| Ovvero
come mettere a frutto gli insegnamenti dei maestri
di Carlotta Baruzzi
Mercanti
di liquore: "La musica dei poveri". Ovvero le piccole
band crescono.
Che avevano stoffa lo si sapeva, li avevamo ascoltati nelle loro
appassionate cover di De Andrè, una su tutte la coinvolgente
cavalcata di Geordie, poi nelle loro sperimentazioni elettriche
con gli Zoo e ancora nei loro primi pezzi da autori.
Ora sono usciti con un CD tutto loro: 14 pezzi ricchi di atmosfera
e anche di personalità. I mercanti se lo sono inventato,
suonato, registrato, e prodotto. Gli echi deandreiani si sentono
eccome, ma nel modo giusto, quello che ha senso, quello che prende
gli insegnamenti del maestro, li elabora, e ne costruisce qualcosa
di proprio.
Si
viaggia dalla ballata "tradizionale" a pezzi più
ritmati, con incursioni nel dialettale e nel tradizionale. E allora
via, tutti sull'Apecar, "la nostra risposta alla Vespa dei
Lunapop", come l'ha definita recentemente Lorenzo Monguzzi
ad un concerto, storia di un robivecchi che gira le contrade raccattando
cartoni dalla spazzatura e che un giorno trova un neonato in un
cassonetto e decide di tenerselo, come dono personale fattogli della
sua amica immondizia.
Si
sfuma poi in Lombardia, dolce racconto ricco di immagini dedicata
alla loro terra vista nel bene e nel male, ma vista soprattutto
con amore. E poi via, si snocciolano le altre canzoni, spaziando
tra argomenti diversi, ma sempre con la finalità di raccontare
storie di persone. Persone che appartengono alla categoria dei perdenti
cara a De André.
E
ognuno
parlando di sé parla del mondo, o almeno della sua visione
del mondo, capace di opporre all’arroganza dei più
forti la propria orgogliosa disobbedienza.
Così
oltre la già citata Apecar, abbiamo ad esmpio un uomo che
uccidendo il suo rivale, un gan farabutto, diventa un eroe, ma non
vuol essere chiamato tale, perché quel che ha fatto l'ha
fattosolamente per motivi suoi. E ancora la splendida "Cecco
il mugnaio", altra ballata di derivazione deandreiana, atto
d'amore-omaggio al maestro. Scritta nello stile di Fabrizio, tocca
temi da lui toccati: la diserzione, "la disobbedienza alla
fame, alla sete, al dolore e persino alla morte". Curatissimo
l'arrangiamento con i violini a sottolineare la voce calda di Lorenzo.
E
via via le altre, dal brigante al vigliacco agli zingari fino ad
arrivare alla rivisitazione della tradizionale "Viva la rosa",
eseguita dal trio classico di chitarre e fisarmonica, che conclude
la parte dei Mercanti ma lascia uno spazio finale alla bravissima
Mariangela Pastanella, alla sua voce da soprano e alla sua chitarra
classica per una suggestiva conclusione di "Lacrime amare".
Molto attenti gli arrangiamenti: insieme al classico trio di chitarre
e fisarmonica, nel Cd compare una marea di altri strumenti, dal
trombone alle percussioni, dal basso elettrico al violino che creano
un tessuto musicale ricco e intenso. L'atmosfera è coinvolgente
e accattivante e non solo vi si legge la voglia di comunicare emozioni
personali, ma anche e soprattutto cura, ricerca e voglia di crescere.
Se
le musiche sono ricche e ricercate, come nel clima vagamente balcanico
de "Il viaggiatore", i testi sono colmi di immagini significative
e simboliche " Il viaggiatore viaggia solo/e non lo fa per
tornarecontento/ lui viaggia perché di mestiere ha scelto
il mestiere del vento".
Il CD, curatissimo, edizione in digipack corredata di libretto dei
testi si trova in lombardia in alcuni negozi di dischi, on-line
sul sito www.mercantidiliquore.com o ancora, e questa per chi può
è l'opzione caldamente consigliata, si può
acquistare ai concerti che, se non hanno forse la ricchezza di arrangiamenti
presente nel disco stesso, trasmettono in cambio una carica umana
notevole e la sembre rassicurante impressione che sì, ci
sono ancora persone che credono in quello che fanno.
Mercanti
di liquore
La musica dei poveri
Autoprodotto - 2002
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aggiornamento: 01-04-2004 |