| Genova
sbaglia tributo
di Leon Ravasi & Red
L'idea
poteva anche essere buona: un cd, anzi doppio, dedicato da Genova,
madrina e matrigna, a Fabrizio De André. Si tratta della
registrazione di un concerto che si e' tenuto a Genova il 21.6.1999
e tenuto da artisti in gran parte locali. Forse il primo tributo
fatto "in morte a De André". L'idea, si diceva,
perché la realizzazione è un'altra cosa. Tradotto
in estrema sintesi il discorso si può riassumere così:
a) è bello che Genova canti De André, b) non basta
essere di Genova per potere cantare De André. E così
ci troviamo di fronte a questo doppio cd dal vivo, che peraltro
credo sia ora introvabile e quindi, nel suo genere, una chicca per
collezionisti, che allinea qualche buon pezzo e molti tentativi
velleitari. Più alcune bufale messe in loco per saggiare
la nostra umana resistenza (o desistenza).
E iniziamo quindi a discriminare fior da fiore e carciofo da carciofo.
Tra i fiori indubbiamente Max Manfredi che rende
una versione da suo pari di "Parlando del naufragio
della London Valour", una canzone che già nel
suo nascere sghemba, dalle penne ubriache di De André e De
Gregori, sembrava intonata alle corde del giovane Max, quello di
"via G.Byron, poeta" o de "L'uomo del tango",
oppure di quel "bel pugno nelle balle", come lo definisce
lui di "I segni della fine". Sotto il trattamento di Max,
la quota di squadrellamento raggiungibile dalla canzone sale a quote
vertiginose. Proprio in questo sta il suo precipuo interesse.
Ma vediamo subito un bel "carciofo": abbiamo l'imbarazzo
della scelta tra Claudio Lugo che violenta "Jamin-a",
anziché accomodarsi tra le sue cosce accoglienti oppure le
"Legere" che trucidano, bontà loro, a colpi di
rock "Andrea", subito dopo una versione
decente della stessa canzone da parte dei Suonatori delle
quattro provincie, o ancora la noiosa Geordie
di Danila Satragno.
Si salva con il mestiere Armando Corsi alle prese
con "La canzone di Marinella" e sono,
come quasi sempre, bravi quelli della Rosa Tatuata alle
prese con "Maria nella bottega del falegname",
assieme a Paolo Bonfanti. Dagli Altera
(con Franz di Cioccio) in "Amico Fragile"
mi sarei aspettato di più. Pollice verso per i Blindosbarra.
Ma Red, che leggiamo qua sotto, la pensa diversamente su alcuni
brani.
Per Faber, mi sono detto, val bene un sacrificio, ed ho rinunciato
ad alcuni deliziosi whisky per comprare entrambi. E questo mi da
l'occasione per fare per una volta un intervento IT (che va bene
sia nell'italico verbo che nella lingua d'Albione). Naturalmente
chi vuole conservare il "fattore sorpresa" puo' evitare
di continuare a leggere questa mia, fermo restando che, credo soprattutto
per il disco, i giudizi possono variare molto da persona a persona
(o da persona a non-persona).
Da Aia de respia'
mi aspettavo un po' di piu'. Chiariamoci, due cd a 29000 non si
trovano tutti i giorni, e visto che l'album e' prodotto da una piccolissima
casa discografica, l'acquisto sarebbe da consigliare comunque, visto
che e' comunque un omaggio al nostro De Andre'. Poi il giudizio
puo' variare, a Leon e Carlotta, per esempio, da quello che ho capito,
e' piaciuto piu' che a me.
Dal mio punto di vista, soprattutto nel secondo cd, ho trovato le
versioni dei brani di Faber eccessivamente alterate; mi va bene
l'interpretazione personale (la sua voce non si copia, c'e' poco
da fare), ma vocalizzare "Geordie" come
fosse un coro tirolese (la Satragno ha una bella
voce, ma la usa male), recitare freddamente hotel supramonte invece
di cantarlo, suonare "Amico fragile" come
se fosse una canzone dei Deep Purple e miagolare jamin-a (senza
il titolo sul disco non avrei forse nemmeno capito che canzone era)
hanno sciupato quella che poteva essere un'ottima opera. "Canti
randagi", per chi ce l'ha, e' a mio avviso di un altro
pianeta, anche se il dialetto aiutava sicuramente gli interpreti
a non confrontarsi piu' di tanto con l'autore.
Ci sono comunque anche cose buone e molto buone. I Blindosbarra
non sfigurano in "Anime salve", "Maria
nella bottega del falegname" e' ottima (bravi quelli
della Rosa Tatuata), Marinella
e' fatta simil-Mina ma non c'e' male, Max Manfredi
ha una bella voce ...ma proprio Il naufragio della London
Valour doveva andarsi a prendere? (non che non mi piaccia
il brano, anzi, ma e' TROPPO da voce di Fabrizio).
Insomma, giudicate voi, io, in fondo, vi consiglio di prenderlo.
(Red dalla mailing list di Fabrizio De André - 24 gennaio
2000)
AAVV
"Aia da Respià - Genova canta De André"
Comune di Genova - 2000
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aggiornamento: 15-10-2005 |