| Quando
l'eleganza si fa musica (e packaging!)
di Leon Ravasi
Eleganza.
È questa la prima parola che viene in mente. Eleganza perseguita
con coerenza e come vero intento. Lo si nota dalla grafica del disco,
dal packaging (dio, che termine orribile!) dalla confezione, in
plastica morbida blu, semi trasparente e tenuta insieme solo da
angoli ripiegati, come un origami, che contiene un raffinato libretto,
coi testi e i crediti e corredato da sofisticate fotografie ed immagini.
Il sito, poi (www.acustimantico.it)
e un capolavoro di design. Forse non immediatamente percepibile
e utilizzabile, ma di sicuro ricercato.
E
la stessa ricercatezza ed eleganze pervade i solchi del cd, i testi
scelti, le parole selezionate con intenzione. Acustimantico non
è un progetto ruspante, non è musica popolare, non
è nemmeno un disco facile. È un bel disco. E questo
ci può bastare. Almeno in parte. Ne saremmo ancora più
soddisfatti non avessimo sentito il disco precedente, intitolato
solo “Acustimantico”. ma noto come
"Il disco nero" che percorre strade ancora
più ricercate e d'atmosfera.
“La
bella stagione” ogni tanto inciampa nella sua perfezione,
in un eccesso di rarefazione, in “modo” più che
in sostanza. Ma, intendiamoci, sono difetti marginali: proprio a
voler andarseli a cercare i difetti. Perché basterebbe lasciare
scorrere i brani (undici) e lasciarsi prendere man mano dalla malia
della voce fascinosa di Raffaella Misiti, uno dei
punti di forza della formazione, o dai ricami chitarristici di Stefano
Scatozza, dai fiati misurati e sempre presenti di Marcello
Duranti o dal ritmo mansueto indotto dalla parte per così
dire pulsante dell’ensemble (Massimiliano Natale
alle percussioni e Paolo Graziani al contrabbasso).
Un fascino
particolare poi hanno i testi, che sono scritti dal sesto membro
non effettivo del gruppo: Danilo Selvaggi. Ottimi
testi poetici, piacevoli anche alla sola lettura e ben inseriti
nella cornice sonora che il gruppo prepara e che la voce di Raffaella
declina con grazia. Se può sembrare dalla descrizione che
ne esca un disco languido e un po’ estenuato, basterebbe l’ascolto
dei primi due brani per fugare i dubbi. “Lotta di
classe e d’amore” è uno dei gioielli
del disco, dalla ritmica vagamente bregoviciana (“L’amor
mio non muore/ contiene desiderio/ aria di rivoluzione/ è
fonte degli amanti/ è un eccezione o solo uno come tanti”).
E anche
“Radio” è incalzante, con piccoli interventi
noise (molto molto delicati) e testo e cantato incalzanti. Più
difficile, se vogliamo, identificate Acustimantico con un solo genere
musicale: musica popolare? Non più di tanto. Jazz? Qualche
riferimento. Musica etnica? Sì, per la scelta degli strumenti
(tabla, bouzouki, ciaramelle, djembè) e per echi che qua
e là riaffiorano. Ogni tanto sembra di ritrovarci echi dei
lavori di ricerca del John Renbourn di “Enchanted Garden”
o “A maid in Bedlam”.
Musica d’autore
senz’altro. A tutto tondo. Un solo pezzo di cui non capisco
il significato: “Lasciami finire, Dimitri”,
tratto e ispirato dal Dottor Stranamore di Kubrick.
Ma non so se vuole essere una citazione da cinofilo, una preoccupazione
per le risorgenti tentazione stranoamoresche del più stupido
dei Bush o una semplice capriola per divertire e stupire. Tutto
sommato un brano che salto regolarmente (può essere curioso
un primo ascolto, ma mancano i motivi per ascoltarlo ancora). Gli
Acustimantico sono comunque una bellissima realtà (si autodefiniscono
“ensemble post-acustico” che mi sembra rappresenti bene
l’offerta), attiva nell’area romana che propone musica
impregnata di elementi mediterranei nel tentativo di creare legami
tra musica, suono e narrazione letteraria, al di là delle
barriere stilistiche e culturali nella ricerca di un linguaggio
artistico comune che oltrepassi tutte le barriere. Compito impegnativo.
Si cammina sul filo e il manierismo è la rete di salvataggio
su cui cadere. Speriamo che Acustimantico riesca a continuare il
suo cammino sul filo e a disegnare geometrie aeree in cui coinvolgerci.
Ps: Dimenticavo.
Come al solito i dischi di Acustimantico si fa fatica a trovarli
fuori da Roma. Dovete richiederli a loro: acustimantico@yahoo.it.
Non perdetevi il loro primo cd, quello con “Fiori
di Loto” (”per non dirti che tu sei il
rimedio e il dolore”)!
Acustimantico
"La bella stagione"
Autoprodotto - 2002
In pochi negozi di dischi o richiedendolo
a loro
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aggiornamento: 22-09-2002 |