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Le BiELLE RECENSIONI
Yo Yo Mundi: "54"

E' un libro, ma suona e sembra un film.
Dovete solo aggiungere le immagini
di Leon Ravasi

Mi è capitato una sola volta di andare al cinema, vedere un film tratto da un libro e, successivamente comprarmi il libro: si trattava de “Un bicchiere di rabbia” di Aluzio Abranches. Non mi era mai successo di comprarmi un libro dopo aver sentito un disco. Questa è la prima volta. Gli Yo Yo Mundi hanno portato a segno un altro colpo dei loro, sonorizzando e traducendo in disco “54” degli Wu Ming (nome collettivo di 5 autori bolognesi, costola del remoto Luther Blisset). Il risultato è sconvolgente. Siamo di fronte a una nuova forma d’arte, una sorta di radiodramma sonoro di grande impatto, dove le musiche degli Yo Yo Mundi impregnano l’atmosfera in modo fascinoso, morbido e avvolgente mentre le voci degli attori Giuseppe Cederna, Marco Baliani e Fabrizio Pagella e del cantante dei 24 Grana, Francesco di Bella, qui in veste di fine dicitore napoletano, disegnano le trame e i racconti estratti dal libro. L’insieme è di grande suggestione.

Ora la domanda che mi si pone è: sono geniali loro o il libro era già così bello e pronto all’uso che bastavano solo pochi tocchi di musica per arrivare a segno? Da qui la necessità di comprarsi il libro. Ma la domanda è ancora una volta retorica. Gli Yo Yo Mundi avevano già dimostrato con la sonorizzazione di “Sciopero”, il film di Sergej Ejzenstejn cosa sono in grado di fare. E la maestria in questo caso è accentuata dalla relativa libertà di cui hanno goduto (meno vincolante un libro di un film, anche perché si lavora per piccoli estratti).

“54” deve il suo nome all’anno 1954, che è il periodo in cui si svolge la vicenda, una vicenda corale, a più voci, frantumata in diversi episodi: si passa da Cary Grant (“Il sopracciglio inarcato di Cary Grant”) fino a Kruscev, fino all’arrivo della televisione in Italia (appunto nel ’54). Un romanzo strutturato e difficile da affrontare … a meno che gli stessi autori non arrivino a darti una mano. E così è stato Yo Yo Mundi e Wu Ming hanno lavorato insieme, ognuno per le proprie competenze, a selezionare il materiale, a rimontarlo in 21 quadri.

Ventuno tracce sul lettore cd per un totale di 1 ora e 3 minuti di suoni e parole, che solo in alcuni casi diventano canzoni : “Non c’è nessun dopoguerra”, la finale “Tema di 54, i sogni di oggi, i sogni di ieri”, “Napoletania”.

Il cd è registrato tutto il presa diretta ed esiste uno spettacolo omonimo e pare che sia di grande resa scenica, stando ai fortunati che l’hanno potuto vedere. Nello spettacolo il materiale sonoro è proposto, corredato con i lavori fotografici selezionati da Dario Berveglieri, fotografo ferrarese recentemente scomparso a soli 43 anni e a cui il disco è stato dedicato. Foto di grande valore, dei bianco e neri senza tempo, aureolati o sfumati che corredano il ricco libretto del cd e commentano il procedere dei brani. Tutte foto raccolte e selezionate da Berveglieri, tranne una: i personaggi raffigurati sono la mamma e il papà di Paolo archetti Maestri in un’immagine del 1954.

La cosa strana è che si tratta di un disco quasi interamente senza canzoni, solo musica e testi recitati e ciononostante la voglia di continuare ad ascoltarlo è tanta. Dal punto di vista musicale è molto Yo Yo Mundi che, vale la pena di ricordare sono (e suonano) Paolo Enrico Archetti Maestri (chitarra e voce), Eugenio Merito (batteria), Fabio Martino (fisarmonica, pianoforte, programmazioni), Andrea Cavalieri (basso, contrabbasso, voce) e Fabrizio barale (chitarre).

Vale a dire piacevoli musiche suadenti e malinconiche che a volte hanno degli scarti laterali (sghembi, a loro dire sarebbero i percorsi della musica) sorprendenti, ma più che nei salti il fascino sta nella grana sottile della tessitura che rivela capacità e ambizioni più complesse. E’ sottilmente imbibente la musica degli Yo Yo Mundi, come la nebbia alla mattina presto sulle strade bianche di campagna. Non te ne accorgi neanche durante il cammino, ma quando arrivi a destinazione sei fradicio dentro.

E mi sembra un ottimo risultato, forse il miglior risultato che si possa ottenere con un cd. Se poi aggiungiamo ancora che costa solo 8 euro, perché è un cd del Manifesto, che si farà fatica a trovarlo, perché la distribuzione procede abbastanza a singhiozzo, che si farà fatica anche a vedere lo spettacolo perché uno spettacolo costa e non si trova quasi nessuno che voglia assumersi il carico e il rischio, e che poi, essendo una cosa bella, non si può sperare negli aiuti degli enti locali o statali, non resta che comprare il cd e ascoltarselo nel pomeriggio tardi di questi giorni che tirano allo sfumare dell’inverno immaginandosi i personaggi e le situazioni: Angela e Pierre che ballano leggeri sul ritmo del valzer a loro dedicato, Ettore che grida “Stella rossa vince”, Bao Dao che riflette sul modo imperiale di accettare una sconfitta e poi Bottone, Odoacre, gli altri del bar Aurora e perfino “Totore a’ maronna”. E’ come un film. Solo che le immagini dovete metterle voi. Un bello sforzo per un epoca asfittica!


Yo Yo Mundi
"54"

Materiali Musicali - I Cd del manifesto - 2004
Nei negozi di dischi (se ne parla in rete qui e qui)

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Ultimo aggiornamento: 15-03-2004

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