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Le BiELLE RECENSIONI
Enzo Jannacci : "Come gli aeroplani"

Enzo è tornato a volare!
di Giorgio Maimone

Come gli aeroplani che, prima o dopo, ritornano sempre a volare, anche Jannacci Enzo, nato a Milano il 3 giugno del 1935, ritorno ancora a volare. E ci ritorna con un cd di pura incazzatura: un disco violento, privo di sfumature, senza mediazioni e con tanta voglia di fare a cazzotti, con il mondo discografico, con Berlusconi, con chi ti incatena in un angolo e ti toglie il diritto di parlare, con i malanni dell'età, con il successo che arriva e, come una puttana, senza neanche un bacio ti lascia lì da solo.

Sono passati sei anni di silenzio, dal 1996 a fine 2001, da “I soliti accordi” (disco mediamente brutto) a “Come gli aeroplani”, (disco intenso) per Jannacci c’è stato solo pochi spazi per il ricordo.

Ora Enzo è tornato e alla grande. “Come gli aeroplani” è un disco di rabbia e solco dopo solco viene su bene, convince, perche’ questo e’ il solito Enzo Jannacci. Non ci sono novita’ sostanziali, ma si ride, ci si commuove, si pensa e ci si indigna. Soprattutto ancora ci si indigna.

Inizia con l’omaggio a se stesso, a Dario Fo e a Fabrizio De André che e’ "Via del Campo", impreziosita da una fisarmonica di sottofondo struggente suonata dal figliio; canzone quasi recitata, appena accennata, come una “Sfiorisci bel fiore” d’annata ed e’ subito ora di buttarsi nell’epico di “Come gli aeroplani”, dove gli accenni al re delle televisioni (che rima con Presidente del Consiglio) sono massicci: una persona a cui "non puzza nemmeno la merda ... curiosamente".

Poi abbiamo il valzer di "Cesare", "La brutta gente", "Sono timido" scritta a quattro mani con Renato Pozzetto, ma il momento più alto è indubbiamente "Lettera da lontano". Non è un testamento, ma un ripensamento su tutte le persone a cui si vorrebbe (e si dovrebbe spesso) scrivere una lettera: da Silvia Baraldini ("non servirà a niente ma almeno saprà che le siamo vicini"), a Vasco Rossi ("mi piace sentirgli dire che oggi è spento"), da suo figlio Paolo ("che mi ha guardato cantare come fossi io il figlio") a sua moglie ("
che non ha avuto un marito, ha avuto solo le doglie").

"Lettera a chi ha vissuto tutta la vita accompagnato solo dalla sua miseria, dalla sua dignità, dalle sue morti, dalle sue emozioni
Lettera che ha visto sparire insieme al sole, alla sua malattia, poco per volta, tutte le sue illusioni
Lettera a chi si rifiuta di accettare comici, musicanti, poeti, medicastri, cantori di canzoni
Lettera per il mio pianoforte
che è l'unico a non avermi fatto uscire con tutte le ossa rotte
"

Enzo Jannacci è tornato e vola alto, come gli aeroplani, sopra l'IDroscalo, nel cielo di Milano.

Enzo Jannacci
"L'uomo a metà"

Ala Bianca/CGD East West- 2001
Nei negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 17-10-2001

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