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Le BiELLE RECENSIONI
 
"Faber Amico Fragile "

In Cd la magia di una sera?
di Lucia Carenini

Da quel 12 marzo 2000 - giorno in cui quasi tutti i principali nomi della canzone d’autore italiana si ritrovarono al Teatro Carlo Felice di Genova per celebrare il più grande poeta in musica a poco più di un anno dalla sua scomparsa - sono passati tre anni e otto mesi. Quel giorno Dori Ghezzi, dea ex machina dell’operazione, dichiarò che l’evento sarebbe stato sì registrato, ma solo per conservarne un ricordo. Grazie agll’insistenza degli artisti che si alternarono sul palco di quella serata intitolata “agli ultimi”, gli unici che avevan potuto dare una ascoltatina allla registrazione, Dori e la Fondazione DeAndrè si sono però convinti che sarebbe stata cosa buona e giusta mettere a parte di quel “tesoro” anche chi, per una ragione o per l’altra, quella sera non aveva potuto esserci. Come? Trasformando l’hic et nunc genovese in qualcosa di più tangibile: un doppio Cd, per esempio. Ed ecco che esattamente milletrecentoquaranta giorni dopo – indubbiamente una delle “gravidanze” più lunghe che la storia ricordi - "Faber Amico Fragile" ha visto la luce.

Dori Ghezzi conferma. “Il disco non doveva esistere. La registrazione si fece per avere un ricordo. Ma dopo tre anni, a forza di sentir ripetere tutti quei ‘ma che peccato che non ci sia un disco’ ho pensato che forse avevano ragione loro. Mi ha convinto Vasco Rossi. Se questo cd straordinario esiste, è merito suo”.

Leon Ravasi: Esiste un cd, tra i miei, praticamente consumato dal gran suonare. E' la copia pirata, fatta al volo, del concerto del Carlo Felice in memoria di De Andrè. Esiste un cd, sempre tra i miei, quasi intonso, che non ha mai l'onore di salire sul carousel dei mei 100 dischi preferiti: è "Faber, amico fragile". Ebbene sì, vostro onore, mi confesso colpevole! Non solo non lo sento mai, ma non mi piace neanche. Eh sì, io sono l'uomo a cui non piace Faber! Come è possibile, visto che mi piaceva il concerto da cui il disco è tratto? Vostro onore, è questione di emozione. Lì c'era, qui non c'è più. "Faber" come cd è stata una banale strenna di Natale.

Lo so, lo so che i fedeli deandreiani mi aspetteranno all'angolo per appendermi con le mie budella all'albero più alto della nave della nostalgia, ma devo dirlo. Sentire Gino Paoli che fa un Fabrizio di maniera, Edoardo Bennato che dimostra di non aver capito un cazzo di quello che sta cantando, Roberto Ferri che storpia una inutile Marinella in francese, Alloisio che canta qualcosa che non c'entra per niente, Celentano che fa strame di "La guerra di Piero", Cecilia Chailly che si arrampica a fatica per le strade di "Inverno", Teresa De Sio che uccide per la seconda volta Michè, sinceramente non mi dà brividi di piacere.
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La Fondazione ha voluto un disco “rotondo”, che non ha un inizio preciso nè una precisa fine. E che non rispetta - chissà per quale motivo - la scaletta originale della serata. Nemmeno la copertina ha un verso e un retro: le due facciate sono quasi uguali, cambiano solo i nomi degli artisti. Ed è un lungo elenco: ben ventisei partecipanti, tra cui Vasco Rossi, Adriano Celentano, Zucchero, Ligabue, Jovanotti, Franco Battiato, Ornella Vanoni, Teresa de Sio, Edoardo Bennato, Roberto Vecchioni, Gino Paoli, P.F.M, Cristiano De André e molti altri.

Non un cd 1 e un cd 2, ma un Cd bianco e un Cd nero che vede tra i suoi momenti più toccanti Vasco Rossi e "Amico fragile". Prima la legge in forma di capitolo del libro di Cesare G.Romana, poi la canta. E la fa completamente sua. Intensa, emozionante, forte, struggente. Fa ritornare indietro nel tampo, fino a quella sera in cui l’emozione si sarebbe potuta tagliare a larghe fette, dall'una e dall’altra parte del palco. E sarà la suggestione di esserci stati, sarà l’impressione data dal rivivere un momento che molto probabilmente non si ripeterà, ma, anche se di per sé nessuno ha aggiunto nulla a quello che è stato Fabrizio – ma dopo tutto non era questo lo scopo - è una successione di piccoli miracoli.

La potenza e la drammaticità della voce di Eugenio Finardi in "Verranno a chiederti del nostro amore" si alterna alla lentezza e alla trepidazione della "Via del Campo" di Enzo Jannacci, condita dalla fisarmonica del figlio Paolo. E poi ancora la voce rotta dalle lacrime di Franco Battiato e le ondate di e-anda di "Creuza de mà" di Cristiano de André – che confessò di non sapere se avrebbe trovato il coraggio di salire sul palco - in duetto di buzouki con Mauro Pagani.

Intrigante la trovata di “riabilitare” Celentano, che quella sera ebbe una storica defaillance. "T'avrei fischiato anch'io, sai - recita il molleggiato - Sei fortunato che non ero in teatro... quel giorno ero sul palco" - e poi si riscatta dalla figuraccia proponendo una nuova registrazione de La guerra di Piero. E poi i Mercanti di liquore che galoppano con Geordie, Jovanotti e la sua buffa La cattiva strada, trasformata per l’occasione in un qualcosa che sta tra il reggae e il rap e Roberto Vecchioni, dolce e struggente in Hotel Supramonte.

Anche le signore fanno la loro parte. Da Ornella Vanoni, ironica interprete in prima persona di una amiccante "Bocca di Rosa" a Fiorella Mannoia, raffinata e commossa zingara di "Khorakhanè". Dalla dolcezza tenue dell’"Inverno" di Cecilia Chailly alla sguaiata disperazione di Loredana Bertè in "Una Storia sbagliata". Canzone difficile, ma in quel momento era la sua storia. E lo si sentiva.

Per chi c’era giocherà l’emozione dei ricordi. Quelli che piovono dentro come rubinetti aperti. E allagano.
Per chi non c’era saranno comunque brividi.

A sostenere il progetto è la Fondazione De André: organizzazione senza fini di lucro che ha lo scopo "nel rispetto del suo pensiero, di promuovere iniziative atte a sensibilizzare l'opinione collettiva nei confronti delle realtà umane sofferenti". Tutto il ricavato delle vendite del Cd sarà devoluto in beneficenza all'ospedale Gaslini di Genova, alla Comunità di San Benedetto al Porto di Genova e al Gruppo Abele di Torino.

In contemporanea con l’uscita del disco apre i battenti anche un sito web. All’indirizzo www.fondazionedeandre.it i deandreofili potranno trovare finalmente un punto di riferimento ufficiale che raccoglierà frammenti dell’opera e della vita di Fabrizio: dalle “parole cangianti”, uno studio stile work in progress sulle varianti dei testi del cantautore genovese a “ero più curioso di voi” capitolo – per ora ancora molto in costruzione - dedicato all’uomo e alle sue passioni come l’agricoltura, la cucina, l’astrologia.

Insomma, cosa manca? Dai due cd mancano le parti parlate e raccontate da Fabio Fazio, David Riondino, Michele Serra e Lella Costa e manca, curiosamente, Luvi De Andrè, che interpretò una "Rimini" delicata e commovente. Forse, per permettere a chi non c’era di rivire in pieno le emozioni della serata, non sarebbe stato male inserire nel cofanetto anche una parte video, magari proprio il collage dei pezzi più salienti mostrato durante la presentazione del Cd.

Ma in fondo, a tutti noi, orfani deandreiani, chi manca è Fabrizio.

Faber Amico fragile
Genova 12 marzo 2000

BMG 2003

Nei negozi di dischi

       
   
Ultimo aggiornamento: 08-01-2004
 
   
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