbri per il libretto di entrambi i cd: "La riedizione su cd degli album del Gruppo Folk Internazionale (GFI) e dell'Ensemble Havadià sarebbe giustificata anche solo dall'importanza che ha assunto la figura di Moni Ovadia, che di entrambi i gruppi fu l'ispiratore e una delle personalità principali. Chi ha conosciuto Ovadia come uomo di teatro, come interprete della tradizione ebraica, come umorista e ideologo, non farà fatica a trovare in questi dischi le fonti dell¹intensità e della versatilità che hanno contribuito a determinare il suo grande successo. Chi lo conosceva da prima non ha mai avuto dubbi che Moni abbia sviluppato e perfezionato capacità e repertori che erano già suoi fino dagli anni settanta: questi materiali potrebbero essere tutti o quasi tutti estratti dagli spettacoli più recenti di Moni Ovadia.

Ma nel GFI e nell'Ensemble Havadià non c'era solo Ovadia. Erano gruppi, calati fino in fondo nell'idea collaborativa che fu imposta prima ancora che dai Beatles dai collettivi che animarono la scena del folk revival angloamericano, dagli Almanac Singers e dai Weavers di Pete Seeger al London Critics Group di Ewan MacColl: quest¹ultima fu una delle influenze più forti che portarono alla nascita del GFI. Il contributo di tutti i componenti fu importantissimo: non solo al lavoro dei due gruppi, ma anche a quello della Cooperativa l¹Orchestra, che aiutarono a fondare.

È impossibile non citare almeno le voci eccezionali di Mariuccia Colegni, Silvia Paggi, Roberta Zanuso, il contributo strumentale e compositivo di Maurizio Dehò, Alfredo Lacosegliaz, Piero Milesi, Mario Arcari, che sono stati tutti in vari modi coinvolti nelle fasi successive della carriera di Ovadia. E non solo: Mauro Pagani ha riconosciuto il suo debito verso il GFI per la "svolta" che lo ha portato a comporre per De André le musiche di "Creuza de mä"; Arcari ha lavorato a lungo con Fossati e De André, per il quale Milesi è stato arrangiatore e poi produttore negli ultimi due album: nel materiale del GFI e dell¹Ensemble Havadià si respira l¹aria della migliore canzone d¹autore italiana degli ultimi vent¹anni.

Gruppo Folk Internazionale
"'75-'79"
Wsm - 2008
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Ultimo aggiornamento: 06-10-2008
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