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Le BiELLE RECENSIONI
Les Anarchistes: "Figli di origine oscura"

di Leon Ravasi

Les Anarchistes sono un gruppo toscano (Carrara e dintorni, come ben si compete a un gruppo con tale nome!) che, a quanto mi risulti, ha fatto un solo disco: "Figli di origine oscura", con il quale hanno partecipato al Premio Ciampi e lo hanno vinto (per quel che possono valere i premi). Il disco è uno strano miscuglio di folk-jazz che parte da antiche canzoni popolari o di lotta di fine ottocento o da brani di Leo Ferrè o, ancora, da qualche produzione originale e da poesie da Blake e Shelley musicate ex novo. Tra i brani del cd c'è "Sante Caserio", che vale ben più di un brivido o la lunga suite finale che comprende (e si intitola) "O Gorizia tu sei maledetta". Il fatto si è che con gli Anarchistes può essere chiaro il punto di partenza, ma molto meno il punto d'arrivo o meglio ancora lo svoglimento.

Essendo una formazione che allinea fiati e corde, con tanto di sax e tromba, quasi sempre protagonisti, la scrittura della canzone popolare risulta assai variata nella forma rispetto all'originale, ma questa variazione la rivitalizza, la rinnova, la modifica, la modella e ne preserva intatta la bellezza. Uno splendido esperimento di come toccare, senza intaccare, il passato e farci capire che si tratti o che si possa trattare di cose ancora vive, di sentimenti, di sensazioni, di fatti che ancora ci commuovono o ci indignano o possono capitare.

L'attualizzazione è completata da un minimo (ma presente) ricorso al rumorismo e da un'animaccia rock che alberga in fondo al cuore di qualcuno. Les Anarchistes sono tanti: la formazione base è di otto persone. Marco Rovelli - cantante, Alessandro Danelli - altro cantante, Nicola Toscano - Chitarra, Booz - basso, Max Guerrero - grooves, Mirco Sabatini - batteria, Lauro Rossi - Tromba e Mauro Avanzini - sassofono. A cui si aggiungono la voce femminile di Cristina Alioto, la fisarmonica volante di Antonello Salis e altri ancora. Quindi un organico di grande dimensione e una resa dal vivo (dicono le cronache) superiore a quella su disco che pure è alta.

Però basta ascoltare la prima canzone del cd che è Bella Ciao, ma proposta come Tamorra delle mondine, per capire quanto possano essere trascinanti. E il brano, sputtanato persino da Michele Santoro, torna vivo e nuovo e pronto per essere ancora usato come inno di lotta. Ma non è il trattamento "irlandese" come quello a cui è stata sottoposta dai Modena City Ramblers (che ha fatto chiedere a un musicologo inglese, amico di Franco Fabbri: "Ma perché i gruppi di protesta italiani suonano musica irlandese?"). È un trattamento originale sulla musica che ne fa una cosa loro: ritmiche mediterranee che si innestano nel cuore di una canzone padana, voci filtrate, quasi di sfondo, suoni, rumori, vita. In mezzo altri brani tradizionali (bellissimi come "Battan l'otto" o altri meno conosciuti come "Il galeone") in cui si torna alla formula voce e chitarra, anche se non a lungo perché poi a Les Anarchistes iniziano a "prudere gli strumenti".

Nel, diciamo così, "secondo tempo" del cd (o sarebbe come dire seconda facciata del LP) il tiro cambia e vien dato spazio alle cover di Leo Ferre, tra cui quella (famosa) che dà il nome al gruppo: Les Anarchistes. Ma forse è con "Il tuo stile" che si compie l'esperimento più interessante. Canzone fedele ed infedele a un tempo, che ripropone lo spirito di Leo con le vibrazioni di oggi. Anni luce dal pur interessante disco dei Tetes de Bois ("Ferrè l'amore e la rivolta"), premiati al Tenco, ma irrimediabilmente noiosi, tanto quanto fedeli e intimiditi dal raffronto. Les Anarchistes hanno micce che stanno bruciando sotto e si sente.

Les Anarchistes
Figli di origine oscura

Autoprodotto 2002


Il CD "figli di origine oscura" de LES ANARCHISTES, con Blaine L. Reininger (Tuxedo Moon), Raiz (Almamegretta) e Antonello Salis, Premio Ciampi 2002, si dovrebbe trovare nei negozi più forniti (vedere elenco negozi sul sito www.storiedinote.com) oppure chiederlo sempre lì via internet o al sito www.lesanarchistes.com, o all'e.mail lesanarchistes@lesanarchistes.com o niktoscano@libero.it.

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Ultimo aggiornamento: 07-11-2004

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