| Il
principe canta per noi, sussurrando canzoni d'amore
di Giorgio Maimone
E'
bellissimo! Il principe e' tornato e canta per noi! E la notte diventa
magica, piena di fascino, come le donne bellissime di Venezia, che
"arrivano fin qua". Fotogrammi virati seppia, fonogrammi
dalle questure del regime, un filo nero che unisce le piccole vicende
degli ultimi gerarchi con le prime luci di "una grande giornata";
come nei romanzi di Lucarelli, ambientati anche loro a Salo'; come
e' giusto che sia, come e' normale che sia per il De Gregori innamorato
della storia (con la minuscola o con la maiuscola che sia). E in
questo caso e' proprio la storia minuscola di un cuoco che si mescola
con la Storia dell'Italia, in bivio incrociato dei piccoli e dei
grandi destini. "Anche un cuoco puo' essere utile in una bufera/
anche in mezzo a un naufragio si deve mangiare."
Gli
ingredienti sono curati: il grande cuoco prepara tutto sul tavolo
di marmo della cucina prima di mettersi al lavoro. Si sceglie le
spezie, le pentole adatte, i tempi di cottura. A volte anche 4-5
anni, per cucinare pietanze di particolare valore. Poi, quando gia'
i commensali si disperano, butta tutto in pentola, mescola gli ingredienti,
regola la fiamma e serve in tavola. Normalmente si inizia dagli
antipasti, ma questa volta, penso, abbiamo iniziato dal piatto forte.
Perche' qui, signori miei, "in una bella giornata, dalla parte
sbagliata, o si fa l'Italia o si muore". Diciamo allora che
si e' fatta l'Italia. Tuttora non mi sono stancato di servirmi ancora
e ancora e ancora di questa nuova portata: e' tutta sera che mangio
in continuazione e la fame non passa. Anzi, aumenta il desiderio
di scoprire cosa ci puo' essere dopo. Quali splendidi vini verrano
usati per essere all'altezza della prima portata? E i dolci? Come
si finira' coi dolci?
Sara' l'amore? Sara' l'amore di pomeriggio? "Qui si' fa
l'Italia o si muore/ dalla parte sbagliata/ in una grande giornata
si muore/ in una bella giornata di sole/ dalla parte sbagliata si
muore". Anche noi come "i banditi o gli americani"
vogliamo qualcosa per cena. Troppo digiuno e prima un piatto un
po' pesante, leggermente indigesto. Ma ora l'apoteosi. Il sommelier
Battiato ha stappato una grande annata (le soprano
che cantano in sottofondo "quando scendono per colazione",
la tromba, un ciuffo di suoni remoti).
Ma
non è tutto qui! Il primo disco del millennio di Francesco
De Gregori inanella una perla dopo l'altra, senza un attimo di stanchezza,
senza noia, senza cedimenti. "Sempre e per sempre / dalla stessa
parte mi troverai" ("Sempre e per sempre")
e non è solo un bello slogan :lo ritroviamo Francesco, lo
ritroviamo tutto in mezzo a solchi di diamente dove si snocciolano
uno dopo l'altro brani che diventeranno nuovi classici: "Deriva",
"L'aggettivo mitico", "Natale di seconda mano",
"Cartello alla porta", "Caldo e scuro", "L'aggettivo
mitico", fino a "Spad VII"
(che non è scritta da lui, ma da Guglielminetti e Arianti).
Ma
non finisce mica il cielo, perché, al secondo posto nella
scaletta ci sta "Canzone per l'estate" di
Fabrizio De André e Francesco De Gregori.
Ecco l'omaggio a lungo
rimandato! Ecco il pensiero per l'amico, per l'ex compagno di strada.
E lo persegue, Francesco, facendone altro da De André, dandone
una sua versione e cantando la sua propria storia di 49enne, come
Fabrizio era 45enne all'epoca della prima incisione. Un quadro,
un immagine, un urlo per chi non vuole o non può più
volare.
Il
tono di Francesco è "caldo e scuro" come le sue
canzoni, l'accompagnamento è di gran classe, ma altro non
ci si poteva aspettare da Guido Guglielminetti
(chitarre e produzione) e dai suoi bravi pards: Paolo Giovenchi
alle chitarre, Greg Cohen, già con Tom Waits, al basso e
contrabbasso acustico, Alessandro Svampa alla batteria, Alessandro
Arianti al piano e tastiere, Marco Rosini al mandolino e alla chitarra
acustica, e, dopo 25 anni dalla sua ultima apparizione, Toto Torquati
all’organo Hammond e tastiere. Di Battiato si è già
detto, Nicola Piovani, collaboratore in "Natale di seconda
mano", avrebbe potuto incidere maggiormente sul prodotto. Non
è che non lasci il segno, ma il brano resta tra quelli meno
incisivi.
Insomma,
quando un De Gregori scende in campo e lo fa con coscienza dei termini
e dei risultati che vuole ottenere, credo che non ci siano possibilità
d'equivoco: siamo di fronte a un capolavoro. Se proprio volessimo
(ma non vogliamo) stare a fare le pulci, potremmo parlare male della
copertina, dell'assenza dei testi, di "Condannato a
morte" o "Quando è qui". Ma non c'è
niente da fare: assolutamente affascinati ci lasciamo trascinare
nel gorgo da piccoli fans, quali in effetti siamo: il principe è
tornato!
Francesco
De Gregori
"Amore nel pomeriggio"
Sony - 2001
Nei negozi di dischi
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aggiornamento: 20-01-2001 |