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Le
BiELLE RECENSIONI |
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| Mauro
Pagani : "Domani" |
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Un disco a metà Vabbé, dai, proviamo intanto a dire almeno cosa c'è dentro: tredici canzoni, tre ospiti (Ligabue, Morgan, Raiz), un po' di rock di chitarra elettrica, un po' di canzone d'autore di chitarra acustica, un po' di elettronica di tastiere e loop, un po' di world di bouzouki e sabbie, un po' di cantato, un po' di recitato.. Un po' di tutto. E ridajje, siamo daccapo. Uhf. Allora proviamo a prenderla dal verso dell'interpretazione: la tua voce suona più roca, la tiri qua e là quando c'è da dire senza mezzi termini come la pensi su come va il mondo; la tieni a giro minimo quando la dolenza accompagna affetti di casa e immagini cubane, per un cinema sospeso su di un lenzuolo senza età; o ancora la fai camminare come se invece di fare il cantante, facessi l'attore. Perché cantante non sei, non lo sei mai stato, un po' l'hai imparato; magari rimettendo sul piatto un paio di dischi di Gabriel e Fossati, vah. Un'altra cosa su cui hai lavorato è senz'altro la scrittura: "Domani" ha dei gran bei testi, complimenti. Egià, si sente che hai viaggiato gli anni collaborando con gente che la penna la tiene fra due dita d'argento, e hai capito come si può fare (ché la frequentazione del talento non basta ad averne). Vedi, proprio a proposito di parole, ricaschiamo in quel "come si fa": come da titolo (del disco e della canzone più luccicante), il concetto 'domani' ci accompagna dall'inizio alla fine ed è segno smagliante di quella tua voglia inesauribile di buttare la palla avanti spingendo il futuro, credendoci, provandoci. La fantastica scienza del 'perchennò'. Ed ecco che ci rifreghi, sì, perché una volta che s'è fatte due chiacchiere con te, una volta che ti s'è vista quella luce nelle pupille, beh, si fatica a far finta di niente e a non sorridere guardando fuori dalla finestraperta, anche noi. Soprattutto quando la si pensa allo stesso modo. Quindi sai che ti dico, Mauro? Che me ne frego del fatto di non riuscire a prendere bene la coda di questa tua creatura, e mi do retta nel pensare che un disco a tuo nome sia come una puntina che tiene fermi, sulla bacheca della discografia di un artista, gl'infiniti fogli su cui quell'artista e chi con lui, ha preso appunti molti e diversi. Una puntina ogni tanto, di colore misto, ma precisa. Cheffaccio, la riprendo e la appoggio per un altro giro sul vinile?
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aggiornamento: 18-07-2003 |
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