| Teresa
e la pastiera napoletana
di Leon Ravasi
"Currite,
giuvinò! Ce stà 'a pastiera!" E' nu sciore ca
sboccia a primmavera, e con inimitabile fragranza soddisfa primm
'o naso,e dopp'a panza. Pasqua senza pastiera niente vale: è
'a Vigilia senz'albero 'e Natale, è comm 'o Ferragosto senza
sole". Grosso modo così l'ultimo disco di Teresa De
Sio. Come una pastiera strutturato e di pastiera profuma in modo
profondo. Avete presenta bene la pastiera? Il primo morso è
paradiso, i successivi sono meglio. Finché arriva la mappazza.
Perché la ricetta della pastiera prevede: una confezioni
da 1 kg. di pasta frolla, gr. 700 di ricotta, gr. 600 di zucchero,
gr. 400 di grano cotto, gr. 80 di cedro candito, gr. 80 di arancia
candita, un pizzico di cannella, gr. 100 di latte, gr. 30 di burro
o strutto, 5 uova intere + 2 tuorli, una bustina di vaniglia un
cucchiaio di acqua di fiori d'arancio, 1 limone. E la ricetta di
"A sud! A sud!" prevede13 canzoni dopo 5 anni di silenzio,
quasi un'ora di musica, 18 musicisti, 8 autori, aiuti vari da Raiz,
Apres La Classe, Radicanto, Giovanni Lindo Ferretti, Giovanni Soldini,
5 brani nuovi, 1 tradotto, 1 riproposto e 6 tradizionali. Forse
solo la Zeppola di San Giuseppe è più farcita di così!
E com'è un disco tanto farcito? Oscilla tra il capolavoro
e il troppo pieno in continuazione. Propendo di più per il
capolavoro quando sono a stomaco vuoto, dopo mangiato intravvedo
il troppo pieno. Teresa De Sio, insomma, è cavallo di troppa
classe per tenerla tanto tempo chiusa nella stalla.
"La notte del Dio che balla" è del
1999, ma sarebbe sbagliato definirlo un disco della sola De Sio.
"Primo viene l'amore" è
del '97, ma in buona parte è una raccolta con inediti. Per
trovare il precedente vero disco di Teresa si risale di 9 anni,
fino a "Libero cercare" del
1995. E' ovvio che di cose da dire, nel frattempo ce n'erano millanta
che tutta notte canta! E Teresa le ha dette tutte.
Che
possiamo farci? Il problema è che, presi singolarmente i
singoli capitoli non ne taglierei nessuno. Nemmeno i 7'06"
di "Aumm aumm", perché in fin dei conti la canzone
ha tanto da dire, è suonata a meraviglia, ha un intermezzo
strumentale che affascina, una sorta di jam di quasi tre minuti
che non può lasciare indifferenti. Però "Aumm
aumm", "Pizzica" e "Salta salta"
(ossia i 17 minuti finali del disco!) appartengono a un altro album
e sono, in sostanza, le canzoni giuste per chiudere un concerto
o un album dal vivo, ma quando abbiamo già avuto quasi 40
minuti di ottima musica pacata e riflessiva siamo sicuri che servano?
Così come "Stammo buono" col vocione
rappeggiante di Raiz è un ottimo singolo.
Ma, ancora, ha senso in "questo" disco? O meglio: in questa
pastiera napoletana sì, ma nel progetto che poteva essere
sotteso a questo disco (che non a caso si chiama "A sud! A
sud!" e dove Teresa torna a cantare in napoletano) e che potrebbe
essere quasi inteso come una sorta di "Radici" in salsa
'e pummarola, c'entra ancora? Forse sì.
Il consiglio quindi è di prendere questo ottimo disco a piccole
dosi. Perché ci sono delle vere perle, perché è
un disco fatto con cura e con amore che traspare dai solchi, perché
è suonato da ottimi musicisti (Sasà Flauto,
chitarra acustica e bouzouki; Giuseppe Di Trizio
dei Radicanto al mandolino; Erma Castriota al violino,
Puccia alla fisarmonica, Alfredo Paixao
al basso acustico ed elettrico, Arnaldo Vacca al
tamburo, tamburello e percussioni, Vito De Lorenzi
alla batteria, tamburello)
Il disco parte comunque col piede giusto con una travolgente "O
diavolo s'arrecreia" (il diavolo si riposa) di Carlo
D'Angiò e infila al volo un pezzo forte come "La
montanara" (tradizionale/Andrea Sacco/Antonio Piccininno),
la dolcissima e quasi bluesata "Lu bene mio"
di Matteo Salvatore, prima di arrivare a "Mamma Napoli",
primo dei brani nuovi di Teresa, scritta assieme a Sasà Flauto.
"Positano", "A Sud! A Sud!"
e "Addio", sempre della De Sio, non abbassano la
guardia nemmeno per un attimo e "Stelle",
tradotta dal brasiliano di Lenine dalla stessa De Sio, è
un brano da ascoltare col cappello in mano. Fin qui sono passati
oltre 35 minuti di assoluto godimento. Posto che "Quando
turnammo a nascere" di Carlo D'Angiò fa parte
degli imprescindibili, ecco che abbiamo 40 minuti di paradiso assoluto.
Il resto lo avremmo tenuto per un'altra volta, per un possibile
(e forse doveroso) disco dal vivo, vista anche la forza e l'energia
che Teresa ruscella sul palco nelle esibizioni live. Memorabile
resta per me un concerto della serie "Da Napoli a Bahia, da
Genova a Bastia" alla Cascina Monlué di Milano di cui
mi sono subito fatto un cd simulato, tanto era la bellezza dello
spettacolo messo in scena. Qui c'è anche questo, questa energia,
in parte, ma l'effetto, appunto, rischia di essere quello di accumulo,
di troppo pieno, di pastiera. Oh, mah ... ragazzi ... avete mai
fatto caso a quanto è buona la pastiera napoletana?
Teresa
De Sio
"A Sud! A Sud!"
Lucente (Distribuzione Venus)- 2004
Ascolti
collegati
Ultimo
aggiornamento: 03-12-2004 |