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Le BiELLE RECENSIONI
 
Endura: "Les mots, la nuit, la danse"

Un debutto da tenere d'occhio
di Leon Ravasi

Le alchimie del suono random possono portare a trovare strade che si sviluppano a sorpresa, tracciando canali che a prima vista non appaiono realistici. Appena il tempo di chiudere la recensione di Paolo Benvegnù e dei suoi “Piccoli fragilissimi film” che il lettore a 101 dischi di pieno carico fa un altro scatto e parte un disco diverso che, meraviglia, ripropone lo stesso mondo sonoro appena lasciato. Voci profonde, ritmi rallentati, temi e atmosfere cupe. Vuoi vedere che anche qui c’è lo zampino del bravo Benvegnù? E infatti è proprio così: Endura il nome del gruppo, “Les mots, la nuit, la danse” il titolo e Paolo Benvegnù alla produzione artistica. Album interessante.

In piccolo propone gli stessi difetti e gli stessi pregi del fratellino maggiore: testi molto curati, trame intimiste, una certa uniformità di fondo, il tentativo di affrontare il discorso musicale in modo tuttaltro che banale. Non solo, ma una certa attitudine rock di fondo più marcata che in “Piccoli fragilissimi film” e la formazione ridotta e tipica di un combo rock (chitarra, basso, batteria e sintetizzatori) danno luogo a paesaggio musicale più variegato e la voce di Giorgio Ferrero è più aggressiva e adatta ai cambi di atmosfera rispetto a quella di Paolo.

Dove il prodotto funziona leggermente meno è sul repertorio e sui testi che, pur interessanti, rientrano meno facilmente in un discorso di musicalità. Hanno, in certi momenti, più della poesia che della canzone e riflettono qualche ingenuità soprattutto quando tendono al lirismo più immaginifico e cataclismatico. Come fossero sulle orme di Dylan o dei poeti beat con 40 anni di ritardo. Ma direi di derubricare il problema sotto la voce “inesperienza”. Fatto sta che la cover di Ciampi di “Cristo tra i chitarristi” spicca ancora nel lotto delle canzoni.

Se però consideriamo che si tratta, sostanzialmente di un disco d’esordio (preceduto dal’autoprodotto “Due complesso”) il risultato è più che soddisfacente. Atmosfere alla La Crus (o alla Benvegnù, se vogliamo, coautore di due brani oltre che produttore artistico), ricordi di Csi o, se vogliamo dei Cure e degli Smiths britannici. Buoni i suoni in questa tendenza montante di rock minimalista che attraversa gli anni recenti (il disco è dell’autunno 2003). Da non perdere d’occhio.

Endura
"Les mots, la nuit, la danse"

Valo Music per Emi - 2003
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Ultimo aggiornamento: 12-06-2004
 
   
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