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Le BiELLE RECENSIONI
Acquaforte: "Da un posto lontano"

In Toscana spira una buona aria: da Livorno segnali interessanti
di Giorgio Maimone

Non sono affatto male gli Acquaforte! Che dalla Toscana stia passando qualche “gumbo” favoloso nell’aria che trasforma i suonatori in abili cesellatori di melodie e di testi? Dopo i Del Sangre di Firenze, ecco gli “Acquaforte” di Livorno, a loro volta al debutto, sostanzialmente autoprodotto, ma non di primissimo pelo come esperienze musicali. La loro storia affonda fino al 1996 in formazioni varie, prima di dare luogo alla formazione attuale nel 2000. Nascono come band di cover di cantautori italiani, ibridati in salsa tra jazz e funk. Già un’ipotesi interessante, ma ancora di più lo è l’evoluzione subita. Testi e musiche d’autore in proprio e un crogiuolo musicale che suggerische echi jazz, latino-americani e persino balcanici.

Ma il tutto, che potrebbe essere anche troppo, è gestito in punta di dita da musicisti che sanno il fatto loro, organizzati da Marco del Giudice, chitarrista e autore di tutti brani. Per cui il clima balcanico, strasentito in questi ultimi tempi, fino al limite della nausea, è solo ricordato in alcuni passaggi che sanno di Vinicio Capossela, mentre in altri brani c’è più un sentore di Fossati e altrove riaffiorano Paolo Conte o Fabrizio De Andrè, ma sempre con grande delicatezza.

I testi, che purtroppo non si trovano nemmeno sul sito (www.acquaforte.net) sono di buona qualità complessiva, anche se la lettura faciliterebbe la comprensione. Le tematiche sono storie quotidiane di vita e solo ogni tanto sembrano sfiorare la facilità della canzone pop (“Filastrocca” che però dichiara il gioco già nel titolo).

Sul sito Marco del Giudice introduce così il disco: “"La vita è un viaggio, la musica pure, si scrive, si arrangia, si suona, ma il momento magico, quello veramente più bello, è l'attimo in cui nella testa ti rimbalza l'idea, la scintilla, tutto è chiaro tutto torna, hai il soggetto per scrivere la storia, la musica e l'arrangiamento e già te l’immagini come deve essere il brano, a questo punto prendi la chitarra, il foglio e la penna e cominci, mano a mano l'idea base prende piede, "ho già tracciato sul pavimento .... “ - bella storia, mi dico, parlo di Vaschino l'ometto che nella mia infanzia ho incrociato spesso per le vie di Livorno, tracciava per terra una riga col gesso e poi ci saltava sopra giocando a fare l'equilibrista. Però, a pensarci bene, anche io faccio l'equilibrista ogni giorno, lavoro, famiglia, amore, problemi, musica, giorni belli e brutti, parlo di Vaschino per non parlare di me o forse sto parlando di me usando Vaschino? Mi sa tanto che è così!” Bella consapevolezza.

Gli Acquaforte sono in 5: Federico Botti, voce (l’unico non di Livorno; è di Piombino); Marco del Giudice, chitarra (autore dei testi e delle musiche); Matteo Fusaro, piano; Nino Pellegrini, contrabbasso; David Domilici, percussioni e Riccardo Neri, batteria.. Non una formazione da Big Band, ma sufficiente per garantire un tappeto armonico senza strappi, compatto e consistente, in un disco senza vistosi cedimenti.

Fatte le debite proporzioni, la proposta degli Acquaforte ricorda quella iniziale dei Sulutumana in “Danza”, quando la profonda conoscenza della musica d’autore italiana rendeva facile trovare nei vari pezzi passaggi di autori conosciuti, senza che la proposta musicale sembrasse mai derivativa. Sul sito tutti i brani sono ascoltabili in brevi estratti ed alcuni scaricabili. Parola di Bielle: conviene farci un passaggio. “Ahi que ariba (questa luna del Messico” e “Mani” le mie preferite.

Acquaforte
Da un posto lontano

Autoprodotto - 2004
Sul sito

 

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Ultimo aggiornamento: 29-03-2004

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