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Le BiELLE RECENSIONI
Giorgio Conte: "Il Contestorie"

Dai "Contestorie", contami una storia!
di Leon Ravasi

Giorgio Conte si diverte. E noi con lui. Un po’ meno se guardiamo il costo (22 euro), un po’ di più se consideriamo che il libretto allegato è un spasso. Sedici racconti, cinque poesie e i testi del Cd, un cd assolutamente avaro se contiamo il minutaggio (appena sopra la mezzora roba che neanche in vinile!) e contemporaneamente prodigo se valutiamo il piacere. E allora pensiamo al piacere, che in fin dei conti è estate: stagione di evasione e disimpegno. Guardate cosa combina la Lega con Sofri … Ecco, Giorgio Conte è la colonna sonora ideale per non pensare a queste miserie.

Sono storie, solo storie di provincia, ma simpatiche, raccontate con grande senso del ritmo e della melodia e con un insistito sorriso sotto il labbro baffuto, così simile a quello del fratello, ma così meno incline a vibrare di fastidio del mondo.
Giorgio Conte non è il monumento a se stesso e si sente. Le sue canzoni hanno verve, tono muscolare, calore. Sono canzoni in grado di pedalare in salita e di finire l’erta senza il fiato grosso. La signorina “Gnè Gnè”, sorta di velina in salsa artigiana, gliela invidiamo tutti, ma soprattutto gli invidiamo l’ironia che l’ha spinto a farne una canzone.

Così come ci godiamo i “cannelloni” al forno del primo brano, quando lui mangia “come un elefante”, mentre lei sta a dieta (ma come è “triste la tua dieta al ristorante”). Oppure le rime innamorate dove un “cielo color ruggine” è messo in sintonia con la “lanugine”con quel sentore di “fragola e di mandorla mentre cammini tra le nuvole” o con il “brodo di giuggiole” della strofa successiva, mentre i ritmi ricordano le marcette militari di fine ‘800.

La musica di Giorgio Conte oscilla infatti tra citazioni jazz, sottolineate da un contrabbasso “color ruggine” a sua volta, ritmi allegre da marcetta e atmosfere da canzone francese, sottolineate dell’uso della lingua di Baudelaire in ben due brani su 9 (Jean Loup at la Belle Claire e Vielle Chanson). E non c’è un momento che prevalga sugli altri o un attimo di stanchezza che faccia dire basta (e poi a stancarsi in soli 30 minuti come si fa?).

Ci sarebbero in realtà altri 8 minuti in un dischetto a parte descritto come una “Sopresa caraibica” sugli strilli di copertina, ma è nulla più che un gioco in cui Giorgio ha voluto provare a fare musica solo con le macchine e senza strumenti e rinunciando pure alle parole. Divertente la prima volta, ma la seconda già ti chiedi che lo stai ascoltandolo a fare.

Il cd principale (breve) è composto da nove brani costruiti da Giorgio Conte con la produzione artistica di Pasquale Minieri e Fausto Mesolella (chitarrista degli Avion Travel e magica chitarra anche nel “Contestorie”) che scorrono morbidi e seducenti.

“L’Angiulillo” tenta la strada di un improbabile canzone popolare napoletana e, altrettanto improbabilmente, coglie nel centro. “Come è bella la luna” ci aveva già strizzato l’occhio dai precedenti dischi di Giorgio e mantiene invariato appeal. Potrei mai infine non parlare con un sorriso anche sotto il mio baffo di “Rocco” in cui si chiede a Siffredi la ricetta della sua attività … e si conclude che “forse un pena-lista o un professionista o un cottimista” la saprà? Esilarante.

Insomma se volete ascoltare ottima musica, leggendo un bel libretto di oltre 100 pagine, illustrato dagli acquerelli notevoli di Bruno Vergano, il “Contastorie” è un prodotto da non perdere. Anche perché il disco principale, a differenza della “sorpresa caraibica”, non è fatto a macchina. E si stente.

Giorgio Conte
"Il Contestorie"

Storiedinote - 2003
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Ultimo aggiornamento: 23-07-2003

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