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Le BiELLE RECENSIONI
Marco Ongaro: "Esplosioni nucleari a Los Alamos"

La poesia nelle catastrofi
di Lucia Carenini

"Esplosioni Nucleari A Los Alamos" è il secondo disco di Marco Ongaro con La Scorta. Anche se la formazione è leggermente modificata rispetto a quella del precedente “Dio è altrove”, gli strumenti sono rimasti gli stessi - chitarra, basso, batteria, organo hammond - e Marco continua a cantare le canzoni con la sua voce "rovinata".

Come ci ha raccontato durante un’intervista, il lavoro è nato da una richiesta di Roby Ceruti: “Nel luglio di 2002, Grazia DeMarchi mi aveva chiesto di scrivere qualcosa sull'ambiente, che poi è sfociato e in "Sporco mondo". Tre giorni dopo Cerruti mi disse: 'Perché non scrivi un disco sull'ambiente'? Gli risposi che ne stavo facendo già uno per la DeMarchi. Lui ribattè: 'Beh, fanne un altro, sei già sulla strada, no'?”.

A segnare questa continuità il brano Un miraggio, già incluso in Sporco mondo, è stato ripreso anche in Esplosioni. Ma allora dove sta la differenza tra i due dischi? Stesso argomento, una canzone in comune… La diversità sta nello stile: mentre “Sporco Mondo” ha un retroterra di canto popolare, “Esplosioni” risente assolutamente degli arrangiamenti di Ceruti, che è un “archeologo della chitarra elettrica”, tanto che nei credit della copertina vengono ringraziati Jimi Hendrix, Led Zeppelin, i Rolling Stones e John Lennon.

Ma la tematica del disco non è solo la denuncia, Ongaro va oltre e, con il suo linguaggio altamente poetico si cimenta in una riflessione sulla stupidità umana che rovina il mondo, sul degrado umano che provoca il degrado ambientale. E allora ecco nel pezzo di apertura, Un anno meno di me Ongaro parla di Bin Laden, di terrorismo, e soprattutto della sensazione di impotenza che pervade alcune persone e che come reazione genera moti violenti causando effetti devastanti. C’è poi il concetto della malattia, anch’esso collegato al degrado ambientale e al brivido delle cellule impazzite. In particolare in “Divido il letto con Cristo in croce” Ongaro rivela in modo anche molto intimo il contatto con la malattia: l'esperienza di avere una persona molto amata, ammalata e vicina. E così nascono versi profondi e toccanti come "
Divido il letto con Cristo in croce/sulla sua sindone maculata/cerco le tracce della sua voce/andata persa e poi ritornata/sulle sue membra martoriate/leggo il disegno della natura/seguo il tragitto delle ferite/interrogandomi sulla paura"

Un disco triste? Pesante? Assolutamente no. Un molto piacevole, elettrico e rock. Che parla di argomenti tosti con musiche toste che si accordano perfettamente agli argomenti. Il tappeto sonoro intessuto dai musicisti de “La scorta” – oltre a Ceruti suonano Beppe Gasparini (basso), Daniele Rotunno (tastiere) e Fabio Cobelli (batteria) è sempre sostenuto e dinamico sia nei brani più duri che in quelli più delicati. E in più ci sono alcuni contributi-gioiello come il violino di Marisa Pasquali in Un anno meno di me, l’arpa celtica di Lorenza Pollini in Madre bella e il flauto diMarco Pasetto in Divido il letto con Cristo in croce.

Insomma, un disco di buon rock. Anche nella grafica della copertina, opera di Tiziano Cristoforo, realizzata con foto scattate alla biennale giovani 2001 di Venezia.

Marco ongaro
"Esplosioni nucleari a Los Alamos"

D'Autore 2004
Nei negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 25-08-2004

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