Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


Scarica le canzoni per la pace
 














 
Le BiELLE RECENSIONI
Sine Frontera: "Solo andata"

Viaggio dal folk alla patchanka senza confini
di Silvano Rubino

E' nel segno della continuità il secondo album dei mantovani Sine Frontera, dal titolo "Sola Andata". Ricetta che piace, non si cambia: arrivati - dopo anni di gavetta - sul palco dell'Ariston di Mantova durante lo scorso festival della musica, il gruppo condensa in questo disco la sua ricetta, un patchanka che muove dalle sonorità folk tradizionali e spazia, come dice il loro nome (che poi è una dichiarazione di intenti), senza frontiera.

Come i Modena City Ramblers delle origini una delle stazioni più battute dal loro treno (un vagone graffitato fa bella mostra di sè sulla copertina del cd, tanto per non lasciare dubbi) è sicuramente l'Irlanda delle ballate folk, incarnata soprattutto dal violino di Paolo Sterzi. Ma non solo: come spiegano loro stessi sul loro sito internet (www.sinefrontera.it) si tratta di "un disco in costante movimento su un ipotetica linea ferroviaria che passa confini e raccoglie, strada facendo, storie e musiche di posti lontani.

Frammenti d’Irlanda su binari diretti verso le colorate vie di Arles nel sud della Francia, si incontrano con i ritmi Tzigani della “Bandabidun”, una strampalata band di musici di strada, per non fermarsi e raggiungere così lo stretto di Gibilterra : il punto d’incontro tra i due mondi, il sud e il nord “Kebab e Coca Cola”, dal sapore reggae nordafricano, senza dimenticare gli accenti balcanici di Wladimir Mahoney di padre irlandese e di madre ucraìna e la Galizia con le sue proteste per la salvaguardia dei mari".

Che altro ci resta da aggiungere rispetto a questa sintesi? Che l'energia c'è, percorre tutto il disco come una corrente elettrica e ci fa presumere una grande capacità di trascinare in balli scatenati dal vivo. Attenzione: c'è poco di nuovo o particolarmente originale, rispetto a quanto si muove nel vasto territorio del combat-folk italiano, compreso l'impegno dichiaratissimo ed esplicito dei testi, semplici e diretti come da tradizione: antimilitaristi ("La guerra è finita", "L'aristocratica"), ecologisti ("Nunca mais") dalla parte degli ultimi, dei vinti ("Tira a campà"), delle minoranze emarginate ("Bandabidun", dedicata ai Rom, "Kebab", ai sans papier francesi), con uno sguardo costante al passato, alle radici contadine e tradizionali ("Cammina cammina", "Baraca e buratin").

Bisogna dire che i ragazzi maneggiano la materia con notevole abilità, si sente che calcano le scene da parecchio tempo e che tra di loro si è creato un affiatamento artistico notevole. Qualche scivolone nella banalità c'è, è quasi inevitabile ("Onorevole show" è un condensato di qualunquismo, in "Nunca mais" le coloriture celtiche non salvano dalla convenzionalità della melodia e del testo) e si perdona facilmante. Maneggiano bene la materia nei brani meno da "pogo", più riflessivi, quelli in cui solitamente vengono fuori le magagne di tanti gruppi di questo tipo: "Cammina cammina", per esempio, è una bella canzone, che può tranquillamente stare in piedi da sola, con un azzeccato equilibrio tra melodia e testo.

Tra i brani più "da ballo" la nostra preferenza va a "L'aristocratica", popolarescamente satirica, con una simpatica verve contadina accentuata dall'uso del dialetto, a "Bandabidun", con i suoi sentori gitani e a "Baraca&Buratin", che poi è una filastrocca per bambini. Chiudono il disco un omaggio a Pulp Fiction di Quentin Tarantino, con uno scampolo della colonna sonora in versione folk e un'ironica ghost track che inserisce una potente base "house" sulla fisarmonica e i violini...

Nota di servizio: tre brani ("L'aristrocratica", "La guerra è finita", "Baraca e buratin") erano già contenuti nel disco di esordio "Sine Frontera", ma sono stati registrati e rimixati per questo album. La formazione: Antonio Resta, voce e chitarra acustica e leader del gruppo, violino Paolo Sterzi, fisarmonica Marco Ferrari, basso Fabio Ferrari, batteria Riccardo Mabus Moretti, percussioni Simone Dalmaschio, chitarre Simone Rebucci.

Sine Frontera
“Sola andata"

2005, Autoprodotto
www.sinefrontera.it

Ascolti collegati

Ultimo aggiornamento: 07-10-2005

HOME