| Lo
sguardo impietoso del ragazzo cresciuto
di Silvano Rubino
La
caramella Smog di Samuele Bersani ha conquistato i palati dei giurati
del Premio Tenco. Lo ha fatto con il suo sapore un po’ aspro,
con quel suo sfondo di amarognolo che ha fatto gridare ai critici
“laureati”: “Samuele è cresciuto, il ragazzo
è diventato grande”. Nessuno spazio alle canzoni facili,
alle favolette che gli avevano consegnato i favori del grande pubblico.
Ironia come al solito tanta, ma sempre più vicina alle sfumature
del sarcasmo, più che a quelle della benevola presa in giro.
Sì, Samuele è cresciuto e Caramella Smog è
un disco maturo, termine nel quale includiamo anche tutte le difficoltà
che sono insite in ogni processo di trasformazione.
Un
disco più aspro nelle liriche, ma anche nelle melodie, che
sembrano volontariamente rifuggere dall’orecchiabilità
più scontata. Così, al primo ascolto, quando il disco
uscì, molti restarono di stucco, qualcuno rimase deluso,
altri si fermarono lì e tornarono ai rassicuranti dischi
precedenti, quelli del giovin Bersani. Invece chi ha avuto pazienza
e voglia ha scoperto un gran bel disco, non perfetto, con qualche
caduta, ma anche con tanti momenti di musica d’autore Doc.
Lo sguardo di Samuele è impietoso e si volge
con la stessa tagliente sapienza sia sui vizi i tic, i luoghi comuni,
le assurdità della nostra società, sia su se stesso,
sulle sue ansie. Sia che, come in “Cattiva”, racconti
della ferocia televisiva che mette in scena i delitti come se fossero
spettacoli di varietà (come non pensare alle vespesche incursioni
nella villetta di Cogne, trasferita sotto forma di plastico nel
salotto tv) sia che metta ai raggi X la condizione di un figlio
di genitori separati, che a 30 anni si sente dire da sua madre “sei
uguale a quel bastardo di tuo padre” (“Salto la convivenza”).
Sia che metta alla berlina “Il destino di un vip” (“Per
fermarsi a riva con il panfilo affittato vende l’esclusiva
ad un redattore capo”) sia che si metta a nudo nelle sue insicurezza
nella vita di tutti i giorni e in amore (“Conforme alla Cee”
e “Se ti convincerai”, brano spalmato di jazz dalla
sapiente mano di Sergio Cameriere) o nelle sue paure da star, con
tanto di raucedine poco prima che il sipario si apra (“Concerto”).
Autobiografismo e satira, dunque, gli ingredienti
della caramella Smog, conditi da un linguaggio sempre colorito,
che sa dosare metafore e paradossi (come quello dei rapitori che
invece delle orecchie degli ostaggi tagliano gli aggettivi nelle
lettere ai parenti, nel brano che dà il titolo all’album).
Il tutto insaporito da una spruzzatina di duetti: il già
citato Cammariere (solo in veste di autore e di pianoforte) e un
inaspettato Fabio Concato, nell’episodio forse più
lieve di tutto il disco: Binario 3, quasi una raccomandazione che
Bersani fa a questo nuovo se stesso pensoso e critico (“Bisognerebbe
rilassare tutti i muscoli, saltare qualche virgola, buttarsi un
po’ di più”).
Se con le parole Samuele sembra aver acquistato una
capacità invidiabile, un po’ meno convince sul fronte
musicale. Sfuggendo dalla facile orecchiabilità infila anche
un paio di canzone non memorabili (“Socio di minoranza”
e “Meraviglia”) e fatica un po’ a trovare una
sua cifra stilistica personale e originale. Forse gli farebbe bene
un po’ più di “acustico”, un po’
meno batterie e chitarre elettriche. Ma è solo una sensazione,
un’idea.
Lasciamolo lavorare. Con il doppio Tenco in
tasca (oltreché l’album ha meritatamente vinto la targa
per la miglior canzone con “Cattiva”) il bravo Samuele
ha un’impegnativa patente da cantautore. Attendiamo fiduciosi.
Ne farà buon uso.
Samuele
Bersani
caramella Smog
CGD East-West, 2003
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aggiornamento: 28-10-2004 |