| Giorgio
Conte si diverte (e noi con lui)
di Giorgio Maimone
Sedici
racconti, cinque poesie e i testi del Cd. Partiamo da qui. Dal libretto
che correda l'ultima fatica discografica di Giorgio Conte. Forse
dire "fatica" è eccessivo, perché il "cacciatore-avvocato",
come si autodefinisce il fratello di Paolo Conte, ha giocato al
risparmio: 30 minuti e 39 secondi di musica per 22 euro di costo.
E' probabilmente il cd con il peggior
rapporto quantità/ prezzo attualmente sul mercato, ma se
il discorso si sposta sulla qualità, bisogna notevolmente
rivedere i parametri. Il "Contastorie", questo il titolo
dell'opera che comprende un cd normale (ma corto), un cd bonus con
due brani e le 130 pagine del libretto, è uno dei lavori
più piacevoli usciti nell'estate 2003. Con un solo problema.
Finisce subito! Trenta minuti sono un assaggio, uno stuzzichino.
Non sono un piatto forte. Una sbirciatina nel denso mondo poetico
di Giorgio Conte e già se ne viene strappati.
Considerato che ci vuole tempo per
entrare nelle immagini e nei suoni del cantautore astigiano, ma
che una volta dentro è difficile avere voglia di uscirne,
non resta altra strada che mettere e rimettere il dischetto a ripetizione.
Peraltro si può pure trascurare la "sorpresa caraibica"
annunciata anche il copertina, ossia gli 8 minuti del secondo dischetto
che constano in un puro divertissement. Due brani "fatti a
macchina", costituiti di sola musica e lallazioni: divertenti,
ma non essenziali. Di tutt'altra pasta il libretto e il cd principale.
Nove brani costruiti con la produzione
artistica di Pasquale Minieri e Fausto Mesolella (chitarrista degli
Avion Travel e appassionato del mondo di Giorgio al punto di proporsi
come produttore). Nove brani che scorrono caldi come cachemire e
altrettanto morbidi, avvolgenti, intriganti e seducenti.
Un'atmosfera da non sprecare, ma
da cui lasciarsi conquistare, a poco a poco, sorseggiando un morbido
distillato ambrato e sfogliando le pagine del libretto, che con
i 16 racconti e le 5 poesie ricreano l'ambiente da cui è
nata l'ispirazione dei singoli brani. Così si scopre, dato
inedito con un cantautore, che la signorina "Gnè gnè"
ha a che fare con la poesia "Rita", che "Cannelloni",
va messo in sottofondo quando si legge il racconto "Tartufo",
che "Vieille chanson" e il racconto "Una memorabile
notte da dimenticare" condividono "lo stesso assillo,
il medesimo tarlo, un malessere che ti pervade, un qualcosa che
insiste e che vorresti rimuovere" come scrive lo stesso Conte.
E' una dimensione diversa, un modo
alternativo di fruire musica. L'appoggio di un testo scritto, che
parla d'altro, ma che condivide il medesimo clima. Una "tripla"
dimensione se vogliamo aggiungere gli acquarelli di Bruno Vergano
che introducono in una dimensione visiva ogni racconto e poesia.
Quante volte ci siamo lamentati che i brani dei cantautori non fossero
esaustivi, non chiarissero alcuni nostri dubbi. Questa volta non
è così: tutto in piazza, in modo impudico. Guardatemi
nelle pieghe dell'anima, sembra dire Giorgio Conte, e poi ditemi
se vi va.
Giorgio
Conte
Il Contestorie
Storie di Note – 2003
Cd + libro
Nei negozi di dischi e su www.storiedinote.com
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aggiornamento: 15-09-2004 |