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Le BiELLE RECENSIONI
 
Mauro Pagani : "Domani"

Un disco a metà
di Giorgia Fazzini

L’obiettività nel giudizio è faticosa, si sa. E il più delle volte, quando non la si raggiunge, è per nostra inettitudine. Stavolta però mi dico che non è giusto pensare sia solo colpa mia. Perché cavolo, Mauro, non ci puoi stare intorno tutto il tempo producendo, suonando e/o facendo suonare più di quasi tutti i buoni dischi di canzone d'autore, e poi uscirtene con un album a tuo nome. Eh no, così non si fa. Noi come facciamo? Dico, come facciamo a far finta di non conoscere le tue altre cento, mille azioni; com'è che si fa ad ascoltare questo "Domani" isolandolo dallo ieri nella Forneria, nel mar mediterraneo dal di là al di qua per la Liguria, nella soddisfazione degli ultimi Jannacci, Ranieri e Vecchioni.. Come si fa.. tanto più che ricongiungerlo con i due tuoi dischi precedenti ("Mauro Pagani" del 78 e "Passa la bellezza" del 91).. Anche te! pubblicare un disco ogni dozzina d'anni, diavolaccio!

Vabbé, dai, proviamo intanto a dire almeno cosa c'è dentro: tredici canzoni, tre ospiti (Ligabue, Morgan, Raiz), un po' di rock di chitarra elettrica, un po' di canzone d'autore di chitarra acustica, un po' di elettronica di tastiere e loop, un po' di world di bouzouki e sabbie, un po' di cantato, un po' di recitato.. Un po' di tutto. E ridajje, siamo daccapo. Uhf.

Allora proviamo a prenderla dal verso dell'interpretazione: la tua voce suona più roca, la tiri qua e là quando c'è da dire senza mezzi termini come la pensi su come va il mondo; la tieni a giro minimo quando la dolenza accompagna affetti di casa e immagini cubane, per un cinema sospeso su di un lenzuolo senza età; o ancora la fai camminare come se invece di fare il cantante, facessi l'attore. Perché cantante non sei, non lo sei mai stato, un po' l'hai imparato; magari rimettendo sul piatto un paio di dischi di Gabriel e Fossati, vah.

Un'altra cosa su cui hai lavorato è senz'altro la scrittura: "Domani" ha dei gran bei testi, complimenti. Egià, si sente che hai viaggiato gli anni collaborando con gente che la penna la tiene fra due dita d'argento, e hai capito come si può fare (ché la frequentazione del talento non basta ad averne).

Vedi, proprio a proposito di parole, ricaschiamo in quel "come si fa": come da titolo (del disco e della canzone più luccicante), il concetto 'domani' ci accompagna dall'inizio alla fine ed è segno smagliante di quella tua voglia inesauribile di buttare la palla avanti spingendo il futuro, credendoci, provandoci. La fantastica scienza del 'perchennò'. Ed ecco che ci rifreghi, sì, perché una volta che s'è fatte due chiacchiere con te, una volta che ti s'è vista quella luce nelle pupille, beh, si fatica a far finta di niente e a non sorridere guardando fuori dalla finestraperta, anche noi. Soprattutto quando la si pensa allo stesso modo.

Quindi sai che ti dico, Mauro? Che me ne frego del fatto di non riuscire a prendere bene la coda di questa tua creatura, e mi do retta nel pensare che un disco a tuo nome sia come una puntina che tiene fermi, sulla bacheca della discografia di un artista, gl'infiniti fogli su cui quell'artista e chi con lui, ha preso appunti molti e diversi. Una puntina ogni tanto, di colore misto, ma precisa. Cheffaccio, la riprendo e la appoggio per un altro giro sul vinile?

Mauro Pagani
Domani

Nun - 2003
Nei negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 18-07-2003
 
   
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