| Ma
che bella musica! Arriva all'anima del mondo
di Leon Ravasi
Chissà
se Mauro Pagani si ritiene responsabile per ogni suono di bouzouki
che percorre il suolo italico? Chissà che invece non facesse
tutto parte di un "grande complotta galattico" organizzato
dai produttori di bouzouki greci (notariamente ricchissimi)? Comunque
fatto sta che da qualche tempo in qua e con ritmo in crescita, i
gruppi nuovi italiani inseriscono in formazione, più o meno
stabile, un bouzouki. Ma gli Anima Mundi fanno di più: assumono
il bouzouki, suonato molto bene da Franco Casentini, come strumento
trainante della loro proposta musicale e ci costruiscono sopra una
serie di dodici ballate di decisa personalità che costituiscono
la track list del loro debutto su cd: "Son qui" e che
fanno decisamente ben sperare per future evoluzioni.
Franco
Casentini, ex membro dei Ned
Ludd (gruppo del frusinate del versante tra il punk e il rock
irlandese, è anche l'autore di gran parte del repertorio
e l''arrangiatore dei brani (ecco da dove viene il risalto del bouzouki!).
Alterna a questo strumento il mandolino irlandese e partecipa come
tutti ai cori. Altra bella fetta del fascino degli Anima Mundi sta
nella voce di Teresa Duranti, che pure essendo
uno dei membri più giovani della formazione, ha partecipato
alla stesura di diversi testi e all'elaborazione complessiva del
progetto.
Completano
la formazione Daniela Brandi alla fisarmonica e
cori (ma ha in pratica un ruolo da seconda voce), Gianni
Bordi alla chitarra e quatro venezuelano e cori (entrambi
hanno scritto canzoni per l'album) e Giancarlo Di Giammaria,
contrabbasso e cori. Niente batteria, quindi e musica prevalentemente
acustica, ma assolutamente energetica e sufficientemente carica.
Musica etnica, ma di confine e di contaminazione, con un tentativo
di allargarsi alle aree della musica mediterranea, con escursioni
verso il jazz e la musica irlandese.
L'album,
"Son qui", si apre con le due canzoni più
forti del lotto, le coinvolgente e immediatamente memorizzabile
"Da quassù " e la più eterea
"Il sole del mattino", giocata soprattutto
sull'impasto delle voci femminili e non annoia mai, nonostante,
soprattutto verso la fine, si affaccia il dubbio che la scaletta
dei brani poteva essere tarata meglio, evitando soprattutto l'accumulo
di brani abbastanza simili nella parte finale del disco, ma sono
peccati marginali e di crescita.
La proposta
di Anima Mundi (nome che rappresenta - come spiegano loro stessi
- l'anima delle cose, come il respiro delle musiche diverse) è
ad ampio spettro e di alte e buone speranze. Non si tratta di musica
buttata lì tanto per fare, nè di brani qualunque.
C'è studio, c'è passione, c'è interesse. E
ce ne fossero tanti di debutti come questi sarebbe più facile
fare pace con la musica!
Clan
Mamace'
" Accordi e disaccordi"
Clan Mamace'- 2003
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aggiornamento: 03-03-2005 |