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di Leon Ravasi
C'è
un personaggio che, da qualche tempo, nel cor mi sta (o meglio,
nel lettore cd). Per vie traverse mi è capitato in mano un
cd di Augusto Forin "Alle spalle delle parole" o "In
concerto" (un cd, con due titoli!), registrato dal vivo a fine
1999; contiene 9 brani, di cui alcune sono vere chicche. Butto lì
nel mazzo: "Scusa",
"Amanti distanti",
"Aspettando su una pensilina",
"L'oriente del nord",
ma anche il resto si tiene su ottimi livelli. Forin suona con un
combo di altre 4 persone: Elena Cimarosti, chitarra e voce (e che
voce!), Roberto Marotta, batteria e percussioni, Luca Morello, basso
elettrico e Francesca Rapetti, flauto e voce (e che voce! O l'una
o l'altra o tutte e due.
Ci
sono cori al femminile di grande intensità che percorrono
quasi tutti brani). E poi c'è Augusto, chitarra e voce. A
Genova, evidentemente c'è qualcosa di strano nell'aria. Chi
respira la macaja, è evidente, appena mette le dita su corde
di chitarra inizia a comporre canzoni di grande impatto. Il clima
è cantautorale ma non spinto. La parte musicale, intendo
dire, è ben presente e più che curata. Se poi si pensa
che è un concerto registrato dal vivo e che non si sentono
esitazioni o incertezze, il quadro viene ancora più preciso.
Siamo dalle parti di un leggero jazz chitarristico che si incontra
con la tradizione nobile della musica d'autore. Testi per nulla
banali e anzi, animati di belle intuizioni.
"Non
riesco ancora a crederci,
ho sconfinato nel ridicolo,
ma dimmi te!
E non sai neanche scrivere,
non èq uestione di grammatica
è che l'amore vuol certe parentesi
è che l'amore si fa anche per ridere..."
(amanti distanti)
"Questo
è l'oriente del nord,
dove vengono a meditare
le persone sole e le zanzare
e nelle scie delle navi
ci puoi trovare le coppie clandestine
condannate e nuotare.
E c'è un bazaar per ogni portone
e una mano tesa a ogni stazione
di questa lenta via crucis metropolitana"
(L'oriente del nord)
Insomma Augusto si ascolta con grande piacere: il referente più
prossimo? Forse Paolo Conte? In parte di sicuro. Sia per le ritmiche
sottese, sia per un certo modo di porgere la voce (soprattutto "L'oriente
del nord"), ma non in senso derivativo. Si sente anche l'influsso
di tematiche care a Max Manfredi (stesso brodo di coltura, stesso
ambiente, stessi amici. Fino al punto che, dicono le biografie,
Augusto ha scritto un brano intitolato "Max", con dentro
almeno una frase geniale: "Esco da una tua canzone /come da
un cinema /ma dimmi tutte quelle parole /dov'è che si trovano
/perché io ne avrei bisogno sai /per riuscire ad esprimermi
/in questa sorta di swing".
Dopo
due prove discografiche (entrambe autoprodotte, laltra si
intitola Operazione arcivernice, un titolo comprensibile
agli ormai vecchi lettori del Corrierino dei Piccoli) Forin
non ha più inciso niente, preferendo dedicarsi alla salute
del suo gatto e della sua attività di grafico pubblicitario
(alla Alan Ford, per citare ancora i fumetti) con Il
pigiama del gatto, ma sarebbe un vero peccato pensare
che la chitarra di Augusto (e soprattutto il suo basso) stanno ricoprendosi
di polvere. Sarà forse il caso di spalmare larcivernice
del professor Alambicchi su questa copertina, per non lasciare le
nostre orecchie a digiuno di canzoni intelligenti.
Augusto
Forin
Concerto
Autoprodotto - 1999
Di difficile reperibilità. Provate a scrivere a info@augusto.forin.name
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aggiornamento: 09-11-2004 |