
Ascolti collegati
Crediti:
Cristina
Mauro: vôs;Stefano
Montello: ghitare e corus; Flavio Zanier: bas e corus; Alessandro
Montello: fisa, tastiere, vôs, corus, piano Steinway &
Sons; U.T. Ghandi: batarie, percussions e corus; Loris Luise:
percussions e corus
au sunat cun nun
Clobeda's: Lucia Clonfero - viulin; Marina Bertoni - violoncel;
Elisa D'Agostini - viole; Denis Biasion: ghitare flamenche e ghitare
eletriche; Flavio D'Avanzo: trombe; Lino Straulino: ghitare.
Regijstrât, mixât
e masterizât tal studi "ArteSuono" di Cavalicco
(Udine)
Musichis e tescj di
Sandri Montel mancul "Testament di Sambe" ch'al è
tradizionâl
Arrangiaments flk
Produzion FLK &
Stefano Amerio
Grafiche
di Michela Picco / Fotolito Selekta - Udine
|
"Non
abbiamo giustificazioni per cantare in friulano. Da mille anni la
nostra gente parla questa lingua. Non lo facciamo per non essere
capiti. Lo facciamo perché siamo diversi. Perché tutti
sono diversi da ognuno - insostituibili. La diversità non
è una moda. E' un pensiero. L'essere stesso degli uomini.
Potremmo cantare in un'altra lingua. Ma non saremmo più gli
stessi".
Avvicinarsi agli Flk ha voluto dire avvicinarsi a tutti i friulani.
Se la chiave di volta primaria è stata quella di Luigi Maieron,
gli Flk hanno costituito l'ossatura su cui formare la passione.
A partire da "Ratatuie" del 1991 fino al mitico e mai
più ripetuto episodio di folliahippy furlana di "Sintetiche
sincretiche, sinaptiche", con quel piccolo inno che è
"Pensir de l'esili", scritta ed eseguita con Lino Straulino,
co-titolare dell'album, fino ad arrivare a questo "Sun",
forse l'opera più matura e più complessa degli Flk
e loro capolinea, in quanto ultimo album della loro discografia
ufficiale (nel 2007 è uscito "Dancing Calypso"
a nome loro, con brani in italiano e formazione rimaneggiata).
Come suonano gli Flk? Una seducente mescolanza
di folk, rock, reggae e rap, al servizio di testi tutti quanti
in friulano che viene rivendicata come una bandiera, allo stesso
modo con cui i Lou Dalfin difendono la lingua e la cultura occitanica.
Nati come Mitili Folk, perdono prima una vocale e poi tutti i
Mitili, trovandosi solo Flk (nuovo acronimo che significa (Furlan
Liberation Kongress). Dal 2000 il gruppo smette di esistere ufficialmente,
se non per reunion sporadiche, fino al nuovo episodio del 2007,
tutto da gustare (forse ancora più bello di "Sun",
ma ne parleremo altrove.
"Sun" risente, in parte, dei difetti
d'epoca. Ascoltato anni dopo suona leggermente meno convincente
che ascoltato in diretta, ma solo leggermente. Lo stile Flk è
deciso, sicuro e pronunciato, con appena una punta in più
di asperità ritmiche rispetto alle prove coeve degli altri
friulani, ma contemporaneamente il linguaggio musicale è
sicuramente universale e aperto al mondo, in un bell'effetto di
contrasto con i suoni del canto che, peraltro, confermano che
il friulano si adatta sia alla canzone d'autore, sia al rock,
soprattutto quando, come in questo caso è rock d'autore.
Le chitarre di Straulino e gli archi del Clobeda's trio caratterizzano
le composizioni, che trovano piena esplosione nella voce forte
e pura di Cristina Mauro.
Per il resto diamo spazio alle loro parole: "Crediamo non
ci sia nessuna contraddizione nel rivendicare la propria cultura
e operare contro le chiusure e i confini, parlare la propria lingua
ed essere internazionalisti, contro le guerre di ogni tipo".
"Vogliamo essere parte di un'umanità
che parli la lingua della propria umanità. Dove le lingue
non siano confini, ma porte verso l'interiorità profonda
dell'essere uomo. La nostra musica ha un senso non un fine".
"Cantiamo in friulano perché non
vogliamo essere paragonati ai leghisti. Non vogliamo che possano
prendere le nostre parole per farne degli slogans. Siamo profondamente
convinti del valore delle culture "minoritarie". Di
qualsiasi luogo del mondo".
"Non vogliamo fare la fine delle culture meridionali massificate
e annientate negli stereotipi massmediatici. Il meridione ci appartiene
come ci appartengono tutte le culture. Cantiamo in fruliano per
non poter essere televisivi, per esserre vicini a quelle vere
e reali culture meridionali e del sud del mondo, che purtroppo
vengono standardizzate in modelli fatti per essere consumati per/dalla/in
televisione".
"In friulano viaggiare si dice "lâ", ed è
un obbligo. Abbiamo preso una nave rincorrendo un desiderio necessario.
Abbiamo scoperto che Ronchis fa parte di Buenos Aires, che Udine
è imparentata con Sao Paulo, che Lignano assomiglia un
po' a Vitoria. Per sconfinare basta fare un passo, togliendosi
i vincoli dal cuore. Questo lavoro è dedicato a tutti i
friulani e alla gente che ha dovuto andare".
Flk
"Sun"
Cni - 2000
Di difficile reperibilità o
sul sito
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