
Ascolti collegati
Crediti:
John
De Leo (voce); Andrea Costa (violino), Gionata Costa (violoncello);Stefano
Ricci (contrabbasso); Valentino Bianchi (sax).
Ospite: Enrico Rava (flicorno)
Ora: Luisa Cottifogli (voce)
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Sono
apparsi al Festival di Sanremo e sono apparsi alla Madonna! Di colpo
è stato come se tutto quello che c'era intorno si ricoprisse
di uno strato di muffa. Coniugare rock e classica non è operazione
del tutto nuova, ma i Quintorigo non hanno solo questo al loro arco.
Sanno scrivere e John De Leo sa decisamente cantare.
"Parlare di musica e' come ballare di architettura"
Con questo celebre
aforisma dell' eclettico e geniale Frank Zappa si definiscono sul
loro sito, sintetizzando l'oggettiva impossibilità di sovrapporre
concetti e strutture verbali all'arte dei suoni. Forse non ha senso
chiedersi che genere suonano i Quintorigo, di quali maestri abbiano
continuato la lezione, come possa definirsi il loro sound, perché
una risposta univoca e condivisa non c'è. I binari su cui
si muovono i Quintorigo sono tre: eclettismo, contaminazione, sperimentazione.
Il primo deriva dalle esperienze formative giovanili (dal Conservatorio
alle cantine, dall' orchestra sinfonica alla cover-rock band...).
La seconda è emanazione e rielaborazione del primo. La terza
è una inclinazione psicologica che porta a negare ciò
che e' stato detto o fatto. Ciò che c'è, c'è
già. E spesso non ci piace. Sperimentazione è ricerca
di ciò che non c'è.
Fin qui l'autodefinizione. Poi resta "Grigio"
che è il secondo album dopo "Rospo"
che già aveva dissestato le coordinate di chi si era apprestato
a guardare Sanremo. A Sanremo i Quintorigo tornano, dopo l'esordio
con "Rospo", anche con la "Bentivoglio
Angelina" contenuta in questo album, che è
un gran bel pezzo. Musica popolare, come dimostra la scelta del
cognome e nome, che si ibridizza con la classica, che scala ajazz,
chediventa ricerca e poi ancora torna a essere canzone. Gli equilibrismi
vocali di John De Leo sono la firma di tutto il periodo iniziale,
fortemente improntato alla ricerca di una strada espressiva nuova.
Una macchina lanciata a così forte velocità non poteva,
naturalmente, fare tanta strada. E così, ben presto, le strade
di John De Leo e degli altri Quintorigo si sono separate. John,
dopo anni di lavoro è uscito col bellissimo "Vago
svanendo" che porta avanti il lavoro di sperimentazione,
arrampicandosi su nuova strade impervie, ma ricche di stimoli; i
Quintorigo, mantenendo il nome, hanno sostituito John con la bravissima
Luisa Cottifogli e hanno scelto una via un po' più tranquilla,
che si rivolge maggiormente al jazz, come dimostra anche la scelta
di dedicare un album a Charlie Mingus. Da ascoltatori il vantaggio
è doppio: avevamo un bel gruppo, ne abbiamo due. Ognuno col
suo linguaggio. A primavera del 2010 è atteso il loro nuovo
album.
Ma torniamo un attimo ancora a "Grigio",
album forse non epocale, ma senz'altro in grado di scuotere il
torpido stagno della canzone d'autore, dove, ammettiamolo, in
questi dieci anni le novità musicali veramente tali si
contano sulle dita di una mano (e qualcosa pare destinato ad avanzare).
"Grigio" mescola il rock duro con la classica e il jazz
(poco), gli archi svolgono la funzione delle chitarre (pensate
un violino in mano a Jimi Hendrix), mentre John De Leo sale e
scende sulle scale musicali come crede lui (ma anche come il dio
della musica comanda e come Demetrio Stratos aveva insegnato).
Si parte con un reggae, si prosegue con un omaggio a Paolo Conte,
ci si libera in un tango, si cita la colonna sonora di "Lola
Darling" di Spike Lee, si coverizzano i Deep Purple
di "Highway stars", indurendo
un po' il loro hard rock.
Un cocktail tra inediti e cover, dove tra le loro influenze il
quartetto romagnolo cita Stravinskij, Miles Davis, Fats Waller,
Jimi Hendrix, Faith No More, Herbie Hancock. Dopo "Grigio"
seguirà un solo album con questa formazione ("In
cattività" del 2003), poi dal 2006 ci sarà
la nuova formazione. Ma "Rospo" e il
poco successivo "Grigio" restano i
due grandi capitoli di un esordio che spacca.
Quintorigo
"Grigio"
Universal - 2000
Di difficile reperibilità o
sul sito
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