| Proprio
senza valore no ... però perché non variare il repertorio?
di Leon Ravasi
"Cupio
dissolvi" credo sia questa la sindrome che affligge da sempre
Luigi Grechi, fratello di Francesco De Gregori, ottima persona,
ma artista dagli esisti men che discontinui. Figlio di una partecipazione
al gran circo della musica saltuaria e totalmente disinteressata:
il personaggio è simpatico, ripeto, ma la dissipazione di
talento è evidente. Per riuscire a fare un disco di inediti,
serio e continuo, ci si è dovuto mettere di mezzo un paio
di anni fa suo fratello e il suo team (sopratuttto Guido Guglielminetti,
anche produttore) che hanno convinto la Sony a sfornare "Pastore
di nuvole". Ora Luigi Grechi ritorna con un mini-cd da vendita
militante, ma i brani, ancora una volta, sono sempre gli stessi.
E
sì che anche come autore il De Gregori maggiore non è
affatto male ("Il bandito e il campione",
per intenderci, è sua) e le collaborazioni con il fratello
non mancano nel suo canzoniere, fin dai tempi di "Rosso
corallo", passando poi per "La strada
è fiorita" e arrivando fino a "Dublino",
più qualche presenza estemporanea del De Gregori minor, a
volte nemmeno accreditata.
Ma questa volta
si va a rovistare il fondo del bicchiere con le ennesime versioni
di "Dublino", "Il mio cappotto" e "Tutta
la verità su Manuela". Solo leggeremente meno
usata "Il pozzo numero nove" che risale
a "Così va la vita" disco uscito
nel 1999. "E' ispirata ad un libro di Gesualdo
Bufalino che si chiama "Argo o della memoria"
- spiega Grechi in una lunga intervista uscita su Maggie's
farm, il bel sito italiano dedicato a Bob Dylan - Bufalino
ad un certo punto apre un capitolo scrivendo pressappoco così:
"Era il 1951, l'estate era torrida etc... Compro il giornale
e leggo "E' stato spento finalmente l'incendio del pozzo numero
9 di Ragusa dall'esperto americano Mr. Kinley"... E' quindi
una storia vera - o almeno presumo che lo sia... Io ho immaginato
la scena dell'incendio, e del suo spegnimento ad opera di Mr. Kinley,
come vista dagli occhi di una famiglia di siciliani da una collina..."
Il motivo ufficiale per la ripubblicazione di queste canzoni è
che i vecchi brani sono irreperibili perché esauriti, in
realtà sono sì irreperibili, ma perché finiti
fuori catalogo. E la stessa discografia di Luigi è un'impresa
ricostruirla tra cassette autoprodotte, mini-cd, riedizioni, tentate
produzioni e uscite ufficiali. Ricostruendo dal suo sito si può
parlare di sei dischi ufficiali (i primi tre usciti nel '75, nel
'77 e nel '79 e gli altri tre nell'87, nel '99 e nel 2003) in trent'anni
esatti di carriera non continua.
Venendo alle
singole canzoni, il mini-cd di soli 15'35" in totale (ma costa
come un bicchiere di birra - Bonus! - Infatti lo slogan di lancio
è "pagate una birra a Luigi Grechi e alla Bandaccia")
si ascolta agevolmente, giusto il tempo di bersela la birra, ma
la versione di "Dublino" non è
memorabile. Suonata molto bene, molto country-oriented, però
strascicata nel cantare oltre ogni limite. La migliore del lotto,
la più carica, ma anche (insisto) perché è
quella meno ascoltata è "Il pozzo numero nove",
bella e credibile. "Tutta la verità su Manuela"
e "Il mio cappotto" (prima versione
nel 1974!) non si staccano dall'immagine che già avevo nella
memoria, credibili a loro volta, però "Il pastore
di nuvole" stava su un altro pianeta.
Purtroppo resta vero il fatto che è praticamente impossibile
reperire i primi tre dischi di Luigi, dove si potevano trovare una
magnifica "Souvenirs", versione in italiano di un brano
di John Prine, con un grande Roger Belloni alla chitarra, oppure
"L'elogio del tabacco", tornato di moda in tempi di Legge
Sirchia ("Pensa che ho sentito una radio che se l'era andato
a ripescare!" ci ha detto Grechi passato per salutare
Maieron e suonare un paio di brani ad Acrobatici Anfibi) o ancora
"Le chiavi" e i due brani scritti dal
fratello "Rosso corallo" e "La strada è fiorita",
tutti compresi su Luigi Grechi del 1977. Ma persi risultano anche
"Il chitarrista cieco" e "Rock
della crostata" da "Come state"
del '79 o "Accusato di libertà"
e "Buonanotte Nina" (anche questa di
un giovanissimo De Gregori) del 1974. Peccato. Speriamo ci sia tempo
anche per vedere "resuscitare a nuova vita" anche queste
canzoni, piuttosto che sentire una quinta versione di Dublino!
Ultima nota: la Bandaccia è costituita da: Dayana
Sciapichetti (fisarmonica, armonica a bocca, piano, tastiere).
Franz Mayer (Contrabbasso), Alessandro
Valle (Dobro, pedal steel guitar, chitarra).
Luigi
Grechi
"Campione senza valore"
Autoprodotto - 2005
Sul
sito di Grechi o richiedendolo a Caru
Dischi
Ascolti
collegati
Ultimo aggiornamento: 27-04-2005 |