| "Passi
d'autore" e passi sbagliati, un lavoro a metà
di Giorgio Maimone
Cercheranno
(già stanno cercando) di farsi pensare che sia un capolavoro
imperdibile. Non credetelo. Quando si muovono in così tanti,
da Fiorello a Mollica, da Repubblica (Gino Castaldo e Enrico Sisti)
al Corriere (indovinate chi?) il gran circo mediatico sta solo cercando
di creare l'evento. E "l'evento" per eccellenza di questa
primavera è l'uscita del nuovo album di Pino Daniele che
viene dopo "l'evento" per eccellenza del mese scorso:
"Buoni o cattivi" di Vasco Rossi. Di Vasco parleremo (abbastanza
male) in seguito. Di Pino Daniele parliamo oggi, un giorno prima
dell'uscita ufficiale del cd, sulla base dell'ascolto dei sei brani
offerti in anteprima. Impressioni? Oscillanti. Meglio di "Medina"
e con qualche brano sopra la media. Ma, insomma, trattasi di intrattenimento.
L'album è intitolato al "Pino Daniele Project,
come si usa per i combo jazz e, bisogna riconoscere, riesce a inserire,
in mezzo a pezzi collaudati e sicuri come il singolo "Pigro",
già ascoltato prima ancora che fosse stato scritto, puro
inno degli accidiosi in salsa bossanova (falsetto e chitarra compresa),
anche pezzi quasi di ricerca, come l'iniziale e suggestiva "Arriverà
l'aurora", dove Pino, in stretta collaborazione col maestro
Gianluca Podio, introduce la canzone con un coro lirico a due voci
spiazzante ma suggestivo. La canzone è la più bella
del lotto, anche se probabilmente quella che creera più problemi
alle radio ed agli amanti recenti del chitarrista e cantante.
Il "Pigro" è il
brano che apre il disco e anche il singolo designato. Bastano le
prime due battute e già si sa dove andrà a parare.
E' una "pinodanielata" fatta e finita, voce lagnosa, tampi
lenti, parole così così. Se questo è l'incipit,
vien fatto di dire, spengo lo stereo e me ne vado fuori che, dopo
tanta pioggia, è arrivata la primavera. Perché perdere
tempo ascoltando il già ascoltato? Ma non è tutto
così. Provate a passare su "Arriverà l'aurora",
con un intro caratterizzato da due voci di cantanti lirici e capirete
che la solfa può cambiare e avere degli scatti di interesse
che non supponevamo potesse più trovare dai tempi eroici
di "Bella 'mbriana" (1982) o di "Mascalzone latino",
in cui ancora, per qualche momento si avvertiva un musicista che
aveva voglia di stare fuori dagli schemi.
Il problema di Pino Daniele è
duplice: una voce che non lo aiuta e una chitarra che lo aiuta troppo.
E' difficile trovare non dico bella, ma non tediosa a lungo andare
la voce tutta di testa attuale del cantante napoletano ed è
altrettanto difficile non riconoscerne la maestria chitarristica.
Ma il problema, un po' come per Alex Britti, è che ne è
perfettamente conscio anche lui e disposto a lasciarsi trascinare
in trip di autocelebrazione. Quando la canzone sotto c'è
abbiamo dei buoni risultati, quando la canzone latita ... abbiamo
il classico Daniele di consumo.
"Passi d'autore" dista
da "Medina" solo tre anni, ma vi sono squarci qua e là
che fanno pensare a distanze interne maggiori. "Deja Vu",
delicatissima introspezione. si fa ascoltare con piacere, il suono
è pulito e di grande nitore, mentre nulla ho da dire sul
pezzo pù sbandierato "Tango delle buena suerte"
che con un invidiabile tempismo esce quando il "pibe de oro"
si trova ricoverato in ospedale e in incerte condizioni di salute,
perché il brano non fa parte dei primi sei affidati ai comuni
mortali. Il disco ufficiale, ricordiamo uscirà solo domani
e il singolo "Pigro" non sarà venduto su supporto
discografico, ma solo scaricabile da Internet.
Tra gli altri ascolti per ora "rubati" Mi piace molto
"Dammi una seconda vita" dall'incedere più ritmico
e variato rispetto agli altri brani e interessante mi sembra anche
"Bella da vivere", per quanto molto tipica nel canzoniere
danieliano. Con "La nostra estate insieme" torniamo invece
nel cliché più classico e su atmosfere e toni molto
vicini alla mitica e originaria "Estate" di Bruno Martino.
Nessuna news purtroppo della canzone su Cuba ("Isola grande"),
cantata e composta, precisa Daniele da "persona di sinistra
nostalgica". Interessante potrebbe essere anche "Ali di
cera", scritto a quattro mani con Gianluca Podio, direttore
d'orechestra e cantato a capella ma ad oggi non è dato agli
umani ascoltarlo.
L'atmosfera globale del disco è
comunque chitarristica, sin dal canto degli accidiosi che lo apre,
fino alla conclusione. Atmosfere jazz dal forte sapore latino, sostenute
dalla presenza di Peter Erskine, il compositore jazz con cui Pino
Daniele collabora da anni. Da venerdì 23 aprile in vendita.
Ne sapremo di più.
Pino
Daniele
"Passi d'autore"
Bmg - 2004
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aggiornamento: 26-04-2004 |