Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


Scarica le canzoni per la pace
 














 
Le BiELLE RECENSIONI
Grazia De Marchi: "Lasciatemi vivere"

Un passo falso per Marco Ongaro
di Leon Ravasi

Peccato!
"Lasciatemi vivere" è una di quelle piccole produzioni che promettono tanto … e mantengono poco. Grazia De Marchi ha un passato di rispetto, una voce interessante, buone referenze musicali (Dodi Moscati, Duilio Del Prete), ottime frequentazioni culturali (Pasolini, Brecht, Tenco, Piazzolla) e una buona produzione. Il progetto si presenta non privo di qualche ambizione

Che forse le musiche riescono a mantenere, con la presenza costante di viola e violino (Grazia Colombini e Maria Vicentini), soprattutto in "Pippi Pellegrino" (aaggh! Aiuto, che qualcuno impedisca l'uso di simili titoli!), sostenute da chitarra, basso, percussioni e trombe. La caduta è verticale sui testi e sulle armonie. L'autore del "misfatto" si chiama Marco Ongaro, cantautore, veronese come la De Marchi, a tutti gli effetti co-firmatario del lavoro.

E "misfatto" lo si dice, badate bene, con dolore. Le premesse ci sono, qualche buono spunto anche e non manca qualche buona canzone. Il quadro di riferimento è la grande tradizione del canto popolare al femminile (che la De Marchi ha praticato con successo nel corso del tempo). Fatte le debite proporzioni: un'Anna Identici, senza background politico e calata in un clima da favola, vagamente branduardiana.

E così "Ma la senti la musica" è un tormentone di tre infiniti minuti, dove su tre sole note si ripete 12 volte la stessa strofa (accompagnata da 12 ritornelli!) aggiungendo una frase ad ogni ripetizione. "Il mio segreto amore", invece, "non è felice/ma non lo dice/e tace" e via così di rima baciata con "perdoni/abbandoni" e "Potrei/vedrei/saprei/indovinerei". L'abuso di rima (e del genere più facile) uccide alla lunga l'ascolto del disco.

Peccato per i validi arrangiamenti e peccato anche perché, sul piano dell'interpretazione, Grazia De Marchi non ci coinvolge mai, offrendoci un'interpretazione straniata degna delle sue precedenti esperienze brechtiane. La sensazione è che lei stessa non sia convinta di ciò che canta. O che non lo capisca. E forse questo è anche il limite mio.


Grazia De Marchi
"Lasciatemi vivere"

Rossodisera - 2001
Nei negozi di dischi

Ascolti collegati

Ultimo aggiornamento: 21-09-2000

HOME