Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


Scarica le canzoni per la pace
 














 
Le BiELLE RECENSIONI
Del Sangre: "Ad un passo dal cielo"

Del Sangre ... non mente. Un nome da segnarci
di Giorgio Maimone

Era almeno dai tempi della “Danza” dei Sulutumana che non mi capitava di sobbalzare sulla sedia per un disco al primo ascolto di un gruppo completamente sconosciuto. Poi è ovvio che ognuno ha le sue debolezze e si riferiscono molto spesso alla musica alla quale ha creduto. Le mie “debolezze” sono i primi Eagles, quelli di “Desperado” e “Tequila Sunrise” e lo Springsteen di “Nebraska”. I Del Sangre suonano ad un dipresso così ed è un piacere stare ad ascoltarli. Ingredienti meno che scarni: una chitarra acustica, un’armonica e un basso. Meno di così non si suona neanche.

Eppure le armonie dei Del Sangre, minigruppo fiorentino, formato da due persone (Luca Mirti e Marco Schuster Lastrucci), sono morbide e insinuanti e la voce di Luca è perfettamente in tema con le coreografie western che le musiche disegnano. Badate bene: coreografie, perché una volta che si passa ai testi il western è presente nell’iniziale Billy The Kid e poi si perde dalle parti della Sicilia dei Cento Passi, ritorna nel west di “Jimmy Mano lenta”, ne fuoriesce nuovamente per portarsi nella Genova di Faber e di Carlo Giuliani (“Ad un passo dal cielo” che dà il titolo all’album), o per parlare della “vita dura giù al cantiere” in “Tagliato fuori” e di una storia di emarginazione sociale.

Si ritorna in Sicilia per “Salvatore Giuliano” (“Se nascessi ieri combattere ancora, accanto a te”) e si conclude ancora vicino al West con i 7’01” di “La notte che ci rubarono le stelle” per un excursus che passa da Wounded Knee all’Irlanda alla Palestina: “La notte che ci rubarono le stelle / i corvi aleggiarono sopra la democrazia / Dettarono legge, schiacciando i sogni più belli / portarono in spalla la bara dell’anarchia”.

Curioso il destino dei "Cento Passi" di Marco Tullio Giordana, spendido film a onore del vero, che evidentemente ha molto colpito le nuove generazioni se almeno tre canzoni scritti nell'ultimo anno si rifanno al film (Pippo Pollina, i De Sangre e i MOdena City Ramblers) e addirittura due di queste partono citando proprio la voce di Luigi Lo Cascio che conta i famosi "cento passi" che separano casa sua dalla casa di un mafioso. Credo che Giordana possa essere più che soddisfatto di un esito di questo tipo. E ci attendiamo i brani che avrà stimolato "La meglio gioventù".

Molte ingenuità è vero, nei testi, soprattutto, ma anche nella musica, ma ciò non toglie che il disco dei Del Sangre non può passare inosservato. E non fa nemmeno in tempo ad annoiare nei suoi limitati 31’49”. E’ un delicato modo di porgere e di porgersi. Non voci forti adatte per il vaffanculo, ma voci dolci che ci invogliano a pensare, a fermarci un momento in più per dare retta alle storie raccontare, riconoscerle per nostre e essere loro grati per la trama musicale con cui vestono i loro brani. Pur essendo un autoprodotto il cd in questione gode di un bellissimo libretto completo di tutti i testi e corredano di fotografie sfumate a introduzione del discorso proposto.

Ai due membri fondatori, che suonano insieme dal 1999, si sono ora aggiunti Renzo Franchi alla batteria e Daniele Ricci alla chitarra, mentre sulla copertina del cd vengono ringraziati i Gang, tutti e 5), la Bandabardò (il Nuto e Orla) e “tutto il club dei cazzoni” (non meglio identificato). I Del Sangre hanno suonato spesso in concerto come spalla dei Gang e un loro brano, una cover di “Master of war” dovrebbe fare parte di “Not in my name” il cd diffuso da “Liberazione” lo scorso novembre. Sul finire dello scorso anno hanno anche vinto uno dei Premi Ciampi.

In giro, da qualche parte, ma chissà dove, forse sepolto in qualche soffitta, dovrebbe girare anche un altro loro cd: “Quattordicizeroseiduemila”, con brani probabilmente degni di nota, una viola nella formazione (potrebbe essere un tocco molto suggestivo) in “Canti notturni” e un giro boogie woogie in “Vino rosso sangue”. Da ricercare. Perché i Del Sangre, parola di Bielle, sembrano essere qui per restare.

Del Sangre
Ad un passo dal cielo

Autoprodotto - 2004
Sul sito

 

Ascolti collegati

Ultimo aggiornamento: 26-03-2004

HOME