
Ascolti collegati
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Tracklist
01.
Cheryl’s going home
02. La buona pioggia
03. Señorita
04. When you walk in the room
05. Bisogna saper perdere
06. Strangers
07. Per amore della musica
08. Cry of the lion
09. Che colpa abbiamo noi
10. Eldorado
11. C’è una strana espressione
nei tuoi occhi
12. Piangi con me
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Un
disco professionale, dal suono ineccepibile, la voce profonda e fascinosa
e costellato di piacevoli canzoni (12, di cui 6 sono tuffi nelle acque
alte della memoria).
Shel Shapiro ha vissuto un periodo di splendore nel mondo musicale
italiano nella seconda metà degli anni '60 alla guida dei Rokes,
una band seminale del beat italiano (anche se si trattava in realtà
di 4 inglesi), assieme ai Nomadi, all'Equipe 84, ai Dik Dik e ai Camaleonti:
capaci di sfornare un hit dopo l'altro.
Da "C'è una strana espressione nei tuoi occhi"
del 1965 a "Che colpa abbiamo noi"
('66) , "E la pioggia che va"
(sempre '66, a tre mesi di distanza!), fino ad arrivare a "Lascia
l'ultimo ballo per me" del giugno '68. Poi il gruppo
si era sciolto, ma Shel è sempre rimasto attivo nel campo,
come produttore e musicista.
Quasi 40 anni dopo, mentre Shel inizia una sua seconda vita come attore
(ha una parte nel nuovo film di Albanese) ecco il disco di cui stiamo
parlando. Ma di nuovo c'è troppo poco per giustificare una
nuova uscita discografica. Nostalgia o curiosità, più
che altro, nel sentire le versioni originali di "C'è
una strana espressione nei tuoi occhi" ("When
you walk in the room" di Jackie De Shannon) o di "Che
colpa abbiamo noi" ("Cheryl's going home"
di Bob Lind).
Certo nè l'innesto di Lucio Dalla in "Bisogna
saper perdere", né quello di Frankie Hi-Energy
che "rappeggia" sopra "Che colpa abbiamo
noi" aggiungendo un vago richiamo ai fatti di Genova,
bastano a giustificare la spesa e nemmeno il ricordo di Tenco in coda
a "Piangi con me".
Gli arrangiamenti sono comunque rifatti e cambiati, "aggiornati"
direi rispetto agli originali e Shel si limita a cantare senza suonare
la chitarra. Tra i brani "nuovi" o comunque poco conosciuti
solo "Per amore della musica"
si stacca dagli altri, dall'alto dei suoi quasi 5 minuti e "Senorita"
è grazioso, anche se un po' già sentito. Eppure tutto
è corretto. Forse troppo.
Shel
Shapiro
"Shel"
Sony Music - 2002
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