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Le BiELLE RECENSIONI
Massimo Bubola: "Il Cavaliere Elettrico III - Canti Scuri"

Non comprerò Re Bubola IV
di Leon Ravasi

Se cercate qualcuno che non comprerà la quarta titanica fatica dal vivo di Massimo Bubola l'avete trovato. Sono io. Ho chiuso con molta fatica l'ascolto del terzo volume della serie e sono troppo provato per rischiare un quarto episodio. Le mie casse esangui poi si lamentano moltissimo: in particolare per aver posposto l'acquisto di Banda Ionica e avere privilegiato quello del "divo Massimo". Massimo Bubola ha qualche qualità e molti difetti: il più fastidioso è la supponenza. E purtroppo questa supponenza si avverte in tutto ciò che fa: dal modo come canta, ai titoli che sceglie, alla mancanza di rispetto per il pubblico che lo spinge a pubblicare un disco dal vivo senza una riga su dove questo disco sia stato registrato, quando e con chi.

Per l'esattezza non viene presentata nemmeno la band (sul cd), se non con qualche nome su qualche foto. Nome che non si è ritenuto di dover sprecare per Michele Gazich (viola, violino, pianoforte) che è uno dei migliori strumentisti contemporanei e autore dei momenti musicalmente più validi nell'album di Bubola. Cercatene i crediti: non li troverete.

Ma c'è da stupirsi per questo? Nei lanci pubblicitari e nello strillo di copertina Bubola parla di "due" cover di De Andrè in questo disco. Poi uno si ascolta il disco e scopre nell'ordine "Rimini", "Don Raffaè" e "Se ti tagliassero a pezzetti". Soluzione dell'arcano? "Don Raffaè" non è considerata di De Andrè! Perché è: testo: Bubola-De Andrè, Musica: Pagani-De Andrè. E vabbè, transeat (ma fino a un certo punto).

Da qui passiamo al disco: "Rimini" fa venir voglia di rincorrere Bubola con un manico di scopa. Bubola "stona" Rimini. La seconda voce nel coro (quello che ripete Ri-mi-ni Ri-mi-ni) non ce la fa a stare in tono. Non chiedetemi chi sia. Ovviamente non è dato saperlo. La scelta è di prendere Rimini e farne un'altra canzone. Niente di grave. Non fosse che la nuova linea melodica ricorda altre canzoni di Bubola. Per intenderci, tutto il disco suona uguale: un'unica interminabile canzone.

"Canti scuri" perché li canta con voce bassissima, perché gli strumenti suonano sempre "sporchi" come fosse un disco low-fi e gli arrangiamenti indefiniti e ripetitivi. Dopo 6 brani tra il mediocre e l'inutile (Don Raffaè) il disco, dalla metà in poi cambia marcia. Si chetano le chitarre elettriche, si dà più spazio a mago Gazich e si innesta un'altra marcia.

Dagli interminabili 7'01" minuti di "L'usignolo" e dai 7'04" di "Don Raffaè" e i 6'32 di "Rimini" si scende ai 3'50" di "Rosso su verde" (il brano migliore del cd), ai 4'43" di "Niente passa invano" e ai 4'57" di "Piove col sole" (inedito). Ma è proprio il mood di fondo che cambia: "Niente passa invano" è una canzone intimista che racconta una semplice storia d'amore, che Bubola canta con voce finalmente normale, non impostata e che Gazich accompagna magistralmente. "Se ti tagliassero a pezzetti" è un tributo sufficientemente originale (ma forse è la bellezza intrinseca del brano).

"Rosso su verde" è una canzone sulla guerra, la prima guerra mondiale e il rosso è il sangue sul verde della divisa ("e dal grande inverno no, non si torna più"). Immagini indovinate: "Gonne al vento/luce, gerani, io ti vedo lì/ con la prima neve ai balconi/tu pensami così/mentre girano come alberi/gli anni e le stagioni/la vita che se ne va/ in un attimo, un attimo...". "Piove col sole" infine: un buon sapido rock, come Bubola ha sempre saputo scrivere.

Un disco a due facce, quindi: per metà irritante, per metà buono e anche qualcosa in più. Ma il monumento in quattro quadri continua a sembrarmi esagerato. O novità (che Bubola snocciola a fatica) o, per quanto mi riguarda, può restarsene negli scaffali a lungo. Vogliamo ricordare le ultime prove dell'infaticabile cantautore veronese? Tre dischi dal vivo, un album di canzoni antiche "dimenticate" ("Giorni dispari"), una raccolta di successi ("Amore e guerra") e solo 28 canzoni nuove negli ultimi sei anni! Troppa avarizia messer Bubola.

Massimo Bubola
Canti scuri

Eccher Music - 2001

 

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Ultimo aggiornamento: 18-04-2002

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