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Le BiELLE RECENSIONI
Francesco De Gregori: "Amore nel pomeriggio"

Il principe canta per noi, sussurrando canzoni d'amore
di Giorgio Maimone

E' bellissimo! Il principe e' tornato e canta per noi! E la notte diventa magica, piena di fascino, come le donne bellissime di Venezia, che "arrivano fin qua". Fotogrammi virati seppia, fonogrammi dalle questure del regime, un filo nero che unisce le piccole vicende degli ultimi gerarchi con le prime luci di "una grande giornata"; come nei romanzi di Lucarelli, ambientati anche loro a Salo'; come e' giusto che sia, come e' normale che sia per il De Gregori innamorato della storia (con la minuscola o con la maiuscola che sia). E in questo caso e' proprio la storia minuscola di un cuoco che si mescola con la Storia dell'Italia, in bivio incrociato dei piccoli e dei grandi destini. "Anche un cuoco puo' essere utile in una bufera/ anche in mezzo a un naufragio si deve mangiare."

Gli ingredienti sono curati: il grande cuoco prepara tutto sul tavolo di marmo della cucina prima di mettersi al lavoro. Si sceglie le spezie, le pentole adatte, i tempi di cottura. A volte anche 4-5 anni, per cucinare pietanze di particolare valore. Poi, quando gia' i commensali si disperano, butta tutto in pentola, mescola gli ingredienti, regola la fiamma e serve in tavola. Normalmente si inizia dagli antipasti, ma questa volta, penso, abbiamo iniziato dal piatto forte.

Perche' qui, signori miei, "in una bella giornata, dalla parte sbagliata, o si fa l'Italia o si muore". Diciamo allora che si e' fatta l'Italia. Tuttora non mi sono stancato di servirmi ancora e ancora e ancora di questa nuova portata: e' tutta sera che mangio in continuazione e la fame non passa. Anzi, aumenta il desiderio di scoprire cosa ci puo' essere dopo. Quali splendidi vini verrano usati per essere all'altezza della prima portata? E i dolci? Come si finira' coi dolci?

Sara' l'amore? Sara' l'amore di pomeriggio? "Qui si' fa l'Italia o si muore/ dalla parte sbagliata/ in una grande giornata si muore/ in una bella giornata di sole/ dalla parte sbagliata si muore". Anche noi come "i banditi o gli americani" vogliamo qualcosa per cena. Troppo digiuno e prima un piatto un po' pesante, leggermente indigesto. Ma ora l'apoteosi. Il sommelier Battiato ha stappato una grande annata (le soprano che cantano in sottofondo "quando scendono per colazione", la tromba, un ciuffo di suoni remoti).

Ma non è tutto qui! Il primo disco del millennio di Francesco De Gregori inanella una perla dopo l'altra, senza un attimo di stanchezza, senza noia, senza cedimenti. "Sempre e per sempre / dalla stessa parte mi troverai" ("Sempre e per sempre") e non è solo un bello slogan :lo ritroviamo Francesco, lo ritroviamo tutto in mezzo a solchi di diamente dove si snocciolano uno dopo l'altro brani che diventeranno nuovi classici: "Deriva", "L'aggettivo mitico", "Natale di seconda mano", "Cartello alla porta", "Caldo e scuro", "L'aggettivo mitico", fino a "Spad VII" (che non è scritta da lui, ma da Guglielminetti e Arianti).

Ma non finisce mica il cielo, perché, al secondo posto nella scaletta ci sta "Canzone per l'estate" di Fabrizio De André e Francesco De Gregori. Ecco l'omaggio a lungo rimandato! Ecco il pensiero per l'amico, per l'ex compagno di strada. E lo persegue, Francesco, facendone altro da De André, dandone una sua versione e cantando la sua propria storia di 49enne, come Fabrizio era 45enne all'epoca della prima incisione. Un quadro, un immagine, un urlo per chi non vuole o non può più volare.

Il tono di Francesco è "caldo e scuro" come le sue canzoni, l'accompagnamento è di gran classe, ma altro non ci si poteva aspettare da Guido Guglielminetti (chitarre e produzione) e dai suoi bravi pards: Paolo Giovenchi alle chitarre, Greg Cohen, già con Tom Waits, al basso e contrabbasso acustico, Alessandro Svampa alla batteria, Alessandro Arianti al piano e tastiere, Marco Rosini al mandolino e alla chitarra acustica, e, dopo 25 anni dalla sua ultima apparizione, Toto Torquati all’organo Hammond e tastiere. Di Battiato si è già detto, Nicola Piovani, collaboratore in "Natale di seconda mano", avrebbe potuto incidere maggiormente sul prodotto. Non è che non lasci il segno, ma il brano resta tra quelli meno incisivi.

Insomma, quando un De Gregori scende in campo e lo fa con coscienza dei termini e dei risultati che vuole ottenere, credo che non ci siano possibilità d'equivoco: siamo di fronte a un capolavoro. Se proprio volessimo (ma non vogliamo) stare a fare le pulci, potremmo parlare male della copertina, dell'assenza dei testi, di "Condannato a morte" o "Quando è qui". Ma non c'è niente da fare: assolutamente affascinati ci lasciamo trascinare nel gorgo da piccoli fans, quali in effetti siamo: il principe è tornato!


Francesco De Gregori
"Amore nel pomeriggio"

Sony - 2001
Nei negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 20-01-2001

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