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Le BiELLE RECENSIONI
Paola Turci: "Tra i fuochi in mezzo al cielo"

"Il" disco di Paola Turci
di Lucia Carenini

Nel 2004 Paola Turci dopo lunghe peregrinazioni tra diverse major fa il suo ingresso alla On the Road Music Factory proponendo “Stato di calma apparente”, un excursus sulla sua carriera registrato in presa diretta. Sembra voglia dire, ecco, questo è ciò che ho fatto fin’ora, consideriamolo una pietra miliare e da qui partiamo per il prossimo viaggio. Un anno dopo, nel giorno del suo quarantunesimo compleanno, torna con questo “Tra i fuochi in mezzo al cielo”, suo dodicesimo album (sedicesimo, se contiamo anche le raccolte). I nove brani composti dalla cantautrice romana e co-prodotti da Carlo U.Rossi sono un lungo viaggio interiore nelle emozioni, nei sentimenti, negli stati d’animo. Paola racconta, parla, urla anche, scava, graffia.

E’ un lavoro maturo, consapevole, frutto di un lavoro introspettivo, probabilmente sofferto, se la stessa Turci dichiara: "Sono riuscita ad esprimere dolcezze di cui non mi vergogno più, ho bussato alla porta dei miei divieti e ho messo in luce quello che ho sempre nascosto: la perdita, l'abbandono, le debolezze e persino la paura di parlare di un abuso, di una violenza”. E proprio questo fa. Con una sicurezza ed una serenità stupefacenti, ma anche con assoluta determinazione parla di tutto: di amore e di attualità, di violenza e di morte, di introspezione e speranza.

Non cercate il pop in questo lavoro. Non lo troverete. Non cercate neanche il facile singolo radiofonico, non c’è.
Ascoltate invece le parole, gli arrangiamenti, firmati dalla Turci con Ale "Diesis" Canini, sono volutamente essenziali, puliti, senza fronzoli e ne esaltano la profondità. A volte poi il pianoforte di Gianluca Misiti la chitarra acustica il violoncello e il basso di Max Gazzè sottolineano la poetica del lavoro; in altri momenti emerge la vena più elettrica e “dark” della Turci conferendo cambi di ritmo che danno una scossa e mantengono alta l’attenzione.

Canzoni “toste”, in cui Paola raccoglie spunti di cronaca, ci riflette e ne parla. Così vengono fuori temi come l’incesto -"Fiore di giardino", l'impotenza di fronte alla guerra e alla pulizia etnica - "Rwanda", l’integralismo che uccide - "Troppo occidentale". Oppure – molto più delicatamente ma in modo comunque tosto – sembra che si raggomitoli su se stessa e parli, quasi in un sussurro, della sua vita, dei suoi percorsi, dei suoi moti dell’anima: “comprendimi / ascoltami, ascoltami /non lasciarmi nel silenzio /non voglio avere paura /stai qui, stai qui”, o ancora: “Io mi muovo verso un’altra stagione / la mia anima è un fiume che divide la strada e attraversa i ricordi […] Raggiungere il limite estremo di tutte le nostre paure /mi incammino /corro contro il tempo /con il desiderio di rinunciare a quell’ultimo raggio di sole […] è un illusione il nostro viaggiare e partire /per poi ritornare".


E dopo aver raccontato tanto, la Turci conclude con uno splendido tributo a Leo Ferré, “Tu non dici mai niente”, straordinario inno all'arte e alla poesia, carrellata di immagini in bianco e nero, sogno di una vita, di un mondo diverso. Potrebbe trattarsi del prologo di un tributo alla canzone d’autore anni '60 che Paola ha in mente da tempo. Sarà il suo prossimo lavoro?

Paola Turci
Tra i fuochi in mezzo al cielo

On The Road Music Factory/Edel - 16 settembre 2005
CD 15 euro
Nei negozi di dischi e su internet

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Ultimo aggiornamento: 30-11-2005

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