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Le BiELLE RECENSIONI
Sergio Endrigo: "L'arca di Noé" (dal vivo)

L'emozione di Endrigo dal vivo (con qualche pecca)
di Giorgio Maimone

Sergio Endrigo ha una storia a 45 giri, anche se sfiora quella a 78. Il 33 giri, in fin dei conti, un po' lo ha penalizzato, tanto che non ci sono suoi 33 giri assolutamente memorabili, se si esclude "La vita, amico, è l'arte dell'incontro", strano prodotto, specie per l'epoca (1969) che miscelava poesie e canzoni grazie alla collaborazione tra Sergio Endrigo, Vinicius De Moraes, Toquinho e Giuseppe Ungaretti. Quest'ultimo recitava traduzioni italiani di alcune poesie di Vinicius. Se si ripercorre con occhio critico e attento la sua discografia troviamo che "Io che amo solo te", peraltro magnifica canzone, è riproposta 7 volte, "Viva Maddalena" 6 volte e "Via Broletto" ancora 7 volte. La logica del 45 giri appunto.

In alternativa ai 45 giri c'erano gli spettacoli e questa "L'arca di Noé" è la registrazione dal vivo di uno spettacolo di Endrigo al Piccolo Teatro di Milano del 7 marzo 1970. Abbiamo qui un Endrigo di 37 anni, al pieno della fama e della gloria, che ha già scritto buona parte dei suoi brani più celebri, che ha già vinto il Festival di Sanremo con "Canzone per te" e rischiato di vincerlo di nuovo con "Lontano dagli occhi". Che gode di sufficiente prestigio per essere ospitato in un tempio dell'intellighenzia di sinistra milanese come il Piccolo con uno spettacolo tutto suo e che regge un disco di 1 ora e 5 minuti senza stancare mai.

Le tecniche di registrazione sono un po' quelle che sono, per un disco del '70 dal vivo: la voce di Endrigo sta tutta sul canale destro e sul sinistro arriva solo un'eco, mentre gli strumenti sono equamente ripartiti, ma rigorosamente divisi sui due canali. Tuttavia lo spettacolo non era affatto povera cosa: con Endrigo (voce e chitarra) sul palco stanno Luis Enriquez Bacalov
che oltre a curare arrangiamenti e direzioni, suona anche pianoforte e spinetta, a cui si aggiungono l'organo di Giorgio Carnini, l'altra chitarra di Ettore Cenci, il violino e il flauto di Renzo Fontanella, il basso di Bruno Crovetto, la batteria di Lionello Bionda e gli aggeggi di Pasquale Liguori. Il tutto per una "mole di fuoco" sonoro che non viene adeguatamente valorizzata sul disco che avrebbe bisogno almeno di un rimixaggio. Ma con i cd di Endrigo, che volete, è già rara fortuna reperirli!

Il recital al Piccolo, che restò in cartellone 4 giorni, con un biglietto che costava da un massimo di 4000 lire a un minimo di 1000 lire, comprendeva anche inserti filmati e probabilmente molti pezzi parlati, di cui residua solo qualche frammento tra una canzone e l'altra. Quanto basta, con un'equa presenza di applausi, a fare percepire la presenza del pubblico in sala. Anche sul cd le canzoni sono divise tra Primo Tempo e Secondo Tempo, come per lo spettacolo. Contrariamente alla tradizione, i maggiori successi sono tutti nella prima parte, tranne "Canzone per te" con cui si apre la seconda parte.

Dicevamo che la resa di Endrigo è ottima ovunque. L'orchestra invece su "Perché non dormi fratello", canzone che nell'orginale su disco "osava" un sitar combina sfracelli: è fuori ruolo, cerca spunti di "modernizzazione" che non trova, "perde" Endrigo e qualche volta lo ritrova. Insomma, canzone da dimenticare.

Tutte canzoni da ricordare invece le altre: a partire dalla tenerissima "Teresa", alla "Aria di neve" che di recente ha rifatto Battiato in "Fleurs 3", all'intensissima "La rosa bianca" alla pacifista "Girotondo intorno al mondo", alla grande "Ballata dell'ex", fino a "La casa" con relativo coro di bambini, preceduta dalla declamazione di una poesia di Ungaretti: "San Martino del Carso" (che sul libretto del disco viene indicata come "Di queste case ...", come dall'inizio). Chiude "La guerra", ancora un Endrigo pacifista che risale al 1963, un brano che alterna una strofa molto lenta a un ritornello marziale, con ottimo effetto di immedesimazione. Grandi applausi, purtroppo sfumati rapidamente dopo il "Signori, grazie!" di Endrigo.

Nelle note di copertina sia Endrigo che Bardotti riconoscono gli errori e le imprecisioni presenti nel disco, che comunque è un documento e che, mi mancano gli elementi precisi per affermare meglio, credo sia stato uno dei primi "live" incisi in Italia


Sergio Endrigo
"L'arca di Noé - dal vivo al Piccolo"

Fonit Cetra /Warner - 1970
Di difficile reperibilità

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Ultimo aggiornamento: 20-09-2005

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