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Le BiELLE RECENSIONI
GianCarlo Onorato: "Falene"

Un disco da amare
di Lucia Carenini

Dodici brani che sfiorano, poi toccano, carezzano, suggeriscono e bisbigliano. Per poi avvolgerti e catturati. E non te ne stacchi più. Delicato, pulito, in equilibrio tra canzone d'autore e underground, così è il lavoro di Giancarlo Onorato. Con qualche nota psichedelica, ma non troppo acida.

Alcuni hanno scomodato personaggi importanti per inquadrare Onorato: Da Nick Cave a Fabrizio de André, da Nick Drake a Battiato, da Tenco a Vasco Rossi; sicuramente Falene è un disco cesellato in tutti i suoi aspetti, forse proprio perché il poliedrico Onorato - che ha nelle sue bisacce una storia di cantante, chitarrista, produttore, direttore artistico, scrittore, pittore, fotografo (sue le immagini di libretto e copertina) - ha una capacità non comune di cogliere una visione a 360° del progetto.


Ottima poi la scelta, per questo progetto che è costato tre anni di lavoro, di appoggiarsi a compagni di viaggio come Mario Congiu (chitarre produzione artistica), Paolo Benvegnù (chitarre e parte della produzione), Massimo Fantoni (ancora chitarre e alcune postproduzioni), Anna Lamberti Bocconi (parte delle liriche). Poi, se non bastasse, Onorato aggiunge anche l'appoggio di due "vecchi amici" come Lorenzo Monguzzi e Piero Mucilli (ossia due terzi dei Mercanti di Liquore).

Mai aggressivo, sempre elegante e carismatico, Giancarlo Onorato ti ricama attorno ragnatele di poesia che diventano storie. E le storie si srotolano in un'atmosfera curatissima e sensuale dove suoni e parole si incastrano alla perfezione e parlano a chi ascolta in un clima che va dal pop trasognato alla ballata amara.

Notevoli i testi, a cominciare da quel "Io ti guardo e ascolto il tuo dolore/troppi laghi di profondità", l'incipit di Le bisce d'acqua, brano iniziale del lavoro, con un andamento tra il marziale dalla batteria e l'inquietante cullare degli organi. Questo il richiamo iniziale di Onorato, il suo canto di sirena che intriga. E ti incolla ad ascoltarlo in un crescendo che arriva a Pace di guerra, decisamente il pezzo più intenso dove poesia e politica si fondono in una storia che parla di immigrazione e prostituzione raccontata con parole delicate sottolineate da un arrangiamento curatissimo, ricco di basso, chitarre, tastiere e batteria che contornano la voce calda di Onorato e sfumano in un coro finale.

A questo punto bisognerebbe prender tempo e parlare anche di tutti gli altri brani. Ma Falene non è un disco da raccontare. Molto meglio ascoltarlo e farsi raccontare da lui

GianCarlo Onorato
Falene

Lulium - 2004
Nei negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 04-02-2005

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