
Ascolti collegati
Crediti:
Vittorio
De Scalzi (chitarre, tastiere, voce solista in Ho veduto, Signore
io sono Irish, Andrò ancora, cori); Nico Di Palo (chitarre,
voce solista in Vorrei comprare una strada, Susy Forrester, Al
bar dell'angolo, Duemila, Ti ricordi, Joe?, Padre O'Brien, Tom
Flaherty, cori); Giorgio D'Adamo (basso); Gianni Belleno (batteria,
percussioni, cori); Mauro Chiarugi (tastiere).
Produzione Fabrizio De André e Giampiero Reverberi
Testi e musiche:
1.Ho veduto (De André - Mannerini - Di Palo - De Scalzi)
2.Vorrei comprare una strada (De André - Mannerini - Di
Palo - De Scalzi)
3.Signore, io sono Irish (De André - Mannerini - Reverberi)
4.Susy Forrester (De André - Di Palo - De Scalzi)
5.Al bar dell'angolo (D'Adamo - Di Palo - De Scalzi)
6.Duemila (De André - Mannerini - Di Palo - De Scalzi)
7.Ti ricordi, Joe? (De André - Mannerini - Di Palo - De
Scalzi)
8.Padre O'Brien (De André - Leva - Di Palo - De Scalzi)
9.Tom Flaherty (De André - Mannerini - Di Palo - De Scalzi)
10.Andrò ancora (De André - Mannerini - Di Palo
- De Scalzi)
|
|
Tracklist
01. Ho veduto
02. 'Vorrei comprare una strada
03. Signore, io sono Irish
04. Susy Forrester
05. Al bar dell'angolo
06. Duemila
07. Ti ricordi Joe?
08. Padre O'Brian
09. Tom Flaherty
10. Andrò ancora


|
|
E' stato
un disco magico, unione di forze divergenti e mai più replicate:
un gruppo rock di avanguardia per il periodo, formato da ragazzi
con meno di 20 anni, un giovane cantautore, ma già dotato
di una certa fama, marginale, ma di culto, un poeta arrabbiato e
cieco, ex marinaio, anarchico e in lotta col mondo. Sullo sfondo
due suggestioni altrettanto potenti: il richiamo dell'Antologia
di Spoon River di Edgar Lee Masters, che qualche anno dopo fornirà
a De Andrè il destro per "Non al denaro, non all'amore,
né al cielo" e i primi concept album che il rock inglese
iniziava a sfornare (in particolare i Moody Blues).
Il risultato è stato "Senza orario, senza bandiera",
primo concept in assoluto a essere stato realizzato in Italia. Correva
l'anno 1968, un anno denso di non pochi fermenti, e la compagnia
cantante era costituita dai New Trolls, più Fabrizio De André,
più Riccardo Mannerini. più Giampiero Reverberi come
produttore, arrangiatore e orchestratore. Il ciclo di lavorazione
era stato il seguente: Mannerini aveva scritto della poesie sul
suo passato di marinaio errante per il mondo, De André le
metteva in bella copia, i New Trolls facevano le musiche e Reverberi
orchestrava il tutto. Certo ci vuole il talento, ma anche quel particolare
stato di grazia che da un disco crea un capolavoro. E mai termine
è stato così esatto.
Come
si può vedere dalla scaletta a fianco, gli equipaggi per
ogni singolo brano sono stati diversi. La partenza dalle poesie
di Mannerini era una costante, tranne che nei casi di "Susy
Forrester", dove il testo è tutto di
Fabrizio De Andrè e de "Il bar dell'angolo"
che è un pezzo integralmente dei New Trolls e, nello specifico
da Giorgio D'Adamo, abituale paroliere del gruppo nella triade
De Scalzi-Di Paolo- D'Adamo. Il testo di "Padre
O'Brian" è stato scritto da Fabrizio
De André assieme a Rosario Leva. Le musiche sono tutte
dei New Trolls, tranne "Signore, io sono Irish",
che è di Reverberi e "Vorrei comprare
una strada" che è stata scritta da Reverberi-De
Andrè-De Scalzi e Di Palo.
Il trattamento delle poesie di Riccardo Mannerini nelle mani di
De Andrè è esemplare di come il genio del cantautore
genovese si esprimesse compiutamente in quel ruolo che Roberto
Danè, storico produttore di Fabrizio, aveva esplicitato
nel termine "metteur énsieme", ironizzando sul
termine francese "metteur en scene" che significa regista.
De Andrè "metteva assieme" materiali di altri,
come ha sempre fatto in tutta la sua vita, ma con una grazia,
una poesia, una competenza lessicale che rendeva questi nuovi
elaborati come opera del tutto suo e immensamente superiore al
testo o allo spunto di partenza. Valga per tutti l'esempio delle
poesie di Edgar Lee Masters che, secondo Fernanda Pivano, prima
traduttrice di Masters in italiano, erano diventati "più
poetici" dopo il trattamento di De Andrè (come sempre
non da solo, ma con Fabrizio Bentivoglio).
Anche qui Mannerini scrive "Ho visto" e nelle
mani di De Andrè diventa "Ho veduto",
Mannerini scrive "O mio Signore, purtroppo c’è
qualcosa che non va!" e De Andrè "Ma
c'è una cosa mio signore che non va". Mannerini
chiosa: "Andrà bene anche vecchia la bicicletta
che manderai ad Irish" e Fabrizio traduce "Anche
se vecchia non importa, anche se vecchia mandala a me".
E che dire della differenza tra queste due frasi? "Mi
hai date tante cose belle / e il mio cuore le ha viste volentieri:/
i boschi, le rose, la fratta,/ i piccoli stagni dei cieli e la
notte, / le labbra di Ester, / i suoi seni,/ quei suoi impossibili
occhi, / il sonno, il risveglio, il rumore / del fiume, / l’odore
dei legni duri…" (Mannerini) e "Tu mi
hai dato il profumo dei fiori / le farfalle i colori / e le labbra
di Ester / create da te / quei suoi occhi incredibili / solo per
me" (De Andrè). E' la stessa cosa dite? Va bene,
andiamo avanti così: facciamoci del male!
Tutte queste informazioni e molte altre si possono trovare sul
libro "Un viaggio lungo 40 anni - Senza orario e
senza bandiera" di Antonio Oleari (Aereostella -
270 pagine - euro 18,90), una specie di piccola bibbia per chi
ama questo disco, di cui viene ripercorsa nel dettaglio ogni singola
fase di lavorazione: dalla scelta della copertina agli intrallazzi
del papà ristoratore di De Scalzi per trovare una scrittura
per il figlio, alle differenti ipotesi di realizzazione e scaletta.
New
Trolls
"Senza orario, senza bandiera"
Fonit Cetra - 1968
Nei negozi di dischi
|