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Le BiELLE RECENSIONI
 
Nanni Svampa: "Donne, gorilla, fantasmi e lill - Omaggio italiano a Georges Brassens"

Un disco "rotondo"
di Lucia Carenini

Correva l'anno 1964, gli americani lanciavano le sonde Gemini 1 e Mariner 3 e il razzo Saturn 1. Nanni Svampa, invece, lanciava il 33 giri "Nanni Svampa canta Brassens", lavoro che raccoglieva una selezione di brani dello chansonnier francese tradotti in milanese.
Sono passati quarant'anni esatti e Svampa ci riprova. Questa volta in italiano. "Donne, gorilla, fantasmi e lillà" è il frutto di un lavoro durato dieci anni e, secondo le parole dello stesso Svampa, vuole essere "un tentativo di non limitarsi ad una traduzione letterale, ma di scrivere delle liriche che siano ad un tempo fedeli alla stesura originale e credibili nel contesto storico attuale".


In effetti non è la prima volta che Svampa propone Brassens in italiano. Già nel 1977 aveva pubblicato per la durium una raccolta di brani dell'autore francese tradotti in italiano. Però probabilmente - e diciamo probabilmente perché non abbiamo avuto l'opportunità di ascoltare questo disco - si trattava di versioni tradotte da altri. Questa volta Svampa ha voluto cimentarsi in prima persona con la traduzione in italiano, convinto anche che "il rigore della nostra lingua permette di rimanere più fedeli alle versioni originali”.

Ma non basta, nell'ambito della sua ricerca sulle forme della canzone, Svampa ha voluto rendere omaggio non solo a colui che gli ha fatto capire "come avrebbe voluto essere se avesse fatto il cantautore", ma anche ad altri autori che hanno contribuito a divulgare la sua opera. E allora ecco che a fianco delle sue traduzioni compaiono anche testi di Médail, Amodei e soprattutto di Fabrizio de André.

Così apriamo la bella confezione in digipack, nera, satinata, con il profilo di Brassens delineato in blu lucido che emerge come un fantasma accanto alla foto di Svampa e sotto ai due dischi (ma perché non hanno scritto da nessuna parte di chi è la grafica?), estraiamo il primo dischetto e inseriamolo nel lettore.

La voce di Svampa è come sempre educata e bellissima, una di quelle voci che migliorano col tempo, si arrotonda, perde le asprezze come un bordeaux tenuto in barrique.
La prima cosa che colpisce è la particolarità del tappeto musicale che Ettore Cenci ha costruito attorno ai testi di Brassens. Lo stile scarno due chitarre-basso dello chansonnier transalpino lascia il posto ad arrangiamenti raffinati e discreti dove la fisarmonica di Bruno Poletto ricama "dentelles" e la chitarra folk di Sergio Farina aggiunge sonorità rotonde e allegre a quelle più seriose della classica e del basso di Antonio Mastino. Ciò che ne viene fuori è una musica piacevole, che non rinnega lo spirito degli originali - che volevano essere un sottofondo discreto al servizio delle parole - ma aggiunge un po' della personalità di Svampa alle canzoni. Il suo omaggio, insomma.

La scelta delle canzoni è caduta su una rosa di venticinque brani di cui - se non abbiamo contato male - solo sette erano stati cantati precedentemente da Svampa in milanese e nove in italiano. Le canzoni di Georges Brassens (1921 - 1981) risalgono alla metà del secolo scorso, ma i temi affrontati sono attuali ancor oggi: morte, amicizia, amore, riflessioni esistenziali, con un occhio attento all’umanità emarginata e una vena ironica e umoristica. Il linguaggio utilizzato da Svampa è leggermente attualizzato rispetto sia alle versioni originali francesi che alle traduzioni di Médail e di Amodei. Svampa non si fa troppi problemi nell'utilizzare anche termini coloriti, ma lo fa sempre nel contesto giusto, senza cadere nella volgarità, anzi, confermando che "quando ci vuole, ci vuole".

Il lavoro inizia con un classico: L'ombelico - metafora dell'estenuante ricerca di ciò che non si può avere - per proseguire con Nell'acqua del laghetto, già interpretata da De André, Il mascalzone pentito - nella versione di Amodei - Funerali d'altri tempi, La contadinella e Il menestrello - la prima delle traduzioni di Médail - manifesto dell'impossibile integrazione dell'artista nel regime. Poi via via si snocciolano una ad una le storie di vita, di morte, di satira sociale, di malavita, restituendo al personaggio Brassens italiano tutta l'ironia e l'eleganza degli originali.

Insomma, un doppio Cd indirizzato “sicuramente ai miei coetanei, a quelli che mi hanno ascoltato cantare in milanese, ma anche ai giovani interessati alla poesia e a chi ha amato lo spessore letterario di De André. Un target vasto, insomma, basta riuscire a farlo ascoltare"...

Nanni Svampa
Donne, gorilla, fantasmi e lillà
Omaggio italiano a Georges Brassens

Recording Arts 2004
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Ultimo aggiornamento: 26-09-2004
 
   
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