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Le BiELLE RECENSIONI
Franco Battiato: "Dieci stratagemmi"

Il furbo Battiato colpisce alla testa e al cuore
di Leon Ravasi

Franco Battiato non inventa niente, questa volta ma si limita a perseguire con gran classe un proprio percorso musicale non sempre rettilineo, né immediatamente comprensibile. C’è chi sostiene che i “Dieci stratagemmi” del titolo siano in realtà le dieci canzoni nuove in cui rifiuta di scegliere uno spazio, una direzione, una conclusione da dare al suo lavoro, accontentandosi, per l’appunto, di tirare avanti grazie a stratagemmi. Eppure il disco è tutt’altro che inascoltabile. Anzi è di una piacevolezza inquietante, con elementi di cristallina purezza e delicata eleganza, mentre gli episodi irritanti, che Battiato non ha mai lesinato nei suoi album, sono ridotti al minimo. Non solo, ma alcune canzoni, come “Le aquile non volano a stormi”, “La porta dello spavento supremo (il sogno)”, “Odore di polvere da sparo” e la radiofonicissima (e ampiamente radiotrasmessa) “Tra sesso e castità”, sono di ottima qualità complessiva.

Poi Battiato ha questo modo di scrivere fatto di giustapposizioni di concetti e immagini astruse che, se non arrivano mai a formare un flusso ordinato di pensieri, quantomeno stimolano immagini e sensazioni con pochissime pennellate. Battiato come Paolo Conte, in un certo senso: l’arzigogolo della frase fa agio sul senso complessivo. “Tra i sussurri /indolente ebbrezza / di ascendere e cadere” (“Tra sesso e castità”), “Sulle scogliere fissavo il mare / che biancheggiava nell'oscurità / tutto si dissolverà” (“La porta dello spavento supremo”), “Il nulla emanava la pietra grigia / e attorno campi di zafferano / passavano donne bellissime / in sete altere” (“Il sogno”).

E, per di più, il musicista catanese gioca furbescamente e ruffianamente col suo socio Sgalambro sulla nostra cattiva coscienza di orecchianti della cultura, imbonendoci con parole come “Ermeneutica”, strizzando l’occhio con “Fortezza Bastiani” a tutti i lettori del “Deserto dei Tartari” di Buzzati, ognuno convinto di essere il solo a cogliere il legame, e, con “23 coppie di cromosomi” ci dà pure una spolverata di biologia, giusto secondo il metodo di quella cultura scolastica che allinea durante le ore di lezione letteratura, filosofia e materie scientifiche.

Così sentire Battiato diventa un’escursione tra le aule polverose della nostra memoria, con tanto di gesso e di lavagna (che compaiono peraltro, con relativo professore, nel videclip di “Ermeneutica”. Dopo ci sentiamo sollevati: abbiamo pagato il tributo alla cultura. Abbiamo perfino sfogliato il dizionario per trovarci il senso esatto di ermeneutica “che non so perché, ma è quella parolina di cui non so mai l’esatto significato”.

Battiato nei suoi “Dieci stratagemmi” sceglie di praticare fino in fondo l’arte della canzone e ci riesce a meraviglia. Un album “pop” nel senso migliore del termine, dalla filiera diretta da cui usciva “La voce del padrone” o “Café de la paix”. Musiche di Battiato, accostato a Yashima Kinimori nella bellissima “Le aquile non volano a stormi” (il cui testo è tratto da poesie cinesi del IV-III secolo AC) e testi di Battiato e Manlio Sgalambro, tranne la conclusiva “Il sogno”, testo di Carlotta Wieck. Il libretto è bellissimo all’interno (non pregnante all’esterno, un primo piano di carta vetrata, ma il disco non escoria in profondità), contiene tutti i testi e una serie di bellissime immagini che ti proiettano all’interno del clima generale del disco.

Che è un clima musicale assolutamente rilassato, favorito dall’orchestrazione della English Chamber Orchestra, presente nella metà dei brani. Leggermente mosse e con un piglio vagamente rock solo “L’odore di polvere da sparo”, “23 coppie di cromosomi” e “I’m that”, dove compare al controcanto Cristina Scabbia dei Lacuna Coil . Il tutto concentrato in soli 37 minuti densi, ma non compressi. Il disco contiene materiali multimediali aggiuntivi (tre video fruibili via internet) e vivaddio te ne informa in copertina.


Insomma un imbonitore di alta classe che sceglie un pugno di canzoni che scorrono leggeri e facili, anche se nei testi, qua e là si trovano tracce di una rabbia che potrebbe essere però meglio canalizzata.

Eiacula precocemente l'impero
tornano i vecchi testamenti
gli stati mostri si avventano sui regimi fascisti

Tensioni di tensioni di frustrazioni si manifestano
nel nostro seme si nascondono si riproducono germi di desideri infetti
in my dreams I see you in a different way
the emotional colours of life are changing completely

Sometimes we need to expel our seed
where tensions of tensions hide

Mostruosa creatura (human virus)
Il suo nome è fanatismo
Solo quando il sacro parla (human virus)
L'eccelso prende forma

(human virus is coming inside us)

deus est filius dei
tutte le macchine al potere gli uomini a pane ed acqua

and what is cosmos? what is the meaning of the word?
history is bunk

Eiacula precocemente l'impero
Ritorna il circolo dei combattenti
gli stati servi si inchinano a quella scimmia di presidente
s'invade si abbatte si insegue si ammazza il cattivo
si inventano democrazie

a monstrous creature its name fanaticism (human virus)
when the consecrated word speaks
magnificence takes form

and now I am far from you
now I’m far from you
and now I am far from you
now I’m far from you (“Ermeneutica”)

Franco Battiato
"Dieci stratagemmi - Attraversare il mare per ingannare il cielo"

Columbia Sony - 2004
Nei negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 19-10-2004

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