| Bubola
e il suo cavallo
di Giorgio Maimone
È
un buon disco? Di più. Un disco che allinea, nell'ordine:
Andrea, Franziska, Avventura a Durango, Una storia sbagliata, Fiume
Sand Creek, Hotel Supramonte (più Il cielo d'Irlanda, Doppio
lungo addio e Dove scendono le strade) non può essere un
brutto disco. Per giunta è un doppio e costa come (in realtà
poco più di) un singolo (38 mila lire). C'è l'inedito
di prammatica ("Innolento", sigla dello Slow Food) anche
in versione inglese. Ci sono i testi, c'è un libretto di
foto, l'elenco di chi suona (la Eccher band) e i collaboratori,
c'e' persino una foto di Bubola con il suo mentore Fabrizio De Andrè
e un buono da abbinare a quello che ci sara' nel terzo e quarto
album (entro la primavera 2002), per ricevere gratuitamente il cofanetto
raccoglitore dell'antologia. Cosa vogliamo di più? Suona
bene la Eccher Band? Suona bene. Canta bene Bubola? 'nzomma ...
ma ci si può accontentare.
Contrariamente a quanto scrive il Buscadero,
Bubola non ha una gran voce e svisa spesso sui toni bassi con esiti
incerti. Ma non sta qui il problema. Il problema sta in un autore,
sopravvalutato ma bravo, bravo ma sopravvalutato, che, negli ultimi
dieci anni ha fatto sette dischi (considerando il doppio) e quattro
sono di cover o riedizioni o seconde edizioni o scarti di registrazione.
Ma se nel suo sito si vanta di aver fatto oltre
200 canzoni perche' ce ne propone 50 e sempre le stesse? Sinceramente
della centesima edizione di Fiume Sand Creek (brutta, sta nel disco
elettrico, il meno riuscito) e della 95esima di Andrea avrei fatto
a meno. Anche andando a pescare nel repertorio a quattro mani con
Fabrizio De Andre' (ma qualcuno si chiede mai perche' nessun testo
di Bubola sia memorabile?) c'era da scegliere liberamente tra Rimini,
Se ti tagliassero a pezzetti, Volta la carta, Coda di Lupo, Canto
del servo pastore o la bizzarra (a me piace molto) Parlando del
naufragio della London Valour oppure le scadenti Verdi Pascoli,
Titti e Zirichiltaggia (anche queste sono di Bubola, perche' non
lo ricorda nessuno?). Usciranno nel terzo e quarto capitolo previsti
per il prossimo anno? Ma non era meglio allora tardare Andrea e
togliere Fiume Sand Creek (Andrea, almeno, e' in una bella versione).
Ci sono poi le due anime del disco da considerare:
per autodefinizione (della casa discografica, se non dello stesso
Bubola, il primo cd e' di impronta "folk, latina, tex-mex",
gradevole. Il secondo e' il disco rock ed e' invece eccessivo come
ogni disco di rock dal vivo, con Marabel proposta per la terza volta
(e non era un granche' di canzone neanche la prima volta) e un Hotel
Supramonte e un Dove scendono le strade che non tengono il ritmo
con gli originali.
Un disco da buttare quindi?
No! E' proprio qui che Bubola mi fa incazzare! Nonostante tutto
quello che gia' ho detto (e su cui concordo, come direbbe Bergonzoni
:-)) mi piace ascoltare Bubola. Nonostante pecche su pecche il disco
regge e gira bene sul lettore (meglio il primo disco del secondo,
quello tex-mex per intenderci) e Innolento e' una canzone che mi
avrebbe fatto piacere scrivere. Il problema e' che, nonostante tutto,
"Il cavaliere elettrico" resta uno dei migliori dischi
di cantautorato italiano dell'anno. C'e' poco direte voi? Beh, davanti
a lui stanno Claudio Lolli, Max Manfredi, Ivano Fossati con NOW
(il disco di sola musica), De Gregori, Carlo Fava ... ma poi c'e'
Bubola, che se si decidesse a mollare un po' il repertorio e a scrivere
canzoni nuove avrebbe forse solo da guadagnarci. E noi con lui.
Massimo
Bubola
Il cavaliere elettrico, vol. I-II
Eccher Music, 2001
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aggiornamento: 27-05-2001 |