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Le BiELLE RECENSIONI
Pino Daniele: per questa volta "Passi"

"Passi d'autore" e passi sbagliati, un lavoro a metà
di Giorgio Maimone

Cercheranno (già stanno cercando) di farsi pensare che sia un capolavoro imperdibile. Non credetelo. Quando si muovo in così tanti, da Fiorello a Mollica, da Repubblica (Gino Castaldo e Enrico Sisti) al Corriere (indovinate chi?) il gran circo mediatico sta solo cercando di creare l'evento. E "l'evento" per eccellenza di questa primavera è l'uscita del nuovo album di Pino Daniele che viene dopo "l'evento" per eccellenza del mese scorso: "Buoni o cattivi" di Vasco Rossi. Di Vasco parleremo (abbastanza male) in seguito. Di Pino Daniele parliamo oggi, un giorno prima dell'uscita ufficiale del cd, sulla base dell'ascolto dei sei brani offerti in anteprima. Impressioni? Oscillanti. Meglio di "Medina" e con qualche brano sopra la media. Ma, insomma, trattasi di intrattenimento.

Il "Pigro" è il brano che apre il disco e anche il singolo designato. Bastano le prime due battute e già si sa dove andrà a parare. E' una "pinodanielata" fatta e finita, voce lagnosa, tampi lenti, parole così così. Se questo è l'incipit, vien fatto di dire, spengo lo stereo e me ne vado fuori che, dopo tanta pioggia, è arrivata la primavera. Perché perdere tempo ascoltando il già ascoltato? Ma non è tutto così. Provate a passare su "Arriverà l'aurora", con un intro caratterizzato da due voci di cantanti lirici e capirete che la solfa può cambiare e avere degli scatti di interesse che non supponevamo potesse più trovare dai tempi eroici di "Bella 'mbriana" (1982) o di "Mascalzone latino", in cui ancora, per qualche momento si avvertiva un musicista che aveva voglia di stare fuori dagli schemi.

Il problema di Pino Daniele è duplice: una voce che non lo aiuta e una chitarra che lo aiuta troppo. E' difficile trovare non dico bella, ma non tediosa a lungo andare la voce tutta di testa attuale del cantante napoletano ed è altrettanto difficile non riconoscerne la maestria chitarristica. Ma il problema, un po' come per Alex Britti, è che ne è perfettamente conscio anche lui e disposto a lasciarsi trascinare in trip di autocelebrazione. Quando la canzone sotto c'è abbiamo dei buoni risultati, quando la canzone latita ... abbiamo il classico Daniele di consumo.

"Passi d'autore" dista da "Medina" solo tre anni, ma vi sono squarci qua e là che fanno pensare a distanze interne maggiori. "Deja Vu", delicatissima introspezione. si fa ascoltare con piacere, il suono è pulito e di grande nitore, mentre nulla ho da dire sul pezzo pù sbandierato "Tango delle buena suerte" che con un invidiabile tempismo esce quando il "pibe de oro" si trova ricoverato in ospedale e in incerte condizioni di salute, perché il brano non fa parte dei primi sei affidati ai comuni mortali. Il disco ufficiale, ricordiamo uscirà solo domani e il singolo "Pigro" non sarà venduto su supporto discografico, ma solo scaricabile da Internet.

Tra gli altri ascolti per ora "rubati" Mi piace molto "Dammi una seconda vita" dall'incedere più ritmico e variato rispetto agli altri brani e interessante mi sembra anche "Bella da vivere", per quanto molto tipica nel canzoniere danieliano. Con "La nostra estate insieme" torniamo invece nel cliché più classico e su atmosfere e toni molto vicini alla mitica e originaria "Estate" di Bruno Martino. Nessuna news purtroppo della canzone su Cuba ("Isola grande"), cantata e composta, precisa Daniele da "persona di sinistra nostalgica". Interessante potrebbe essere anche "Ali di cera", scritto a quattro mani con Gianluca Podio, direttore d'orechestra e cantato a capella ma ad oggi non è dato agli umani ascoltarlo.

L'atmosfera globale del disco è comunque chitarristica, sin dal canto degli accidiosi che lo apre, fino alla conclusione. Atmosfere jazz dal forte sapore latino, sostenute dalla presenza di Peter Erskine, il compositore jazz con cui Pino Daniele collabora da anni. Da venerdì 23 aprile in vendita. Ne sapremo di più.

*** Piccola aggiunta a posteriori

Ho ascoltato i brani mancanti e devo dire che il disco, sentito nella sua intierezza, migliora molto. Sia perché i brani fuori schema, i madrigali, dicamo così, sono tre su 14 e quindi coprono una bella estensione di disco in modo convincente (a me questo Daniele piace molto più di quello pigro che si esercita su "Pigro") e poi perché anche gli altri brani si mantengono su uno standard elevato e non stanco. In particolare "Nuages sulle note", dedicata a Django Reinhardt e "Isola sulle note", la canzone dedicata a Cuba, si mantengono su standard alti o molto alti, al servizio di un suono scintillante e forse mai così curato, che però, tranne nei brani più di repertorio,m evita di diventare "di plastica". Capitolo a parte il "Tango della buona suerte", dedicato a Maradana, che, a parere mio, nasce come brano minore e, a seguito del clamore mediatico dovuto alla contemporanea uscita del disco con la malattia del campione argentino, rischia di oscurare il resto del disco. Tutto sommato un brano abbastanza sciapo e senza genialità. Che per essere dedicato a Maradona è quasi il colmo.


Pino Daniele
"Passi d'autore"

Bmg - 2004
Nei negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 16-04-2004

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