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Tracklist
01. L'Aggettivo "Mitico"
02. Canzone per l'estate
03. Deriva
04. Spad VII S2489
05. Natale di seconda mano
06. Quando è qui
07. Condannato a morte
08. Il cuoco Di Salò
09. Cartello alla porta
10.
Caldo e scuro
11. Sempre e per sempre

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E'
bellissimo! Il principe è tornato e canta per noi! E la notte
diventa magica, piena di fascino, come le donne bellissime di Venezia,
che "arrivano fin qua". Fotogrammi virati seppia, fonogrammi
dalle questure del regime, un filo nero che unisce le piccole vicende
degli ultimi gerarchi con le prime luci di "una grande giornata";
come nei romanzi di Lucarelli, ambientati anche loro a Salò;
come è giusto che sia, come è normale che sia per
il De Gregori innamorato della storia (con la minuscola o con la
maiuscola che sia). E in questo caso è proprio la storia
minuscola di un cuoco che si mescola con la Storia dell'Italia,
in bivio incrociato dei piccoli e dei grandi destini. "Anche
un cuoco può essere utile in una bufera/ anche in mezzo a
un naufragio si deve mangiare."
Gli
ingredienti sono curati: il grande cuoco prepara tutto sul tavolo
di marmo della cucina prima di mettersi al lavoro. Si sceglie
le spezie, le pentole adatte, i tempi di cottura. A volte anche
4-5 anni, per cucinare pietanze di particolare valore. Poi, quando
gia' i commensali si disperano, butta tutto in pentola, mescola
gli ingredienti, regola la fiamma e serve in tavola. Normalmente
si inizia dagli antipasti, ma questa volta, penso, abbiamo iniziato
dal piatto forte.
Perche' qui, signori miei, "in una bella giornata, dalla
parte sbagliata, o si fa l'Italia o si muore". Diciamo
allora che si e' fatta l'Italia. Non mi sono stancato di servirmi
ancora e ancora e ancora di questa nuova portata: è tutta
sera che mangio in continuazione e la fame non passa. Anzi, aumenta
il desiderio di scoprire cosa ci puo' essere dopo. Quali splendidi
vini verrano usati per essere all'altezza della prima portata?
E i dolci? Come si finira' coi dolci?
Sara' l'amore? Sara' l'amore di pomeriggio? "Qui si fa
l'Italia o si muore/ dalla parte sbagliata/ in una grande giornata
si muore/ in una bella giornata di sole/ dalla parte sbagliata
si muore". Anche noi come "i banditi o gli
americani" vogliamo qualcosa per cena. Troppo digiuno
e prima un piatto un po' pesante, leggermente indigesto. Ma ora
l'apoteosi. Il sommelier Battiato ha stappato
una grande annata (le soprano che cantano in sottofondo "quando
scendono per colazione", la tromba, un ciuffo di suoni
remoti).
Ma
non è tutto qui! Il primo disco del millennio di Francesco
De Gregori inanella una perla dopo l'altra, senza un attimo di
stanchezza, senza noia, senza cedimenti. "Sempre e per
sempre / dalla stessa parte mi troverai" ("Sempre
e per sempre")
e non è solo un bello slogan: lo ritroviamo Francesco,
lo ritroviamo tutto in mezzo a solchi di diamante dove si snocciolano
uno dopo l'altro brani che diventeranno nuovi classici: "Deriva",
"L'aggettivo mitico", "Natale di seconda mano",
"Cartello alla porta", "Caldo e scuro", "L'aggettivo
mitico", fino a "Spad VII"
(che non è scritta da lui, ma da Guglielminetti e Arianti).
Ma
non finisce mica il cielo, perché, al secondo posto nella
scaletta ci sta "Canzone per l'estate" di
Fabrizio De André e Francesco De Gregori.
Ecco l'omaggio a lungo
rimandato! Ecco il pensiero per l'amico, per l'ex compagno di
strada. E lo persegue, Francesco, facendone altro da De André,
dandone una sua versione e cantando la sua propria storia di 49enne,
come Fabrizio era 45enne all'epoca della prima incisione. Un quadro,
un immagine, un urlo per chi non vuole o non può più
volare.
Il
tono di Francesco è "caldo e scuro" come le sue
canzoni, l'accompagnamento è di gran classe, ma altro non
ci si poteva aspettare da Guido Guglielminetti
(chitarre e produzione) e dai suoi bravi pards: Paolo Giovenchi
alle chitarre, Greg Cohen, già con Tom Waits, al basso
e contrabbasso acustico, Alessandro Svampa alla batteria, Alessandro
Arianti al piano e tastiere, Marco Rosini al mandolino e alla
chitarra acustica, e, dopo 25 anni dalla sua ultima apparizione,
Toto Torquati all’organo Hammond e tastiere. Di Battiato
si è già detto, Nicola Piovani, collaboratore in
"Natale di seconda mano",
avrebbe potuto incidere maggiormente sul prodotto. Non è
che non lasci il segno, ma il brano resta tra quelli meno incisivi.
Insomma,
quando un De Gregori scende in campo e lo fa con coscienza dei
termini e dei risultati che vuole ottenere, credo che non ci siano
possibilità d'equivoco: siamo di fronte a un capolavoro.
Se proprio volessimo (ma non vogliamo) stare a fare le pulci,
potremmo parlare male della copertina, dell'assenza dei testi,
di "Condannato a morte" o "Quando è
qui". Ma non c'è niente da fare: assolutamente
affascinati ci lasciamo trascinare nel gorgo da piccoli fans,
quali in effetti siamo: il principe è tornato!
Francesco
De Gregori
"Amore nel pomeriggio"
Sony - 19 gennaio 2001
Nei negozi di dischi