| Materiale
per il prossimo libro di Enzo Gentile
di Moka
Ma
ci l'ha detto che essere giovani significa sparare amabili puttanate?
Ma chi l'ha detto che un giovane debba sempre e comunque peccare
di ingenuità? Ce ne sono tanti di esempi di giovani tenebrosi e
pensosi: da Leopardi a Fabrizio De André, da Stanley Kubrick a Rimbaud,
da Bob Dylan a Pier Paolo Pasolini. Ora perché dobbiamo scusare
con il termine "ingenuità giovanili" le amenità che ci sparano i
Sud Sound System? Musica gradevole, per carità. Ma ancora una volta
ritmi in levare, rappeggio da cazzeggio e legami con le radici salentine
sempre più fiacche.
“Acqua pe sta terra”
perde per strada molti dei motivi di interesse che si ritrovavano
nel precedente lavoro che, anche se non in cima ai nostri pensieri,
aveva però carica e interesse non indifferente. Ora, invero,
la carica non manca neanche qui, ma sembra una carica a molla, condizionata
a ottenere gli stessi risultati che nel disco precedente arrivavano
spontanei o comunque più facili.
Il totalino del lavoro allinea lo
sproposito di 14 brani per 53’40” interminabili di musica
(e già questo “interminabili” la chiarisce bene
sul tono complessivo della recensione …) con una lista di
ospiti che allinea come pezzo forte (ed effettivamente forte) Anthony
Johnson e quindi Luciano, Chico e General Levy.
In realtà brani “radiofonici”,
in grado di bucare l’etere, ce ne sono almeno due e, se ci
si accontenta, il disco può reggere: l’iniziale “Ciao
amore”: 3’36” molto gradevoli per scrivere i quali
ci si sono messi in 5 (beh, per “Now is the time” ci
si sono messi in sei addirittura e il risultato è accettabile,
ma inferiore agli sforzi profusi). Il secondo pezzo “forte”
è “Filu te ientu” (miracolo! Autore unico!),
armonica, basso e chitarra acustica, più un goccio ben dosato
di elettronica. Ma siamo ancora una volta al gioco dei singoli.
Se si piglia il disco come insieme
(e sorge il dubbio che questo non fosse l’intento dei SSS)
è difficile uscire vivi dal trittico centrale che parte con
“Giungla” (che palle! Che testo mediocre! “Lu
poveru è sempre poveru / anzi è ancora chiù
disperato / nu pocu anche chiù delusu /lu prezzu de la vita
ha ncaratu / e quiddu ca tene nu li è di aiuto”), “Strade
rosse”, “Acqua pe sta terra”. “Sciamu a
ballare” potrebbe anche andare (ma signori miei siamo molto
vicini a Edoardo Vianello e ai suoi Watussi: materiale per il prossimo
libro di Enzo Gentile.
Insomma, per quanto ci riguarda i
Sud Sound System rientrano nei canoni della musica da consumo ed
escono (definitivamente?) da quello della musica d’autore.
Senza drastici cambi di rotta (che non ci saranno, perché
la formula rende) sarà l’ultima volta che parleremo
di loro.
Secondo il Leoncino “nella
lunga carriera dei Sud Sound System questo è sicuramente
uno dei peggiori cd che abbiano mai prodotto. Lontano anni luce
dal mitico “Reggae party”. Stanco”.
Sud
Sound System
Acqua pe sta terra
Salento Sound System srl - 2005
Nei negozi di dischi
Ascolti
collegati
Ultimo
aggiornamento: 19-07-2005 |