| Il
"Venditti" del 2000
di Leon Ravasi
A
me Sergio Cammariere non sta particolarmente simpatico. Bravo sì,
un virtuoso del piano anche, dotato di buona musicalità, ma - come
dire - la chimica non è scattata. Però è di moda,
in questo momento Cammariere "tira" e tutti si danno di gomito
dicendo: "l'ho scoperto io". Una nota rivista di musica italiana
darà la prossima copertina a Cammariere, dopo averla data a personaggi
del calibro di De Andrè, Guccini, Fossati, De Gregori, Capossela
e non averla data ad altri come Davide Van De Sfroos, Vecchioni, Mauro
Pagani, Teresa De Sio o Fiorella Mannoia. E gli amici fanno un passaparola
pressante: "devi vederlo dal vivo! È un animale da palcoscenico!
Si capisce che vive per la musica!" E via così puntesclamativeggiando.
Così non mi sono potuto sottrarre.
Cammariere
è venuto a Milano a presentare il suo disco; presentazione più
o meno riservata agli addetti ai lavori. E già mi chiedevo che
ci facessi io, ma mi avevano portato. Il concerto, concertino in realtà
per la sua brevità (poco meno di un'ora di musica, giusto il contenuto
del cd e forse neanche tutto) è andato bene. Il clima fumoso e
vagamente da night del ristorante-discoteca scelto per la presentazione
(squallido) era adatto alle atmosfere mazzate del quartetto del Camma:
lui al piano, più un contrabbasso, una tromba e una batteria (Bulgarelli,
Bosso e Ariano nell'ordine).
Qualche swingata improvvisazione come coda a un paio di canzoni, un brano
nuovo che, per fortuna, è rimasto fuori dall'album e poi uno per
uno i successi del momento: "Sorella mia", "Tempo
perduto", "Dalla pace del mare lontano", fino
alle impagabili "Cantautore piccolino", "Vita da
artista" e "Paese di goal", divertentissime se
uno le considerasse per quello che sono: parodie di canzoni. O ancora
se si potesse immaginarsele con un cantato non in italiano, ma non in
inglese che ancora ancora si può capire: in tedesco o in aramaico,
per essere ben sicuri che il senso delle parole sfugga.
Peraltro è opinione personale che il senso delle parole che canta
sfuggano anche a Cammariere perché spesso il ritmo che segue è
assolutamente staccato dal contesto che le parole raccontano. Insomma,
dopo averlo visto, i dubbi rimangono: it's only entertainment! La canzone
d'autore qui, per favore, non c'entra nulla. Cammariere è un cantante
e non un cantautore (i testi ahilui, glieli scrive Roberto Kunstler),
molto gradevole e molto bravo nel caso venga capita la giusta dimensione
di fruizione.
Che non si tentino
accostamenti arditi. Cammariere non è De Gregori: è solo
il Venditti del 2000. Quindi - avrà successo.
Sergio
Cammarriere
Dalla pace del mare lontano
Via Veneto Jazz - 2001
Nei negozi di dischi
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